Milano , 02 giugno 2017   |  

Lombardia: caccia in deroga

Ispra, contraddice le direttive del ministro Galletti

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“Ispra ha trasmesso a Regione Lombardia parere negativo alla richiesta di prelievo venatorio in deroga delle specie storno, fringuello e peppola. Invero, il parere non entra nel merito della proposta di Regione Lombardia, ma recita, in maniera lapidaria, che non vi sono le condizioni essenziali, quali l’assenza di soluzioni alternative, per poter attivare la caccia in deroga”. Lo rende noto l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che si rivolge al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

“A questo punto il ministro Galletti ci deve spiegare il senso della sua lettera dello scorso 8 novembre, in cui affermava che le Regioni sono legittimate ad attivare deroghe; ma ci deve anche spiegare l’utilità dei tavoli tecnici convocati a Roma, quelli che, sempre con la nota del giorno 8 novembre, auspicava potessero estendere i lavoro alla definizione della piccola quantità ai fini del prelievo in deroga”.


Tavoli ai quali “Regione Lombardia ha cercato di portare il proprio contributo e ai quali si è seduto anche Ispra, su nostra richiesta. Tutto lavoro buttato  commenta amaro Fava, dal momento che il parere di Ispra sembra voler escludere del tutto la possibilità di prelievo in deroga, a prescindere dai dati e dalle proposte, e ancora una volta senza motivazioni di carattere scientifico”.


Nel parere, Ispra asserisce anche che il concetto di “piccola quantità” non risulti applicabile alla gran parte delle specie appartenenti all’ordine dei passeriformi, e in particolare a quelle migratrici. “Anche in questo caso Ispra getta la maschera, accusa l’assessore lombardo Fava. Dopo anni di inadempienza rispetto al calcolo della piccola quantità, ora dice che non si può fare. Ma allora per quale motivo il ministro Galletti, il 19 ottobre scorso, di fronte alle associazioni venatorie si sarebbe impegnato a chiedere a Ispra di fornire i dati necessari per il prelievo in piccola quantità dello storno? Un po’ di fumo da vendere ai cacciatori?”.


Sempre nel parere inviato a Regione Lombardia, Ispra torna sul tema dell’infrazione europea sulle minacce della Commissione di proporre sanzioni a carico dell’Italia.


“Questo è un passaggio del tutto irrituale – osserva Fava -. Ispra deve entrare nel merito tecnico della richiesta di Regione Lombardia, eventualmente confutare dati e numeri, non sostituirsi al Dipartimento per le Politiche europee. Ma del resto non si capisce più chi stia governando politicamente questa partita: se il ministro delle Politiche agricole Martina, che dovrebbe per competenza occuparsi di caccia, o il ministro dell’Ambiente Galletti, che, nella totale inerzia del titolare della materia sembra volergli scippare competenza e visibilità, o, ancora, lo stesso Ispra, che sembra aver smentito e tacitato il suo stesso ministro, cui dovrebbe rendere conto”.

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