Milano, 28 marzo 2017   |  

Le mille sfaccettature dell'abito a camicia

di Marisa Gorza

Da Maria Antonietta in avanti è diventato un must immancabile nell'armadio di ogni donna

03 BLUMARINE SS 17

Non c'è niente di più intrigante di un capo pensato per l'universo maschile, riproposto sulla silhouette femminile! Pezzi senza tempo e sempre d'attualità come il blazer, il cardigan o il trench. O come l'abito chemisier o abito a camicia che dal maschile attinge la linea essenziale e il comfort e dal femminile la vaporosità e la fantasiosa versatilità. Pronto a dare carattere e guizzi estrosi al guardaroba di primavera. Un capo sempre apprezzato poiché sta bene proprio a tutte. Non importa il tipo di fisico che vi hanno regalato i geni e madre natura, lo chemisier lo accarezza mimetizzando i difettucci e donando un particolare allure. EF FASHION SHOW SS17 36Legato a quello sottilmente sensuale di quando al mattino, tutte assonnate, vi infilate per sbaglio(?) la camicia del vostro lui al posto della vestaglia.
La camicia mascolina declinata al femmineo ha una storia piccantina, difatti se la Lola della Cavalleria Rusticana l'aveva “di latte”, la sciantosa del cafè chantant era esortata a togliersi la “camisella” nel più eccitante degli spogliarelli. Sempre di camicia si trattava, emblema di virilità che assurgeva via, via a simbolo patriottico: avete presente la camicia rossa , quella azzurra e quella...nera?

Dalla matinée allo chemisier
L'abito a camicia però è nato addirittura nel '700, indossato in primis da Maria Antonietta, consorte di Luigi XVI di Francia. Quando la regina si toglieva le sontuose toilette, girava per le stanze private di Versailles con una lunga, semplice veste dal taglio diritto e abbottonata davanti.
La pratica veste, poi adottata tra le pareti domestiche dalle dame dell'alta borghesia ottocentesca, fu chiamata matinée. Solo nel secolo scorso conquistava le passerelle dell'alta moda reinventata come robe chemisier da Worth, Poiret e dalla rivoluzionaria Chanel. Successivamente seguiti da altri couturier, tra i quali Lanvin e Dior, con capi sperimentali con tanto di polsi e colletto.
Sfoggiati da icone di stile come Audrey Hepburn e Jackie Kennedy, gli chemise dress diventavano capi intramontabili del bon ton occidentale e sarebbe lungo l'elenco degli stilisti che negli ultimi anni hanno riproposto svariate interpretazioni di tale foggia. Corto, lungo alla caviglia, scollato o castigato, tinta unita o fantasia, di stoffa leggera o corposa, l'abito chemisier merita sempre un posto d'onore tra gli outfit di stagione. E se fa ancora un po' freschino, in attesa che esca da solo, basta infilarci sopra un soffice cardigan o l'immancabile trench. E' lungo e fuoriesce all'orlo svolazzando? Tanto meglio: rientra giusto nel vento della moda!


Ma vediamo ora 7 accattivanti chiose di questo eclettico capo suggerite da altrettanti stilisti o maison, insieme al modo più cool, attuale e originale di portarlo.

1 Romanticismo ribelle. Tra le proposte Blumarine per la pe '17, spicca lo chemisier ritagliato in un romantico pizzo dai trafori che disegnano corolle delicate. Martino Midali0853Tuttavia il colore è un avventuroso e nomade tono di kakhi e la gonna a ruota si spalanca sugli shorts dalle trasparenze maliziose e inaspettate.
2 Incroci di righe. Una camicia a larghe righe orizzontali, prettamente maschile, secondo Ermanno Scervino, può fungere da copricostume. Usata come un capospalla per nascondere, o magari mettere in evidenza, il completo culotte e brassière a righine incrociate, sagomato da lacci da corsetteria.
3 Fasto hollywoodiano. Volutamente elaborato il prototipo di Elisabetta Franchi ha spalle e maniche percorse da rivoli di rouches. Spacchi decisi svelano le gambe e il body fasciante tempestato di brillantini. Genere da star hollywoodiana che non rinuncia ai sandali dai tacchi vertiginosi, ne' a un pizzico di fasto.
4 Glamour spensierato. Reiterazioni di fantasie grafiche e maxi pois creano un effetto cartoon sui grandi abiti percorsi da una teoria di bottoni slacciati, tanto per far apparire i comodi bermuda in tinta contrastante. Si tratta del glamour spensierato di iBlues che cammina con sandali piatti a listini coloratissimi.
5 Candido impressionismo. Rosa manoush, mango, rosso peonia e blu oltremare dipingono fiori impressionisti sullo chemisier iper femminile di Maria Grazia Severi. Maniche da arrotolare a piacere, cintura stretta in vita e gonna lunga e fluttuante che si apre con spigliato candore sulle gambe slanciate dalle alte zeppe.
6 Black&White. Imprimere short stories, emozioni e pensieri su abiti e camicioni è la nuova passione di Martino Midali. Una stampa piena di espressione che appare pure su zaini, sciarpe e corollari. Il duttile jersey è siglato con la firma in nero su bianco e viceversa e sotto lo chemisier spunta il fluido pantalone all'orientale.
7 Essenza di primavera. Ancora freschezza ed essenzialità per la proposta siglata N21. Volumi casual ritagliati nello scattante popeline da camiceria maschile, addolcito da giochi di fettucce, ricami a nido d'ape e smerli di valenciennes. Dall'orlo sbirciano i pratici calzoni da joggings in tema con il il mood dei contrasti decisi.

La chemise de bain di Maria Antonietta
Come già visto, Maria Antonietta pare sia stata la prima a indossare la camiciona di taglio maschile nei momenti di relax e pure durante la sua toeletta. Alla corte di Versailles, dove l'igiene personale non era molto conosciuta, la regina era una delle rare persone che amava lavarsi. Sana abitudine derivata dall'infanzia viennese che volle mantenere anche a Parigi. Si fece quindi costruire una grande sala da bagno, impreziosita da specchi decorati e dotata di una vasca nella quale si immergeva ogni giorno. Solo dopo aver fatto profumare l'acqua con essenza di arancio.
Fare il bagno nuda era impensabile: troppo scandaloso per quei tempi! Per evitare imbarazzi e fornire motivi di pettegolezzo alle malelingue di palazzo, indossava una tunica di flanella lunga fino ai piedi che teneva addosso per tutto il tempo dell'ammollo. Non era certo il massimo del comfort, ma era di sicuro una soluzione migliore rispetto a quella di rinunciare a lavarsi.
Piccola ulteriore curiosità: durante l'immersione nell'acqua profumata, la sovrana si concedeva il lusso di sorseggiare una bella tazza di cioccolata calda. Vezzi da regine.

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