Antibes, 31 marzo 2018   |  

Una valtellinese nella perla della Costa Azzurra

di Martina Bricalli

Tre giorni ad Antibes raccontati da una giovane ragazza della Valtellina

Antibes

Durante il weekend precedente la Pasqua, ho deciso di andare a esplorare uno dei luoghi più rilassanti e colorati del mio piccolo repertorio di sogni nel cassetto: la Costa Azzurra. E, con più precisione, quella che è l’antica città greca di Antipolis, fondata dai Focesi, e che oggi porta il nome di Antibes, un piccolo splendore sulla costa francese, a metà strada tra Nizza e Cannes.

Nata tra il VI e il V secolo a.C. come approdo commerciale, sotto il dominio romano è protagonista di un forte sviluppo, specialmente da un punto di vista economico, favorito dal passaggio della via Aurelia che consente un florido commercio e l’esportazione dei suoi principali prodotti: sale e pesce. A testimonianza della presenza greca sul suo territorio, il Museo di archeologia di Antibes ospita la cosiddetta “galet de Terpon” o “galet d’Antibes”, una roccia di serpentino da 33 kg per 65 cm di lunghezza, che costituisce la più antica iscrizione greca – precedente all’epoca ellenistica – scoperta in Gallia.

Un’altra tappa dovuta, durante la visita di questa pittoresca città, è certamente palazzo Grimaldi, la cui torre vedrete spiccare da qualsiasi prospettiva guardiate Antibes. Dell’esistenza del castello se ne scrive già nel XIII secolo e, durante il medioevo, è utilizzato come dimora vescovile; dal 1385, viene abitato dalla famiglia monegasca che gli attribuisce il proprio nome e, successivamente, diviene dimora del Governatore del re, per trasformarsi in comune nel 1792. Il 1820 segna un’ulteriore mutamento per la struttura che diventa caserma, fino al 1924. È questo l’anno in cui il castello viene trasformato in museo, per volontà di Romuald Dor de la Souchère, professore di francese, greco e latino, interessato alla storia di Antibes e promotore della sua divulgazione. Nel 1925, la struttura diviene Museo Grimaldi e solamente vent’anni dopo farà la sua comparsa Picasso, l’artista al quale è tutt’oggi dedicata la galleria.

Il pittore spagnolo giunge ad Antibes nel 1945 e, l’anno successivo, utilizzerà palazzo Grimaldi come atelier; nel 1947 viene inaugurata ufficialmente la “sala Picasso” e, il 27 Dicembre 1966, nasce definitivamente il Museo Picasso tra le mura del castello. Negli anni, l’esposizione si è arricchita con opere moderne, alle quali sono dedicati il piano terra e il primo piano, con nomi come Nicolas De Staël, Hans Hartung e Anna-Eva Bergman; mentre il secondo piano è totalmente consacrato a Picasso. Una galleria che ben vale i 6 euro di biglietto (3 ridotto).

A fianco di “château Grimaldi”, la cattedrale della città – Notre Dame de l’immaculée conception – fa capolino tra la scalinata e la sua torre. Le due torri – quella della chiesa e quella del castello – vengono chiamate “le torri dei saraceni” e simboleggiano la convivenza del potere ecclesiastico e governativo. La cattedrale d’Antibes, mancando di un proprio campanile, può godere di tale torre, chiamata “torre dell’orologio”, alta ben 30 metri, che custodisce le sue campane. La sua storia è antica, ma travagliata: costruita nel XII secolo, viene totalmente distrutta all’arrivo dei Saraceni, per poi essere ricostruita nel 1250 e di nuovo demolita nel 1746. Successivamente, viene restaurata per ordine di Luigi XV, al quale si deve l’attuale facciata barocca.

