Sondrio, 05 marzo 2018   |  
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M5s e Lega vincono le elezioni

di Alberto Comuzzi

M5s e Lega vincono le elezioni Un ceto politico autoreferenziale non può pensare di essere eterno soprattutto quando non percepisce le istanze che vengono da coloro che intende rappresentare ed amministrare.

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 Fermo restando che solo quando saranno resi ufficiali i dati diffusi dal Viminale si potrà dire con certezza come hanno votato gli italiani, allo stato attuale (scriviamo quando sono state scrutinate il 60 per cento circa delle schede del Senato e della Camera) il Centrodestra si attesta attorno al 36/37 per cento, il Movimento 5 Stelle 32/33 per cento, il Centrosinistra 19 per cento e Liberi e uguali 3,2 per cento (ma in bilico perché i voti da scrutinare sono ancora tanti).

All'interno del Centrodestra la Lega (17%) supera Forza Italia (14%), Fratelli d'Italia resta stabile (4%), mentre Noi per l'Italia (1%) non raggiunge la soglia del 3%. Il dato più significativo – sconcertante, si potrebbe dire – è la clamorosa affermazione di M5s, soprattutto al Sud e della Lega al Nord.

Si tratta di due forze politiche che durante la campagna elettorale non hanno fatto misteri nel giudicare anti italiane le politiche europee. Colpisce poi il mancato raggiungimento del 3% di una lista come quella della Bonino (più Europa) che diventa così la cartina di tornasole del sentimento avverso all'Europa diffuso nell'elettorato italiano.

Di fatto, se il Centrodestra e M5s hanno vinto le elezioni e il Centrosinistra va all'opposizione, spetta ora al Capo dello Stato trovare la soluzione, molto complicata, di dare un governo al Paese.

Fra qualche ora conosceremo i nomi dei politici di lungo corso che non saranno stati eletti e quelli, soprattutto nel M5s, dei nuovi che andranno ad occupare gli scranni di Palazzo Madama e Montecitorio.

Il primo appuntamento sarà la nomina dei due presidenti di Camera e Senato e lì si comincerà a capire come si muoveranno i nuovi schieramenti.

Queste elezioni hanno sancito la nuova leadership del Centrodestra che da Fi (scesa, in pochi anni, al 14 per cento dal 39) passa alla Lega.

Il ceto politico italiano, che è fortemente autoreferenziale, ha sottovalutato la forte esigenza di richiesta di lavoro, in particolare al Sud e il sentito desiderio di sicurezza in larghissimi strati della cittadinanza. Evidentemente M5s e Lega meglio di altri hanno saputo interpretare tali esigenze.

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