Sondrio, 06 gennaio 2021   |  

Manuel il piccolo guerriero della Luce

di Gabriella Stucchi

“La vita è un dono del Signore e bisogna viverla bene”

Manuel

“Manuel - il piccolo guerriero della Luce” è uno dei versetti con cui mamma Enza, papà Peppe, il fratello Francesco e la sorella Stefania aprono il libro in ricordo di Manuel. Nella Premessa don Valerio Bocci spiega come il libro sia stato “voluto fortemente da Manuel Foderà, un bambino che ha lottato per cinque lunghi anni contro “il male che non perdona” e due mesi prima di morire, in una notte di terribile, sofferenza, ha chiesto alla mamma, unica e vera testimone, di scrivere libri su di lui perché tutti conoscano la sua storia. Il diario scritto dalla mamma viene inviato a don Valerio e viene edito: in esso – scrive don Pierino Fragnelli, Vescovo di Trapani – “c’è aria di vita e di forza del Vangelo”.

Inizia così la storia di Manuel, abitante a Calatafimi, frequenta la seconda elementare, scrive: “Amo molto Gesù e la Madonnina e prego molto...”. Aggiunge che scrive molte preghiere che invia ad amici sacerdoti, suore, vescovi, seminaristi e a tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito. Questa missione si chiama “Luce”, perché ha lo scopo di avvicinare a Gesù.

Manuel è nato il 21 giugno 2001; il 12 agosto viene battezzato e ha inizio la sua amicizia con Gesù. Frequenta a tre anni l’asilo, ma una mattina un forte dolore alla gamba destra, con febbriciattola, con conseguente visita medica, lo porta (il 27 luglio) all’ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani per accertamenti. Inizia un lungo cammino di sofferenza, curato in molti ospedali: il neuroblastoma metastatico, dopo l’intervento all’ospedale di Palermo, richiederà molti cicli di chemioterapia di alte dosi con l’inizio il14 agosto 2005. La cosa bella è l’ammirevole forza d’animo del bambino che scatta per il dolore insopportabile, ma si calma quando va in cappella e chiede a suor Prisca di portarlo in sacrestia per trovare il suo Amico: gli mette la testolina vicina al tabernacolo, poi recitano insieme il Rosario e Manuel da solo ripete le litanie.

Si alternano ricoveri in vari ospedali (per esami, chemio, interventi) e giorni di rientro a casa, dove è circondato da una famiglia stupenda. Il tempo scorre, si alternano notizie un po’ buone e un po’ cattive, finché si giunge al trapianto, all’ospedale “Cervello” di Palermo il 24 maggio 2006. Una piccola pausa, ma il male avanza. Manuel diventa persino balbuziente, ma è sostenuto dall’amore e dalla preghiera. Torna a scuola, accolto con allegria dalle maestre e dai compagni, mentre lui mostra la ferita all’addome e il “cateterino”, che gli viene tolto il 7 giugno e va in chiesa a ringraziare Gesù e Maria.

Il 13 ottobre Manuel ottiene dal Vescovo il permesso di ricevere la Prima Comunione ad appena sei anni e racconta le sue emozioni ai suoi amici sacerdoti e suore, sottolineando che dopo la paura si è sentito tranquillo perché ha parlato con l’amico Gesù. Desidera riceverlo ogni giorno e si prepara con il raccoglimento, la preghiera a Gesù e a Maria. Legge la Bibbia, parla del suo Amico Gesù, partecipa con i genitori al viaggio a Lourdes con l’U.N.I.T.A.L.S.I., prega per i bambini malati e per quelli ciechi; al ritorno si apprende che uno non vedente ha riacquistato la vista. Torna da Lourdes con una “missione” da compiere: soffrire per la conversione a Gesù di chi non crede.

Manuel riesce anche a ricevere la Cresima in casa, insieme alla sorella Stefania, dal vescovo di Lourdes a cui aveva fatto richiesta con un sms e sceglie come padrino Rocco, che gioca sempre con lui. Manuel scrive una preghiera di ringraziamento allo Spirito Santo. Il clima di spiritualità in casa aumenta e la pratica religiosa che riassume lo stato d’animo di tutti è la “Via Crucis”, al termine della quale un pomeriggio Manuel dice di sentire un forte odore di incenso che proviene dalla Croce, che stringe in mano per alcuni minuti. Scrive poi meditazioni su ogni stazione della Via Crucis, in cui rivela conoscenze “teologiche” che risultano eccezionali in un bambino di otto anni.

