Sondrio , 03 ottobre 2018   |  

La scienza conferma tante verità su Ambrogio, Gervaso e Protaso

di Donatella Salambat

La Basilica di Sant'Ambrogio in questi mesi si è trasformata in un laboratorio affidato ad eminenti studiosi che, attraverso indagini microbiologiche, hanno constatato il perfetto stato di conservazione delle ossa dei tre santi Ambrogio, Gervaso e Protasio arrivando a confermare molti elementi delle loro persone

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da sinistra monsignor Carlo Faccendini, abate parroco della Basilica di Sant'Ambrogio, professoressa Cristina Cattaneo, arch. Carlo Capponi, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Milano

Stamane, martedì 2 Ottobre, nella sala Capitolare dell'Abazia di Sant'Ambrogio, esponenti della Chiesa ambrosiana, esperti e docenti universitari hanno presentato i primi risultati di uno studio scientifico sulle ossa di tre importanti santi: Ambrogio, Gervaso e Protaso.

L'incontro è stato presieduto da monsignor Carlo Faccendini, abate parroco della Basilica di Sant'Ambrogio. Tra i presenti, oltre a monsignor Erminio De Scalzi, abate emerito di sant'Ambrogio, monsignor Marco Navoni, dottore della Biblioteca Ambrosiana e al responsabile dell'Ufficio diocesano delle Comunicazioni sociali, Walter Magni, hanno partecipato ai lavori Cristina Cattaneo ordinario di Medicina Legale all'Università di Milano, Elio Franzini rettore dell'Università Statale di Milano, Antonella Rinaldi, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio della Città metropolitana di Milano.

Lo studio è stato promosso dalla Basilica di Sant'Ambrogio con il patrocinio della Diocesi di Milano per il sospetto di un possibile ammaloramento delle ossa dei tre santi.

Il progetto ha affiancato ai tecnici e docenti universitari le suore Benedettine dell'Isola di San Giulio d'Orta di Novara che in quest'occasione hanno curato il restauro dei preziosi paramenti dei tre Santi e le suore del Monastero di Viboldone in San Giuliano Milanese a Milano, che hanno seguito il meticoloso restauro dei documenti cartacei ritrovati all'interno dell'urna di cristallo e argento.

Scienza e fede hanno lavorato in perfetta sincronia su preziose reliquie dando così l'avvio ad una più approfondita conoscenza della vita dei tre santi. Ambrogio non è solo il patrono dei milanesi, la sua personalità e conoscenza teologica hanno permeato la cultura dell'intero Occidente.

La tradizione vuole che Sant'Ambrogio abbia ricevuto, in sogno da San Paolo, l'indicazione esatta del luogo dove i santi Gervaso e Protaso fuorno seppelliti dopo avere subito il martirio. Così Ambrogio commissiona uno scavo nell'antica zona cimiteriale, che oggi è compresa tra la caserma Garibaldi della Polizia di Stato e l'Università Cattolica a Milano. I resti riesumati furono traslati nella basilica di Fausta e poi, con solenne cerimonia, traslate nella basilica che gli sarebbe stata dedicata – sant'Ambrogio appunto – e deposte sotto l'altare nel luogo scelto dallo stesso Santo per la sua sepoltura.

Le ricerche effettuate sui resti di Ambrogio, da parte del team coordinato dalla professoressa Cattaneo, hanno rivelato alcune circostanze che la fede ha sempre sostenuto.

Gli esami radiografici e le Tac abbinate ad altri esami mostrano che le ossa dei tre santi non presentano alcuna problematica riguardante la loro conservazione.

Lo studio conferma che Ambrogio era un uomo sano, di circa sessant'anni al momento della morte; la sua altezza sarebbe stata attorno ad un metro e settanta, una decina di centimetri in meno rispetto ai santi Gervaso e Protasio che raggiungevano l'altezza di 1,80 mt. L'esame radiografico mostra che il Santo aveva subito una frattura alla clavicola, che gli avrà provocato certamente forti dolori; fatto più interessante, però, è la marcata assimetria del volto sotto le orbite, da attribuire ad un esito traumatico che Ambrogio subì probabilmente in età molto giovane. Tutto ciò trova conferma nel mosaico che lo ritrae nella cappella di San Vittore in ciel d'or.

Altre rilevanze confermate dal team di esperti è l'assenza di microrganismi che possono intaccare la perfetta conservazione ossea e la presenza di bromo e oro, anche se in quantità quasi impercettibili, sostanze coloranti utilizzate all'epoca per tingere le vesti.

Gli esiti delle analisi condotte dal team di professori universitari confermano che corrispondono a verità i fatti riportati dalla tradizione sul martirio dei santi Gervaso e Protaso e la particolare fisionomia di Ambrogio. In epoca di fake news è un risultato tutt'altro che trascurabile.

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