Bormio, 28 dicembre 2018   |  

La Stelvio un trionfo italiano

Dominik Paris e Christof Innerhofer domano la Stelvio

foto dominik paris 17 profil 2

Dominik Paris

Primo e secondo nella discesa più difficile e veloce della Coppa maschile, in un duello fra loro esaltante, giocato metro su metro e tecnicamente da manuale. Paris con 1’55”21 ha inflitto 36/100 di secondo di distacco al compagno di squadra e 52/100 allo svizzero Beat Feuz, classificatori terzo.

Paris la sua vittoria l’ha costruita nella parte bassa della pista, dove ha utilizzato tutta la sua potenza e ha avuto il coraggio di inseguire un sogno. Era in ritardo rispetto a un Innerhofer che nella parte alta della pista Stelvio ha sciato davvero da manuale. Concentrato in partenza, velocissimo nella picchiata del canalino Sertorelli, perfetto sui curvoni di Fontana Lunga. Nessuno in questa prima parte è riuscito a sciare come Christof.

Non era affatto semplice rimanere sulla linea di gara per le sconnessioni di un fondo che non permettevano agli sci di rimanere appoggiati alla neve oltre un quarto del tempo. Prima dell’ingresso sul ghiaccio della diagonale della Carcentina Paris aveva 22/100 di ritardo dal compagno.

A questo punto è iniziata la sua rimonta. E non era semplice, considerando anche la fatica che regala questa pista. Dove gli altri cominciavano ad avere le gambe pesanti Dominik ha spinto sull’acceleratore, ha tagliato la diagonale della Carcentina come un coltello, si è mangiato il salto di San Pietro, ha toccato la punta massima di velocità della parte bassa (134,28 km/h) e ha digrignato i denti quando, sul dorso della Konta, ha cominciato a vedere il traguardo.

Le sue ultime curve all’ombra sono state uno spettacolo. Un segnale importante, che dimostra come l’azzurro, e probabilmente come lui il resto della squadra, abbiano una condizione atletica ottimale. Un grande segnale in vista delle discese di Wengen e Kitzbuehel.

Onore ai due azzurri, che hanno saputo mettersi alle spalle campioni come gli austriaci Kriechmayr, Franz e Mayer, i norvegesi Svindal e Kilde. Su questa pista non si può vincere per caso, sono troppe le difficoltà per inventare il risultato. Sono necessari una grande esperienza ed una competitività ai vertici.

Bene anche gli altri azzurri. Matteo Marsaglia, 19° a 2"17, la speranza Emanuele Buzzi, 23° a 2”28, e Mattia Casse, 24° a 2"31. Purtroppo nella parte finale vinto della fatica è caduto lo sloveno Klemen Kosi. Un volo spettacolare e drammatico. La prima diagnosi parla di sospetta frattura del setto nasale, trauma facciale e la rottura di un dente. L’atleta, prontamente soccorso è stato subito trasportato in elicottero all’ospedale di Sondalo (So) dove saranno eseguiti ulteriori accertamenti.

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