La situazione precipita e mamma Enza, dopo aver pregato al tabernacolo dell’ospedale, chiede al cappellano padre Mario di dare a Manuel l’Unzione degli infermi. Il bambino segue il rito con la massima attenzione e chiede alla mamma prima di addormentarsi di non lavarlo per non disperdere l’olio benedetto.
Manuel rientra a casa per Natale e il giorno successivo scrive gli auguri a tutti gli amici, mentre la mamma raccoglie preghiere, disegni, lettere e titola: “Un sorriso speciale”, il sorriso di un guerriero che, ferito a morte, non si arrende: vuole offrire la sofferenza all’amico Gesù.

C’è poi la festa dell’ottavo compleanno il 21 giugno con la famiglia e tanti amici e regali. Inoltre giunge la lettera di Benedetto XVI che lo incoraggia a rimanere fedele nella preghiera, assicurandogli il suo ricordo. Il 2 luglio è di nuovo in ospedale e serve la Messa come chierichetto nella cappella, con grande commozione. Scrive il giorno dopo nel suo diario le emozioni e la lettura della preghiera “Mio caro Gesù” per tutti i bambini del reparto. Resta qualche mese, in cui si alternano nuove speranze e cocenti delusioni. La madre registra tutto quello che di importante dice Manuel. Sono riportate a colori le foto dalla nascita e tutte le riflessioni. È conosciuto da tutti e “la Repubblica” riporta la notizia del pranzo da lui offerto ai cinquanta bambini in una zona di degrado di Palermo. Il male avanza; il 13 luglio 2010 è l’ultimo giorno di ospedale, passa a salutare tutti e si reca in cappellina a dare il suo “arrivederci” al Primo dei suoi amici. Tanti, anche medici e infermieri, all’uscita gli rendono omaggio.

Il 18 luglio, durante la Messa in casa, Manuel dice: “Ho sete”, come Gesù. Riceve l’ostia consacrata con la devozione di sempre, sta in silenzio per interminabili minuti, poi sospira: “Ho finito”. Di notte la febbre sale a 40. Il 20 luglio, con temperatura sempre molto alta, riceve la Comunione per l’ultima volta e pochi istanti dopo il “guerriero della Luce” si addormenta per sempre. Un delicato applauso saluta il “campione” che ha concluso la sua corsa di soli 9 anni.

Il 21 luglio, il giorno dell’”arrivederci” di Manuel, arrivano in centinaia da Palermo, da altri centri e da tutta Calatafimi per salutare il “guerriero della luce” nella chiesa parrocchiale. Presiede il vescovo di Trapani insieme a decine di sacerdoti. I canti sono stai scelti qualche giorno prima dallo stesso Manuel. Una marea di bambini libera decine di palloncini bianchi; la folla è commossa, mentre si prega e si canta per la commozione.

Papà, mamma e fratelli hanno scritto lettere straordinarie in ricordo di Manuel e dal 20 luglio 2010 il suo nome si è diffuso in molte parti d’Italia; la sua missione è stata indicata anche da papa Francesco perché i duri di cuore possano amare l’Amico di Manuel.

Sono poi scritte le numerose testimonianze in cui si evidenziano l’”amore divino”, la preghiera, il sorriso e il silenzio, il coraggio e la carità, la profonda spiritualità, la sofferenza per amore. Negli ultimi tempi sono arrivate molte testimonianze, alcune delle quali veramente eccezionali, da tutte le parti d’Italia. Anche papa Francesco ha accolto con grande interesse la prima edizione del libro offerto dai genitori.

Una lettura attraente, emozionante, formativa per persone di tutte le età, che rivela, attraverso il racconto della vita di un bambino afflitto dalla malattia, la profonda spiritualità, che non solo lo ha portato a sopportare la sofferenza come un dono, ma come un’offerta per il bene di tutti, accolti dall’abbraccio fraterno di Gesù e materno di Maria, con cui egli pregava e dialogava. Le foto e gli scritti riportati dal vivo rendono attuale il prezioso contenuto.

Enza Maria Milana – Valerio Bocci “Manuel il piccolo guerriero della Luce – elledici euro 14,90

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