Se siete disposti a camminare qualche chilometro al di fuori del fulcro storico della cittadina (e ne vale la pena), la lunga passeggiata sul mare vi porterà a scoprire altri luoghi affascinanti. Dirigendovi verso est, a circa due chilometri di distanza, troverete il Fort Carrè, il forte militare edificato da Enrico II, nel 1547, al fine di rendere la cittadina più resistente alle nuove tecniche di guerra, essendo questa un punto strategico di confine tra la Francia e la contea di Nizza, all’epoca sotto il Regno di Savoia. Per accedervi, potete scegliere di seguire la camminata che parte dal porto Vauban e s’affaccia sul mare, per godervi appieno il paesaggio durante la risalita. Ebbene sì, “risalita” perché il forte è costruito su una collina naturale presente nella penisola, in modo tale da avere un’ottima vista sul territorio circostante. I quattro bastioni che lo proteggono, infatti, offrono una spettacolare veduta a 360 gradi e ciascuno di essi prende il nome dal proprio orientamento: bastione Antibes, bastione Corsica, bastione Nizza e bastione Francia.
L’ingresso costa 3 euro a testa (1,50 ridotto) e comprende la visita guidata alla struttura, un ottimo modo per scoprire tutte le curiosità circa il forte e la città.

Se alla storia preferite la natura e la botanica, il consiglio è quello di rivolgervi a ovest, verso Cap d’Antibes, dove sorge il Giardino botanico di villa Thuret. Risalendo tra le vie interne, dopo la spiaggia “de la Salis”, si giunge in quella che era la dimora del botanico Gustave Adolphe Thuret che, dal 1857, ha decorato il proprio giardino con specie provenienti da tutto il mondo, resistenti al clima mediterraneo, temperato caldo e subtropicale. L’ingresso libero vi porta a scoprire 2500 alberi e arbusti rappresentanti più di 1600 specie differenti, distribuiti su un territorio di 3,5 ettari.

Ma, dopo tutto questo visitare e camminare, spazio è dovuto alla chicca della Costa Azzurra: il mare. Sono tre le spiagge che circondano questa splendida città: la plage de la Gravette, la plage du Ponteil e la plage de la Salis. La prima è certamente la mia preferita, con la sua bellezza racchiusa tra gli scogli e le mura della città. La plage de la Gravette è a due passi dal centro storico, proprio a fianco del porto Vauban, dove luce e acqua dipingono quadri magnifici da fotografare.

Le altre due spiagge sono anch’esse di tutto rispetto e, di qui, si può godere di un punto di vista differente su Antibes: essendo più lontane dal centro città, queste offrono lo scorcio della cittadina in lontananza e, ancora più in profondità, si delineano Nizza e il resto della Costa Azzurra.

È necessario, inoltre, dedicare qualche mattinata al famoso marché Provençal, il mercato coperto che si svolge ai piedi della cattedrale. I profumi e i sapori della Provenza sono racchiusi in questo piccolo angolo di Francia che si tiene ogni mattina e, con maggiore dinamismo, durante il sabato e la domenica. Formaggi francesi, marmellate fatte in casa, cesti di lavanda e un aroma di pane inebriante sono solo alcune delle mille ragioni per cui è d’obbligo una tappa al mercato provenzale.

Per quanto riguarda i dettagli del viaggio, il mio è iniziato a Milano, con il treno intercity Milano-Ventimiglia che, in quattro ore, raggiunge la meta. Di qui, è facile trovare una coincidenza con uno dei treni francesi TER che la collegano ad Antibes; ne parte uno ogni mezz’ora circa, con destinazione finale Grasse oppure Cannes e, in una sola ora e mezza, si è giunti a destinazione.
Certamente, tra le opzioni possibili, vi è anche l’aereo, con un volo Milano-Nizza, e da Nizza il treno che porta ad Antibes, ma è una possibilità notevolmente più costosa.

L’alloggio che più conviene, a mio avviso, è l’appartamento, per tre semplici ragioni: permette di vivere appieno il clima della cittadina, è meno dispendioso e, al contrario delle strutture alberghiere, è nei pressi del centro e offre una maggiore varietà. Airbnb e Booking rappresentano i migliori siti da cui prenotare.

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