Milano, 01 agosto 2017   |  

Lombardia: in campo per sconfiggere tumore collo dell'utero

Per Regione Lombardia la prevenzione è un'assoluta priorità, così ha esteso il programma di screening del tumore della cervice uterina con l'introduzione del Hpv test

salute donna

Per Regione Lombardia la prevenzione è un'assoluta priorità, per questo abbiamo approvato due importanti provvedimenti che ci permettono, l'uno, di estendere il programma di screening del tumore della cervice uterina con l'introduzione del Hpv test, strumento assolutamente efficace di ricerca del Dna del papilloma virus. L'altro, di allargare la fascia delle infezioni sessualmente trasmissibili per le quali è possibile fare screening gratuiti e di riorganizzazione e uniformare su tutto il territorio regionale l'attività dei centri per le infezioni sessualmente trasmesse (Ist)". Così annuncia  l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera commentando le due delibere "Revisione e aggiornamento delle indicazioni in tema di sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni sessualmente trasmesse (Ist)" ed "Estensione del programma di screening organizzato del tumore della cervice uterina in Regione Lombardia", approvate durate la seduta odierna di Giunta. 

Il tumore al collo dell'utero è il secondo tipo più diffuso di cancro tra le donne, dopo quello alla mammella. Ecco perché con un investimento fino a 5 milioni di euro abbiamo deciso di estendere a tutto il territorio regionale il programma di screening organizzato del tumore della cervice uterina con contestuale introduzione del test di ricerca del Dna del papilloma virus, secondo criteri raccomandati dalle principali evidenze scientifiche. Sono stati identificati costi annuali fino a 5 milioni di euro per l'acquisto dei nuovi test tramite gara centralizzata. 

Il nuovo programma di screening sarà gestito dai Centri Screening delle Ats, prevede l'invito alle donne 25-33 anni per esecuzione Pap test, ogni 3 anni e l'invito alle donne 34-64 anni per esecuzione Hpv dna test, ogni 5 anni. 

Questi screening  sono rivolti alla popolazione femminile che va dai 25 ai 64 anni di età. Perché tutte queste donne siano consapevoli dell'offerta che hanno a disposizione, creeremo una campagna di comunicazione ad hoc a loro dedicata. 

L'altro provvedimento approvato  riguarda le malattie sessualmente trasmissibili che purtroppo non accennano ad arretrare, anzi i casi registrati sono sempre di più e riguardano una popolazione sempre più giovane. È anche per migliorare e facilitare l'accesso ai percorsi di prevenzione e cura di queste malattie che Regione Lombardia ha stanziato fino a 500.000 euro per abbattere, se dovuta, la compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini per la diagnosi di infezioni sessualmente trasmesse presso i centri Ist. 

Sempre in quest'ottica Regione ha introdotto nel sistema di sorveglianza delle malattie infettive la segnalazione, oltre che delle infezioni già previste, anche di nuove patologie a trasmissione sessuale, quali ad esempio l'infezione da Chlamydia trachomatis e la Condilomatosi anogenitale. 

Il provvedimento fornisce le linee di indirizzo per l'organizzazione dei Centri Ist (infezioni sessualmente trasmesse), con particolare riferimento alla definizione di ruoli e funzioni dei soggetti coinvolti e dei requisiti organizzativi. Obiettivo del documento è indirizzare l'organizzazione dei centri Ist al fine di facilitare e semplificare l'accesso alle cure in tema di infezioni sessualmente trasmissibili, garantire la continuità assistenziale dalla fase di prevenzione alla fase diagnostico/terapeutica e di follow-up mediante una presa in carico complessiva del paziente. Altro importante obiettivo è la maggiore capacità del Sistema sanitario regionale (Ssr) di sorveglianza dell'andamento epidemiologico delle Ist sul territorio lombardo.

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