Sondrio , 07 maggio 2019   |  

Manuale di bioetica per tutti

di Gabriella Stucchi

L’autore, Michele Aramini, esperto di bioetica e docente presso l’Università Cattolica di Milano, nella Prefazione esprime lo scopo del libro: “introdurre le persone comuni a conoscere la bioetica, con un linguaggio accessibile a tutti e nel contempo senza mancare di rigore scientifico e completezza della materia”.

Bioetica

L’autore, dopo aver spiegato l’origine anglofona della disciplina negli anni Settanta, notando le diverse visioni di bioetica, rileva come in quella laica, la cui corrente più importante è anglosassone, prevale il principio di autonomia individuale; in essa le indicazioni morali scompaiono per lasciare solo le scelte suggerite dalla cultura del tempo, in cui ha ampio spazio l’utilità.

La bioetica di ispirazione cattolica, proposta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha come punto qualificante l’attenzione alla legge morale naturale e come principi di fondo: la difesa della vita fisica; il principio di libertà e responsabilità; la sacralità della vita, in cui rientra l’accanimento terapeutico. Nel prendere una decisione bisogna tener conto del desiderio dell’ammalato e dei familiari, nonché di medici competenti.

L’autore dedica il capitolo V a chiarire i concetti di salute e malattia. Definisce la prima “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”, mentre sulla malattia, di fronte alla quale riconosce i progressi della medicina, si sofferma sulla figura del malato cronico, la cui debolezza incide sull’efficienza fisica, sull’identità del soggetto e sulle sue relazioni con gli altri. In questo caso è essenziale mantenere vivo il senso della vita, il suo valore, accettando la “prova” con la speranza.

La costituzione del “Tribunale per i diritti del malato” avvenuta nel 1980 ha lo scopo di raccogliere, vagliare e rendere pubbliche le denunce di violazioni dei diritti del malato. Questo richiede competenza professionale e conoscenza dei punti più importanti dell’antropologia, della psicologia e dell’etica, anche da parte del personale infermieristico, con l’obbligo di mantenere la segretezza su tutto ciò che riguarda il malato, il quale ha il diritto di esprimere il consenso per ogni programma terapeutico.

L’autore tratta poi alcuni temi di carattere etico: il rispetto dell’embrione; la disponibilità del malato a sottoporsi alla sperimentazione per la ricerca biomedica; regolamentazione giuridica e principi etici dell’ingegneria genetica.
Una particolare attenzione è riservata alla clonazione, una delle tecniche di riproduzione asessuata. Al riguardo il Comitato Nazionale di Bioetica ha espresso il rifiuto, dichiarando l’illiceità, perché viola la dignità e la verità del nascere umano.

Nel capitolo XII l’autore espone i punti di accordo e le divergenze in merito al prelievo e all’uso di cellule staminali embrionali, dichiarando che personalmente considera inaccettabile la strumentalizzazione degli embrioni.

Forti divergenze rimangono- spiega l’autore – sulla liceità morale dell’aborto. Riporta con chiarezza i contenuti della legge 194/1978 e sottolinea che la legge non ha liberalizzato l’aborto, ma lo ha permesso in casi di particolare gravità. La Chiesa cattolica riconosce la difesa del diritto alla vita come inviolabile, che deve essere riconosciuto da ogni persona e anche dal diritto degli Stati.

L’autore richiama la presenza dei Centri di Aiuto alla Vita (CAV) già attivi prima della legge 194, con lo scopo di prevenire l’aborto volontario. Attraverso un rapporto di ascolto e di dialogo interpersonale, una consulenza clinica, l’eventuale ospitalità presso istituti o comunità, l’assistenza ai bambini nella fase perinatale e postnatale, l’aiuto alla ricerca di un lavoro per la madre o per i genitori disoccupati (il tutto offerto gratuitamente) si rende effettiva la libertà di non abortire.

Riguardo al tema della fecondazione artificiale l’autore espone le diverse tecniche usate, notando come nel complesso siano ancora incapaci di dare risposta significativa alle coppie che desiderano avere un figlio. Vengono poi elencati e commentati adeguatamente gli aspetti etici, culturali e giuridici, concludendo che la legge italiana in materia è tra le più rispettose della vita e dei diritti del concepito e del valore del legame familiare.

Altra tematica affrontata: i trapianti di organi che, grazie anche al perfezionamento tecnico, costituiscono una vera possibilità di guarigione per patologie che compromettendo la funzionalità di alcuni organi, una volta condannavano a morte i malati. L’autore effettua un’accurata analisi dei vari problemi collegati, tra cui il principio del consenso informato che riguarda sia il donatore, sia colui che riceve l’organo. Da condannare in ogni modo il commercio degli organi.

Il Capitolo XVII è interamente dedicato all’eutanasia, tema accuratamente trattato sotto l’aspetto giuridico, sociale ed etico. Questo apre anche all’accanimento terapeutico, che l’autore ritiene debba essere “rifiutato perché viola il diritto della persona a morire con dignità”. Anche “l’eutanasia, dice l’autore, non è una soluzione moralmente accettabile ed è necessario mantenere il divieto di uccidere, comprendendo anche i casi limite. Di qui l’impegno a porre in atto quei trattamenti che chiamiamo “cure palliative” e a diffondere quelle strutture assistenziali che vanno sotto il nome di “hospices”, incoraggiando le associazioni di volontariato per l’assistenza dei malati terminali.
Altro tema affrontato è quello del “testamento biologico” (DAT – Dichiarazioni anticipate di trattamento), di cui l’autore cita i contenuti, esamina il valore e la loro diffusione. Auspica un intervento legislativo che risolva molte questioni ancora aperte.

Nel capitolo “Bioetica e ambiente” vengono esposti i principi etici per la protezione dell’ambiente, sostenendo la responsabilità dei singoli per salvaguardare la natura.

L’ultimo argomento trattato è la questione del gender, che viene ampiamente chiarito nel suo significato e nella storia. Si conclude dicendo che il lavoro che mira a raggiungere una piena uguaglianza tra le persone non deve portare all’eccesso opposto di negare la differenza e i valori di cui essa è portatrice.

Il libro è molto interessante ed anche estremamente utile per chiarire tematiche che la società moderna propone, indicando, con la citazione di testi legislativi e di studiosi, le posizioni da assumere con consapevolezza, accogliendo i nuovi spunti senza rinunciare ai principi solidi su cui si fonda la dignità umana.

Michele Aramini “Manuale di BIOETICA per tutti” – Paoline – euro16.00

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