Sondrio , 12 settembre 2018   |  

Polmoniti massima attenzione della Regione Lombardia

Assessore al welfare di Regione Lombardia: "Curva epidemica in lieve calo, stiamo facendo il possibile per fare chiarezza"

Come riconoscere i sintomi iniziali della polmonite

L'assessore al welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, ha  ricostruito quanto successo negli ultimi giorni ricordando che, nel tardo pomeriggio di giovedì 6 Settembre, il Dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria dell'ATS Brescia e' stato allertato per un accesso in numero superiore a quello atteso in analogo periodo (a partire dal 2 Settembre) al Pronto Soccorso di Montichiari di persone che presentavano un quadro di polmonite. E' stata quindi immediatamente avviata un'indagine per identificare l'agente coinvolto e l'eventuale origine.

«Da subito, ha spiegato Gallera, tante i quadri clinici e di laboratorio, e' stato escluso che si trattasse di un virus. Sono stati ricercati i possibili batteri interessati: legionella, pneumococco, coxiella, in quanto possibili agenti di polmoniti 'di comunità»

Di seguito i dati disponibili alle 20 di ieri, lunedì 10 Settembre.  A partire dal 2 Settembre sono stati registrati: 235 accessi in Pronto Soccorso, il maggior numero nelle giornate di giovedì 6 e venerdì 7; 196 persone attualmente ricoverate; 12 persone hanno rifiutato ricovero o sono già dimesse; 2 decessi (1 con diagnosi accertata di legionellosi); 12 casi di legionella confermata (compreso il decesso). I casi clinicamente impegnati e ricoverati in reparti di terapia intensiva sono 9. 

I comuni maggiormente interessati (almeno con 5 casi) sono: Carpenedolo, Montichiari, Asola, Remedello, Calvisano, Acquafredda, Desenzano, Isorella, Visano.

Le conferme per legionellosi dei 12 casi, che si sono concentrate il 10/9 (fino a lunedì mattina i casi confermati erano 2), orientano ulteriormente l'indagine epidemiologica verso un cluster di legionellosi. 

I soggetti interessati sono prevalentemente maschi (circa 70%), anziani o con patologie che comportano immunodepressione , e/o fattori di rischio quali il fumo. Si stanno raccogliendo anche eventuali caratteristiche comuni come la frequentazione di ambienti, sia lavorativi che di svago o di attività commerciale; la partecipazione ad eventi, che siano suggestivi di un momento temporalmente definito (dopo il 20 agosto stante i periodi incubazione della legionella) in cui sia avvenuta una esposizione capace di provocare la malattia in un momento di tempo limitato. Ad oggi non sono emersi evidenze significative in tal senso.

Tutti i comuni interessati si trovano nei pressi del percorso del fiume Chiese: un'evidenza, unita al periodo di 'secca' dell'estate, ed alla presenza di derivazioni
per irrigazione dei campi, che viene tenuta in considerazione, anche se non trova particolari riscontri in letteratura scientifica, per non escludere anche eventi insoliti. Con il  supporto di ARPA si stanno incrociando i dati delle precipitazioni temporalesche e dei venti, con quelle della curva di incidenza dei casi, in attesa degli esiti dei campionamenti delle torri e delle irrigazioni.

I sindaci, subito convocati dall'ATS di Brescia, sono stati supportati nel fornire comunicazioni alla popolazione, sottolineando che non vi sono motivi di restrizione dell'uso alimentare dell'acqua. 

Le ATS e le ASST interessate si sono da subito coordinate per efficientare gli interventi per individuare la causa, in stretto raccordo con l'UO Prevenzione della DG Welfare che ha anche garantito il continuo raccordo con Ministero della Salute e l'Istituto superiore di Sanià.

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