Sondrio , 13 aprile 2018   |  

Maltempo, grandinata sul Pavese

Pioggia e freddo ritardano semine nelle campagne lombarde

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Danni pesanti a orzo, frumento e foraggi come erba medica e loietto. È quanto emerge da una prima rilevazione dei tecnici di Coldiretti dopo la violenta grandinata che oggi pomeriggio si è abbattuta sul Pavese. Le verifiche sono ancora in corso, spiega la Coldiretti Lombardia,  e un quadro più preciso della situazione si potrà avere solo nelle prossime ore.

La tempesta di ghiaccio, con chicchi grandi come nocciole, si è scatenata intorno alle 15 sulla città di Pavia, poco dopo aver colpito l’Oltrepò Pavese. Il tutto è durato una decina di minuti, sufficienti a lasciare sulle strade un manto bianco alto alcuni centimetri.

La grandinata  arriva dopo giorni di maltempo sull’intera Lombardia con conseguenti disagi nelle campagne dove si registrano ritardi nei lavori primaverili. “Le precipitazioni di questi giorni – spiega Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza e cerealicoltore a Cassano d’Adda, in provincia di Milano  si sommano a quelle della scorsa settimana, che avevano già posticipato la semina del mais. Dopo la pausa del fine settimana, il ritorno del maltempo ha complicato la situazione: non si può parlare di emergenza, ma il ritardo comincia a farsi consistente. Siamo ormai alla metà di aprile e il rischio è quello di compromettere parte della produzione”.

“Qualcuno ha cominciato a seminare lo scorso weekend  gli fa eco Marco Curtarelli, cerealicoltore di Castelnuovo Bocca d’Adda (Lodi), Io ho preferito aspettare per non avere problemi dopo: i terreni sono bagnati e in questa zona sono particolarmente pesanti e sporchi d’erba. Anche le temperature non sono le migliori. Non siamo ancora in una situazione di allarme, ma siamo già in ritardo di un mese rispetto al 2017: un anno fa di questi tempi avevo concluso già la semina di mais e soia. In passato, però, è successo anche di peggio: penso al 2013 quando si seminò tra maggio e giugno, ma i risultati furono pessimi”.

"A causa del periodo particolarmente piovoso - spiega Adriano Galizzi di Leffe (Bergamo) - i mezzi agricoli non possono entrare nel terreno per effettuare le lavorazioni, quindi siamo in ritardo di due settimane per la semina del mais Spinato di Gandino e delle patate". E sempre nel Bergamasco, anche in pianura si segnalano ritardi per l’erba medica che doveva essere seminata circa un mese fa, mentre per il mais si tengono le dita incrociate e si spera nel bel tempo. “Il problema - sottolinea Elena Lazzarini di Fontanella (Bergamo) - è che la terra è fredda e finché non si alzano le temperature e si scalda un pò il clima, seminare non vale la pena perché con i terreni così umidi il seme marcirebbe”.

Situazione analoga nel Mantovano: “Dovremmo seminare due ettari a mais ed erba medica – spiega Maria Grazia Maestri dell’agriturismo Dell’ibisco a Correggio Micheli (Bagnolo San Vito) – ma le piogge rendono il terreno impraticabile e siamo fermi". “Siamo preoccupati per il nostro orto in pieno campo – racconta dal canto suo Lisa Valli dell’agriturismo Tre Ponti di Villimpenta (Mantova) – Tra freddo e piogge dobbiamo iniziare ora le operazioni che solitamente facciamo a metà febbraio. Bisogna vedere se lo sviluppo delle piante e del frutteto avverrà in modo corretto e quale sarà il danno allo sviluppo vegetativo delle piante”.

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