Mantova, 20 aprile 2017   |  

Lattiero caseario guardare a un nuovo modello

E' necessario coniugare la sostenibilità all’organizzazione, in modo da agganciare a un sistema di produzione attento all’ambiente e all’occupazione anche la giusta attenzione all’economia

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“Bisogna coniugare la sostenibilità all’organizzazione, in modo da agganciare a un sistema di produzione attento all’ambiente e all’occupazione anche la giusta attenzione all’economia. Se vogliamo creare sviluppo dobbiamo distribuire in modo equo il valore all’interno della filiera. In quest’ottica Regione Lombardia ha messo a disposizione del sistema zootecnico 400 milioni di euro nell’ultimo Psr, consapevoli del fatto che l’allevamento rappresenta i due terzi della produzione lorda vendibile delle nostre province agricole”. E' quanto ha sostenuto, mercoledì 19 Aprile,  l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, intervenendo al convegno di Clal.it e Teseo sul tema “Sostenibilità: la cooperazione deve prevalere sulla competizione.


“Quando parliamo di sostenibilità – ha puntualizzato Fava – l’elemento da tenere presente è l’economicità; inoltre, bisogna valutare se il mondo dei consumi sia così maturo da fare una scelta di acquisto verso prodotti più costosi, con la consapevolezza di fare del bene all’ambiente: non ne sono così convinto, almeno in questa fase. Ecco che, per agevolare una dinamica verso acquisti consapevoli, Fava ha suggerito alla filiera di attuare “azioni concrete di tipo culturale, anche perché continuiamo a riferirci a un mercato di consumi prevalentemente interno, che è in calo, con punte anche del 7% da un anno all’altro”.


L’esigenza parallela alla sostenibilità è dunque quella di ricercare nuovi mercati, attraverso l’aggregazione, che non necessariamente, secondo l’assessore lombardo Fava, “si riferisce esclusivamente alla cooperazione, che in passato e in particolare nel lattiero caseario, ha dato prova di essere una soluzione efficace contro il crollo dei prezzi”.


Il salto culturale non riguarda solo i consumatori, ma anche il modo di produrre. “Servono filiere integrate e filiere verticali – ha aggiunto Fava – in grado di arrivare al consumatore con prodotti caratterizzati da una marcata distintività e con logiche organizzate. Anche per questo a breve riapriremo il bando della misura 16 del Psr, perché è una strada per raggiungere i mercati in forma aggregata”.

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