Sondrio, 20 febbraio 2018   |  
Cronaca   |  Salute

L'autonomia fa bene alla salute. Parola di cardiologo

di Gianfranco Cucchi

La montagna non può essere un fattore di rischio come gli studi e le ricerche sulla mortalità evitabile stanno a documentare. Il confronto tra Sondrio e Trento, però, lascia ampi margini di riflessione.

abbaimages

È stato recentemente pubblicato il Rapporto 2018 sulla Mortalità evitabile (Mevi) in Italia da parte del Centro di Ricerca Nebo. I dati si riferiscono all'anno 2015 dopo che l'Istat ha comunicato le analisi relative ai decessi, suddivisi per genere, classi di età e cause. Sono riferibili alle morti evitabili i decessi che potrebbero essere ben contrastati da interventi di prevenzione primaria, diagnosi precoce e terapie con cure di buona qualità, igiene e assistenza sanitaria.

La mortalità evitabile prende in considerazione i decessi avvenuti prima dei 75 anni, non tutti i decessi. Il report analizza le informazioni suddivise per regioni e province in relazione al genere. Le morti evitabili sono risultate 105 mila pari al 20% divise in cause trattabili con interventi di diagnosi precoce e di buona terapia e prevenibili con interventi di prevenzione primaria, di sanità pubblica, relativi alla lotta ai fattori di rischio.

Sessantasettemila sono maschi, con 34mila morti trattabili e 53mila prevenibili, pari a due terzi del totale, mentre il restante terzo sono femmine con 38.000 decessi di cui 25mila trattabili e 29mila prevenibili. Nel computo dei decessi prevenibili è contenuta un buona quota di persone trattabili.

Ai primi posti della classifica si confermano le regioni del Centro-Nord mentre in fondo quelle del Sud con la Campania all'ultimo posto. Al primo posto è da registrare, sia nei maschi che nelle femmine, il Trentino-Alto Adige, mentre la Lombardia si colloca al sesto posto, dopo le Marche, il Veneto, l'Emilia-Romagna e la Toscana. Per quanto concerne le 110 province al primo posto si trova Rimini, Firenze e Treviso nei maschi, mentre nelle femmine Treviso, Trento e Vicenza.

All'ultimo posto Napoli e Caserta sia nei maschi che nelle femmine. Ma come si colloca la provincia di Sondrio ? Per la mortalità evitabile nei maschi si trova al 101° posto con il dato ancor piu preoccupante del 107° posto per le cause prevenibili, mentre per le femmine siamo al più lusinghiero 48° posto.

Per le province vicine si registra il 12° posto per Lecco ed il 13° per Como nelle femmine ed il 23° ed il 17° nei maschi mentre Bergamo è al 35° e Brescia al 46 °.
Alcune riflessioni.

La prima è che l'elevata mortalità evitabile nei maschi nella provincia di Sondrio, già nota nei report precedenti, è anche rapportabile alla bassa speranza di vita pari a 79,512 anni (-1,498) rispetto al dato di 81,049 della regione Lombardia.

La seconda che vi è una dicotomia tra i risultati sulla qualità della vita che colloca Sondrio ai primi posti rispetto alla mortalità evitabile.
La terza consequenziale è che lo stato di disagio e di povertà sociale ed economica è un possibile indicatore delle morti prevenibili (vedasi le Regioni del Sud agli ultimi posti).
La quarta è che vi possano essere delle cause ambientali che giustificano questa differenza: però non si spiega il gap con le province confinanti di Lecco, Como, Brescia e Bergamo.

Infine: siamo una provincia interamente montana: allora la montagna può essere un fattore di rischio? Penso di no perché il Trentino Alto Adige. Regione autonoma, è al primo posto. Allora, mentre lascio altre interpretazioni ai lettori, l'autonomia, con maggiori risorse socio-sanitarie, fa bene anche alla salute?

 

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

18 Giugno 1836 il generale Alessandro La Marmora fonda il corpo dei Bersaglieri

Social

newFB newTwitter