Sondrio, 12 maggio 2019   |  
Società   |  Cronaca

Il Prefetto: in Valtellina poche criticità, ma guai a fermarsi

di Alberto Comuzzi

La dottoressa Paola Spena si è insediata da pochi giorni nel suo Ufficio, ma nell'intervista che ci ha rilasciato, mostra di conoscere molto bene la situazione del territorio; e non solo sotto il profilo dell'ordine pubblico.

Prefetto Paola Spena Sondrio

Prefetto di Sondrio Paola Spena

Per capire le competenze e quindi la qualità professionale del nuovo Prefetto di Sondrio, la dottoressa Paola Spena, basta dare un'occhiata al suo corposo curriculum che qui sotto pubblichiamo. A pochissimi giorni dal suo insediamento ci ha concesso un'intervista, senza sottoporci a logoranti attese, nel corso della quale ha risposto a tutte le domande in modo ampio e puntuale mostrando di essere molto bene informata sulla situazione del territorio che è stata chiamata a presidiare come responsabile del più alto Ufficio del Governo nella nostra provincia. Questo, in sintesi, il testo dell'intervista.

Lei che ha operato a lungo a Napoli (un milione di abitanti) e in Campania (poco meno di 6 milioni di abitanti), luoghi che, come tutti quelli ad alta intensità abitativa, presentano ogni genere di criticità, ritiene che, seppure in proporzioni minori, anche in Valtellina (150.000 abitanti) e in Valchiavenna (30.000 abitanti), troverà più o meno analoghe situazioni di pericolo?

Sotto il profilo della sicurezza e dell'ordine pubblico non sembrano emergere significative criticità anche perché c'è un'ottima presenza e distribuzione sul territorio delle Forze dell'Ordine. Oltre alla Questura ci sono posti di Polizia di frontiera, i Comandi Provinciali del Corpo della Guardia di Finanza e dei Carabinieri. Questi ultimi poi, insieme all’ex Corpo Forestale dello Stato confluito nell’Arma, svolgono un controllo circostanziato anche in zone impervie di montagna. Da ultimo, ma non meno importante, c'è poi la Polizia stradale che svolge un monitoraggio attento e continuo del sistema viario.

Recentemente, soprattutto a Sondrio, s'è registrato un aumento dei furti nelle abitazioni. Vedersi violata la casa genera frustrazione, ma soprattutto inquietudine.

Certamente i furti sono una tipologia di reato presente nell'intera provincia. Si tratta di atti compiuti, per lo più da una delinquenza pendolare che non ha quindi radici nel territorio. Ci sono momenti in cui il fenomeno si accentua, ma mi sentirei di dire che si tratta, pur sempre, di un fenomeno di dimensioni contenute. Naturalmente il tutto deve sempre essere relativizzato.

In effetti la Valtellina, rispetto a molte altre zone del Paese, è un'isola felice perché registra pochissimi gravi atti criminosi. Vedersi svaligiata la casa resta comunque un “vulnus” molto poco tollerato.

Questo è comprensibile perché il senso civico in questa comunità è molto radicato, come dimostra il fatto che vi è una elevata propensione alla denuncia. Il cittadino qui ha fiducia nelle Forze dell'Ordine, nelle istituzioni in generale e quindi denuncia. Vede, la denuncia, da un lato segnala la volontà di chi la sporge di perseguire una specifica tipologia di reato, da un altro fornisce utili indizi alle Forze dell'Ordine per comprendere se ciò che avviene nel territorio possa rientrare in un andamento fisiologico o sia invece l’indice di un fenomeno sul quale concentrare un’azione specifica di contrasto. Del resto l'attività delle Forze dell'ordine viene tenuta su alti standard proprio per salvaguardare le elevate aspettative di sicurezza alle quali la cittadinanza è abituata e che richiede. Ho in programma nei prossimi mesi alcuni incontri con i Sindaci dei Comuni anche per ascoltare le esigenze dei cittadini di cui i Sindaci sono i primi e diretti rappresentanti.

