Milano, 13 maggio 2020   |  

Lombardia, coronavirus, non esiste patente di immunità

Regione agisce nell'interesse dei cittadini e in sintonia con indicazioni scienzaIENZA

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«I test sierologici sono uno strumento importante a livello epidemiologico per stimare la diffusione dei virus, ma non garantiscono nessuna patente di  immunità. Regione Lombardia ha attivato una campagna  di screening su operatori sanitari e socio-sanitari, e su determinate categorie di cittadini. A seguito delle delibere approvate ieri, anche i privati potranno farlo su comunità specifiche».

Lo ha chiarito l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, rispondendo alle affermazioni odierne del sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

«Il Ministero della Salute - ha proseguito Gallera - attraverso una nota del 9 Maggio scorso, chiarisce che i test sierologici non sono autodiagnostici e quindi non devono essere venduti o messi a disposizione 'di profani', cioe' in un contesto non governato da medici e da clinici, i quali hanno le competenze scientifiche per valutare gli esiti degli esami in modo corretto. I risultati ottenuti su un singolo campione di siero "non sono sufficientemente attendibili per una valutazione diagnostica - si legge ancora nella nota del Ministero - in quanto l'individuazione degli anticorpi a seguito di tali test non e' indicativa di una infezione in atto, della presenza in fase precoce del virus, oppure della sua persistenza nel paziente con il rischio associato di diffonderlo.

«I test anticorpali dunque - ha sottolineato Gallera, leggendo la Circolare del Ministero - non possono essere uno strumento sostitutivo delle analisi molecolari (tamponi). L'atteggiamento di Regione Lombardia e' corretto e coerente con l'interesse dei cittadini e con le indicazioni ministeriali. Nessuno può rilasciare una patente di immunità».

«Il compito degli amministratori locali - ha proseguito - e' quello di fare in modo che vengano rispettate le regole anti contagio come l'utilizzo costante dei dispositivi di protezione individuale o il distanziamento. Purtroppo non ci sono scorciatoie per combattere il Covid».

 

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5 Giugno 1921 è il primo giorno scelto con circolare del Comando generale dell'Arma dei Carabinieri (del 7 Aprile dello stesso anno) per celebrare, ogni anno, la propria festa. Il 5 Giugno è la data di concessione della medaglia d'oro all'Arma medesima. In tutta Italia oggi la celebrazione avviene in clima d'austerità in sintonia con la situazione generale del Paese. Ancora una volta i Carabinieri dimostrano l'alto senso di responsabilità che li contraddistingue da 199 anni, giorno della loro fondazione. I Lecchesi, come tutti gli italiani, si stringono con affetto attorno ai loro Carabinieri.

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