Sondrio, 27 ottobre 2018   |  
Economia   |  Cronaca

L'economia sale sul palco del teatro San Rocco

Banca Popolare di Sondrio e Arca Fondi SGR hanno promosso la presentazione di due libri scritti dal professor Cottarelli e dal giornalista De Bortoli organizzando un evento che ha richiamato un foltissimo pubblico.

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Da sinistra: Pedranzini, amministratore delegato BPS,Venosta, presidente BPS, Loser, amministratore delegato di Arca fondi SGR, il giornalista De Bortoli e il professor Cottarelli

Banca Popolare di Sondrio e Arca fondi SGR hanno organizzato, nel tardo pomeriggio di venerdì 26 Ottobre presso il teatro San Rocco (Via San Giovanni Bosco) a Sondrio, la presentazione dei due libri scritti da Carlo Cottarelli (“I sette peccati capitali dell’economia italiana”) e da Ferruccio de Bortoli (“L'attuale contesto e le prospettive di crescita italiana”).

Francesco Venosta, presidente della Banca Popolare di Sondrio, aprendo l'incontro in un teatro gremito in ogni ordine di posti e con pubblico in piedi, ha sottolineato quanto sia importante puntare sulla crescita delle comunità periferiche, come quella di Sondrio, in un virtuoso confronto con esperti e studiosi. Da qui l'invito a Ferruccio De Bortoli e a Carlo Cottarelli che hanno approfondito i temi principali dell'economia italiana moderati da Ugo Loser, amministratore delegato di Arca fondi SGR.

Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e visiting professor dell' Università Bocconi, illustrando “i sette peccati capitali dell'economia italiana”, ha da subito evidenziato le criticità economiche dello nostro Stato; uno su tutti il Pil (Prodotto interno lordo), che negli ultimi venti anni, insieme al reddito reale pro capite, non cresce.

I sette peccati denunciati da Cottarelli sono: l’evasione fiscale (quinto posto in Europa), la corruzione (sia percepita che reale), l’eccesso di burocrazia (31 miliardi a carico solo delle piccole e medie imprese), la lentezza della giustizia (sette anni circa è la media di durata di un processo), il crollo demografico e il divario tra Nord e Sud. Ognuno di questi punti ha un effetto negativo sulla crescita del nostro Paese.

Ultimo “peccato” è l’aver vissuto male l’esperienza dell’entrata nell’euro. In passato la competitività si poteva recuperare anche attraverso la svalutazione della lira, oggi non più possibile con l'euro.

Cottarelli frena però l’entusiasmo di chi dice torniamo agli anni 70 con la lira per recuperare il divario; risolvendo i primi sei peccati – a suo giudizio – si può infatti convivere benissimo con l’attuale moneta.

Ritornare alla lira sarebbe costoso perché sarebbe altamente svalutata, l’import costerebbe di più e l’inflazione diminuirebbe il potere d’acquisto dei salari. Non sono peccati facilmente eliminabili, ma Cottarelli chiude con un messaggio di speranza citando la frase di Pietro Gobetti: «Come non bastano le antiche glorie a darci la grandezza presente, così non bastano i presenti difetti a toglierci la grandezza futura, se sappiamo volere, se vogliamo sinceramente rinnovarci».

Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della sera e de “Il Sole 24 ore”, esordisce polemicamente con le riforme dell’attuale governo.

Contestando in primis il condono, che secondo lui causerebbe un grave danno di credibilità al nostro Stato, lo definisce un investimento sbagliato che incoraggia i pagamenti in nero e che risulta essere già superiore ai 90 miliardi di euro.

De Bortoli si dimostra inoltre scettico anche per quanto riguarda il reddito di cittadinanza domandandosi come i centri di impiego riescano a proporre addirittura tre posti di lavoro conoscendo il nostro alto tasso di disoccupazione.

A chiudere l’incontro Mario Alberto Pedranzini, consigliere delegato della Banca Popolare di Sondrio, il quale rivolge parole di stima alla vicina Svizzera ricordando che essa può insegnarci ad evitare almeno tre dei peccati evidenziati: burocrazia, giustizia ed evasione fiscale.

Terminando il suo intervento non manca di elogiare la concretezza, la serietà e il buon senso dei sondriesi che «sempre hanno dimostrato di avere a cuore l’interesse per il bene comune». (Massimiliano Greco)

 

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