Dato per scontato che nel Dna dei valtellinesi e dei valchiavennaschi scorre il sangue degli uomini di montagna, abituati fin da ragazzi a faticare nell'arrampicarsi lungo gli irti sentieri del loro territorio e quindi avvezzi a quel genere di sacrifici che temprano e tengono lontano da pericolosi ozi, non trova però che anche loro di una qualche forma di trasgressione siano affetti?

Alcuni fenomeni sociali diffusi sul territorio nazionale si riscontrano anche qui: abuso di alcool, anche tra i giovani, consumo di droga e piccolo spaccio, comportamenti illegali che, se messi in relazione alla guida degli automezzi, incidono sul numero dei sinistri stradali. La sicurezza della circolazione e il rispetto delle norme di condotta alla guida sono altri aspetti da tenere sotto controllo. Ormai non si parla più di sicurezza solo come prevenzione e contrasto dei reati, ma di sicurezza integrata; in una accezione di sicurezza più ampia, che abbraccia anche la vivibilità urbana, il rispetto delle regole e l’incolumità dei cittadini. Questo nostro territorio presenta degli aspetti naturalistici di grande effetto e di forte richiamo turistico, ma anche delle fragilità strutturali, come i fenomeni franosi che, nei punti più critici, sono monitorati dalla Regione. Analoga attenzione va prestata alle dighe sulle quali è in corso un lavoro attento di verifica. Pure i fenomeni meteorologici hanno una rilevante ricaduta sul territorio e richiedono la collaborazione di tutti gli attori coinvolti dal comparto sicurezza, alle amministrazioni locali, al volontariato, alla Regione per garantire un’efficace risposta. Riassumendo direi che le fragilità naturalistiche e, sotto alcuni profili, quelle sociali sono i temi più delicati.

Sotto il profilo della sicurezza Lei non vede quindi grandi problemi?

Il quadro che mi sono fatta in questo breve periodo mi induce a dire che non si palesano gravi criticità anche grazie ad un’attenta attività di vigilanza. Quanto alla situazione della criminalità organizzata, non ci sono evidenze giudiziarie che ne attestino una significativa presenza grazie alla soglia elevata di attenzione, sia delle Forze dell'ordine, sia della stessa collettività e questo è un dato positivo. Naturalmente, come ogni territorio con una economia discretamente florida, il rischio di infiltrazione e di inquinamento del territorio produttivo è sempre possibile. Lo sviluppo turistico della Valtellina e della Valchiavenna, possono rappresentare un motivo di interesse, anche per operazioni di riciclaggio, che però è scongiurato dalla costante e attenta azione di contrasto delle Forze dell'Ordine, che mantengono alta la guardia. Non si esclude che possano esserci tentativi d'inquinamento, ma un territorio dove esiste un'economia e un tessuto sociale sano e rispettoso delle regole è più difficile anche per la criminalità infiltrarsi e trovare adesioni e complicità. Credo che gli operatori commerciali siano i primi custodi di questa economia sana, e i primi ad essere refrattari a tentativi di infiltrazione.

Immigrazione: che aspetti intravede e che genere di problemi, ammesso che ne esistano, potrebbe generare?

Siamo in una fase che non si può più chiamare emergenziale. C'è stata una riduzione significativa degli arrivi e allo stesso tempo c'è stato uno sforzo, strategicamente valido, di potenziare le Commissioni territoriali che esaminano le richieste d'asilo e che quindi hanno ridotto i tempi di valutazione delle istanze e di definizione del procedimento. Qui, abbiamo numeri abbastanza contenuti che si aggirano intorno alle 400 persone. Con le Amministrazioni locali, si è instaurato un rapporto di collaborazione. Sul territorio si è operato secondo un modello di accoglienza diffusa evitando grandi concentrazioni di immigrati che vedono ora un numero di circa 30 soggetti presenti negli alloggi collettivi. Vi sono poi nuclei familiari e monoparentali che presentano delle vulnerabilità, intorno alle quali si registra l’impegno di parrocchie ed associazioni di volontariato. Mi segnalano, inoltre, che ci sono diversi casi di immigrati che si sono ben inseriti in attività lavorative.

In questi pochi giorni dal suo insediamento ha già avuto modo di visitare qualche altro luogo oltre Sondrio?

