Livigno, 03 agosto 2018   |  

Livigno una frana isola malga

Evacuate 8 persone a causa della bomba d'acqua che ieri sera mercoledì 1° Agosto ha colpito la località Vallaccia

frana 2

Due frane hanno isolato una malga a 2.100 metri di altitudine in Valtellina: evacuate 8 persone impegnate nelle attività di pascolo e lavorazione del latte, danni alla viabilità e alle strutture. E’ il primo bilancio,  spiega la Coldiretti di Sondrio,  della bomba d’acqua che nella serata di ieri ha colpito la località Vallaccia, sopra Livigno, mentre temporali e grandine hanno investito tutta la media Valtellina, da Teglio fino alla bassa valle.

«Erano circa le 19 quando all’improvviso ha cominciato a piovere violentemente – racconta Mario Clementi dell’omonima azienda agricola che occupa una malga nel territorio della frazione Trepalle di Livigno -, subito dopo si sono staccate due frane a poche decine di metri dalla nostra costruzione, una a destra e una a sinistra. Ci siamo trovati nel mezzo di un disastro e tutto sommato ci è andata bene, ma la massa di terra e fango ha distrutto la recinzione in legno degli animali oltre alla vasca che serve a portare l’acqua all’abbeveratoio. E’ stata pesantemente danneggiata la strada ed è saltata l’energia elettrica; a quel punto non potevamo nemmeno mungere le vacche», che sono 170 e servono a produrre la materia prima per il Bitto Dop.

«Poco dopo sono arrivate le forze dell’ordine e ci hanno fatto evacuare,  raccolta ancora l’agricoltore della Vallaccia.  Eravamo sei adulti e due bambini: abbiamo dovuto abbandonare gli animali, ma già oggi stiamo lavorando per ricollegare la malga alla viabilità. Una parte di pascolo però è rovinata». Una frana  ha interrotto anche la strada del Gallo a Livigno, isolando il centro turistico e creando problemi agli agricoltori impegnati nella falciatura del fieno.

La grandine si è invece abbattuta nelle stesse ore su vigneti e meleti. Le conseguenze maggiori sull’uva, chiarisce la Coldiretti sulla base delle prime rilevazioni della Fondazione Fojanini,  si sono registrate nella zona di produzione dell’Inferno, nei comuni di Poggiridenti e Tresivio, con danni che arrivano fino all’8 per cento sui vigneti tradizionali e superano il 20 per cento su quelli a giropoggio.

Sul fronte meleti, le zone più colpite sono quelle sopra Ponte in Valtellina, con danni fino al 15 per cento su tutte le varietà coltivate, e nella parte bassa di Tresivio, dove in alcuni frutteti – conclude la Coldiretti – la tempesta di ghiaccio ha investito il 25 per cento delle piante.

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