Sondrio, 09 luglio 2020   |  
Cronaca   |  Salute

L'Asst Valtellina si approvvigiona in Cina

di Alberto Comuzzi

Qualche domanda sui 250.000 euro spesi per camici, mascherine e saturimetri. Acquistarli in Italia non era possibile?

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Il dottor Andrea De Vitis, dirigente responsabile dell'U.o.c. (Unità operativa complessa) Affari generali e legali dell'Asst Valtellina e Alto Lario deve perdonare la nostra ignoranza di cronisti, ma gli saremo grati – e con noi, supponiamo, la maggioranza dei nostri lettori – se ci fornisse qualche delucidazione sull'acquisto urgente di materiale sanitario che ha stabilito di fare il 24 Giugno scorso.

Se le nostre informazioni sono corrette, gentile Dottore, lei avrebbe acquistato sul mercato internazionale, cioè da aziende cinesi, materiale sanitario per una spesa complessiva di oltre 250.000 di euro. Più di 215.000 per camici protettivi, saturimetri e mascherine e oltre 37.000 per costi di spedizione. Sempre se i dati in nostro possesso sono corretti lei avrebbe acquistato i camici al costo unitario di 6 euro, i saturimetri a 69,90 euro e le mascherine FFP2 a 4,35 euro.

Visto che il suo ordine è partito pochi giorni fa, in un momento in cui il virus di Wuhan pare avere rallentato i suoi nefasti danni, non era possibile dare un'occhiata in giro, magari nella stessa nostra Lombardia, per verificare se non ci fosse stata qualche azienda in grado di offrire il medesimo materiale?

È proprio sicuro che sia impossibile reperire nel mercato domestico mascherine FFP2 ad un costo inferiore ai 4,35 euro?

Ma come, noi di Valtellinanews ci battiamo da anni per valorizzare le eccellenze di casa nostra e lei va a comprare in Cina del materiale che, a quanto risulta a noi semplici cronisti, si può tranquillamente reperire anche in Italia.

Di più, egregio Dottore, se anche fosse stato meno economico il singolo "pezzo" acquistato, cosa di cui ci permettiamo di dubitare, avrebbe potuto compensare la spesa con i 37.000 euro di oneri di spedizione. E non ci venga a raccontare che la qualità del materiale sanitario italiano non è all'altezza di quello importato dalla Cina.

Siamo in un momento in cui le aziende del nostro Paese hanno bisogno di produrre e vendere e lei va a dare soldi alle imprese di quei cinesi che hanno impestato il mondo.
Perdoni la franchezza, ma lei si è accorto che è grazie ai medici italiani se si è riusciti a frenare il disastro del morbo diffuso dalla Cina? Ha preso atto che i protocolli suggeriti dai medici cinesi e dalla stessa Oms non solo non erano efficaci, ma addirittura erano controproducenti per curare i pazienti aggrediti dal virus?

 

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