Sono stata a Tirano, lunedì 8 Aprile, con il Sottosegretario all’Interno Senatore Stefano Candiani a visitare il nuovo distaccamento dei Vigili del fuoco, unitamente al direttore regionale dei Vigili del Fuoco della Lombardia, Dante Pellicano, al comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Marcella Battaglia, all’assessore regionale Massimo Sertori, al presidente della Provincia, Elio Moretti. Effettivamente è stata realizzata una bella e funzionale struttura, dotata anche di una elisuperficie e che, pertanto, può rappresentare un punto di riferimento anche per esigenze di protezione civile per tutta l’alta valle. Nell’occasione è stato particolarmente apprezzato anche dal Sottosegretario l’efficace modello di collaborazione tra la componente effettiva dei Vigili del Fuoco e la componente volontaria utilmente formata.

Più che una domanda, una curiosità, Signora Prefetto: sulla sua scrivania non sono già arrivate lettere con lamentele per le ferrovie e per l'ospedale?

Interventi sulla rete ferroviaria e stradale sarebbero sicuramente importanti per lo sviluppo di questa provincia. Già la tangenziale di Morbegno sta snellendo molto il traffico, così come, immagino, avverrà anche con quella che dovrebbe essere realizzata a Tirano. Bisognerebbe fare uno sforzo di apertura, e in questo senso, incrocio le dita, sulla possibilità di essere presi in considerazione per le Olimpiadi del 2026, non perché questo sia la panacea di tutti i mali, ma perché potrebbe essere un volano per la Valtellina e la Valchiavenna sotto diversi profili, a cominciare da quello delle infrastrutture che richiede significativi investimenti.

Temendo contaminazioni indesiderate probabilmente i Valtellinesi hanno protetto a lungo il proprio territorio. Non pensa che forse il ritardo nello sviluppo delle reti stradale e ferroviaria sia dovuto anche a questa ragione?

Il tema della mobilità è sicuramente nodale per la crescita e lo sviluppo di un territorio e per garantirne la fruibilità anche in situazioni critiche, ma è, altresì, fondamentale per attrarre i giovani che in questi ultimi anni tendono ad andare via pur mantenendo un forte legame con il territorio e le sue tradizioni. Questo per evitare il rischio che in un quadro complessivo la Valtellina possa diventare periferica, mentre merita, invece, un ruolo di rilievo e la valorizzazione della sua specificità e identità.

Non pensa che la provincia di Sondrio, unica in Lombardia totalmente montana, potrebbe aspirare ad avere se non un proprio ateneo, almeno un Corso di agricoltura di montagna legato ad una Facoltà di Agraria? Se un progetto simile si realizzasse l'intera Valtellina tornerebbe a calamitare frotte di giovani.

Auspico che l'Amministrazione comunale e la Provincia, d’intesa con la Regione, coltivino l’ipotesi - come credo stiano già facendo - di attrarre sul territorio corsi progettuali postuniversitari o dei master che certamente potrebbero innescare un percorso virtuoso per incentivare i giovani a rimanere in provincia e favorire lo sviluppo delle attività commerciali; magari puntando su iniziative di formazione nei settori della ristorazione, dell'accoglienza alberghiera, dell’agroalimentare tenendo conto degli ottimi risultati già ottenuti con il corso di laurea in infermieristica.

Ha avuto modo di immergersi nell'enogastronomia valtellinese? Ha già assaggiato la bresaola valtellinese o la brisaola valchiavennasca?

La bresaola è uno dei miei alimenti preferiti e ho anche apprezzato molto i pizzoccheri cucinati nella versione tradizionale con l’uso di prodotti originali della Valtellina. Ho trovato di grande interesse la coltivazione dei vigneti su terrazzamenti tipici di questo territorio, una coltivazione manuale che non ricorre all’uso di mezzi meccanici e che consente di produrre ottimi vini attraverso un’ attività decisamente faticosa. Ho seguito sui siti la presenza di alcune case valtellinesi al Vinitaly di Verona confermandomi l'opinione che l'enogastronomia di questo territorio sia un’eccellenza.

 

download pdf Il prefetto Paola Spena: una vita al servizio dello Stato

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