Sondrio, 19 maggio 2020   |  
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Le qualità della ripresa

Nella frenesia della ripresa non si fa tesoro degli aspetti positivi vissuti in questo periodo come il valore della reciprocità e della solidarietà, pur nella drammaticità della situazione.

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Sinodalità dei vescovi (credit vatican news)

Siamo alla fase 2 della ripresa dopo l’emergenza Coronavirus, e fra poco ci auguriamo che si passi alla fase 3. È importante ripartire con l’atteggiamento giusto. Abbiamo l’impressione che nella frenesia della ripresa non si faccia tesoro degli aspetti positivi, che abbiamo vissuto in questo periodo come il valore della reciprocità e della solidarietà, pur nella drammaticità della situazione.

Auspichiamo che si abbia lo stesso spirito del dopo la Seconda Guerra mondiale. La situazione era drammatica: poco meno di 500.000 vittime; case ed edifici distrutti, attività agricole, artigianali ed industriali frantumate, situazione economica difficile. Eppure da parte di tutti c’era la volontà risoluta di ricostruire con principi e valori precisi.

Siamo convinti che la ripresa diventa costruttiva per noi e per gli altri se teniamo presente alcuni atteggiamenti di fondo e se cercheremo di attuarli. Ne suggeriamo tre: l’interiorità (diamo delle motivazioni autentiche alle scelte che stiamo per compiere); la sinodalità (facciamo insieme le scelte che stiamo per attuare, evitando il rischio della frammentazione); le priorità (dopo un’analisi delle varie soluzioni, mettiamo in atto insieme quelle prioritarie).

 

I – L’INTERIORITÀ

 

Se vogliamo che il nostro impegnarci nella famiglia, nella comunità cristiana e in quella civile, con le loro molteplici espressioni, non sia un girare a vuoto nell’iperattivismo e nella frammentarietà, dobbiamo riscoprire il valore dell’interiorità, della contemplazione. Possiamo definire la contemplazione come un “vedere tutto e tutti con gli occhi di Dio e agire di conseguenza”. Si tratta di “essere contemplativi nell’azione”. La vera sapienza sta proprio nel coniugare - in ogni scelta - contemplazione e azione.

La vicenda delle due sorelle, Marta e Maria, che ospitano Gesù, è esemplare (cfr. Luca 10,38-42). Esse ci indicano la strada giusta. Se siamo determinati nel volere assaporare il valore delle cose che facciamo, dobbiamo associare i loro due atteggiamenti: da una parte, lo “stare ai piedi” di Gesù, per ascoltarlo mentre ci svela il segreto di ogni cosa; dall’altra parte, essere pronti nell’accoglierlo quando lui passa e bussa alla nostra porta nella concretezza della vita.

L’ascolto della Parola del Signore è condizione perché il nostro impegno concreto sia autentico. Le nostre scelte devono scaturire, cioè, da una accoglienza del disegno che Dio Padre ha attuato con il suo Figlio Gesù nel dono dello Spirito Santo, facendoci parte della sua famiglia (noi siamo suoi figli e tra di noi siamo fratelli). Evidentemente, per i credenti di altre religioni o per i non credenti è necessario individuare alcuni valori di fondo come la giustizia, la solidarietà e la pace, perché diventino criteri ispiratori delle scelte da attuare.

 

II - LA SINODALITÀ

 

La Chiesa e la Società sono chiamate a scoprire e a vivere la sinodalità, evidentemente con modalità diverse. “Sinodalità” è un termine molto significativo e sta ad indicare “un camminare insieme”. La Chiesa di oggi è chiamata ad operare un salto di qualità nel vivere la corresponsabilità ecclesiale: non la separazione tra la gerarchia e i laici, ma tutti i battezzati insieme, con la molteplicità dei ministeri e carismi, che si mettono in ascolto della Parola di Dio e in ascolto reciproco per cercare - attraverso il discernimento comune - una sintonia nella valutazione e nella decisione. Si tratta di vivere, nella docilità allo Spirito di Cristo, una vera circolarità tra tutti i componenti della Chiesa. Tutto questo evidentemente è da vivere nei diversi livelli: Chiesa universale e Chiese locali. A questo riguardo è esemplare lo stile della prima comunità cristiana nella ricostruzione del gruppo dei Dodici Apostoli (cfr. Atti 1,15-26), nel conflitto sorto tra i giudei e gli ellenisti nella condivisione dei beni (cfr. Atti 6,1-7) e nel primo Concilio di Gerusalemme (cfr. Atti 15,1-35).

Per suggerire qualche modalità di “sinodalità” nell’ambito civile, richiamiamo un antico principio giustiniano (IV secolo d.C.): “Ciò che riguarda tutti, da tutti deve essere discusso e approvato”. Innanzitutto, per questo cammino di corresponsabilità è opportuno richiamare la necessità di una vera educazione per ogni cittadino con un’autentica maturità, tenendo presente tutto l’itinerario di sviluppo della persona umana (fisico, psichico e spirituale). Poi, è importante definire il contenuto del Bene Comune nei suoi molteplici aspetti, tenendo presente i principi della Costituzione della Repubblica Italiana (27-12-1947) in collegamento con quelli della Carta Internazionale dei Diritti umani (10-12-1948).

Altro punto notevole è quello di vedere e di approfondire le varie modalità partecipative: democrazia diretta e democrazia indiretta con il valore o meno della rappresentatività. Di fronte alla frammentarietà partecipativa odierna in Italia, caratterizzata molto spesso da interessi individuali o di gruppo, ci nasce spontanea una domanda: che fare? Sicuramente occorre operare una “riforma” per rendere sempre più adeguate la formazione personale e comunitaria per attuare la sinodalità nei suoi elementi essenziali come “il vedere”, “il giudicare” e “l’agire”, là dove viviamo in famiglia, nel caseggiato, nella scuola, nel quartiere, nel Comune, nella provincia, nella Regione, nella Nazione e nella realtà europea ed internazionale.

 

III – LE PRIORITÀ

 

Senza avere l’obiettivo di individuare le priorità della ripresa del dopo Coronavirus in un modo dettagliato ed esauriente, ci sembra utile richiamare prima di indicare quelle che a nostro parere sono primarie, due interventi introduttivi: un articolo che ho scritto su “Una grande opportunità del dopo coronavirus” e un documento del movimento della Terza Età della Diocesi di Milano dal titolo “La missione ecologica degli anziani giovani”, che può essere rintracciata nel sito “mtemilano.it”.

Ed ecco presentiamo, sinteticamente, le cinque priorità che secondo noi sono quelle per eccellenza da prendere in considerazione e da attuare (anche qui siamo disponibili ad un confronto costruttivo e responsabilizzante):

1 - Salute dei cittadini.

2 - Serenità economica di ogni cittadino.

3 -Sostegno effettivo alle attività lavorative.

4 - Istruzione, educazione, ricerca e cultura.

5 – Habit dignitoso per ogni cittadino in un contesto di “ecologia integrale”.

 

Mons. Franco Cecchin

   Assistente diocesano del Movimento della Terza Età  della Chiesa  ambrosiana

 

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