Sondrio, 30 luglio 2020   |  
Cronaca   |  Sport

Manutenzione del Sentiero Italia: interviene il Cai Valtellinese Sezione di Sondrio

Sabato 25 Luglio un gruppo di soci ha provveduto a ritracciare il percorso per conservarne la sicurezza.

Bellezze alpine

“Licenze poetiche” lungo il tratto del “Sentiero Italia” che dal Passo degli Ometti adduce al Passo di Forame.

Vincenzo Torti, presidente generale del Cai, nel 2019 ebbe ad affermare che «…con il progetto “Sentiero Italia” abbiamo un sogno, quello di unire l’Italia intera in un grande abbraccio, attraverso la percorrenza a piedi degli straordinari territori che il nostro Paese è in grado di offrire non appena si abbandona la strada asfaltata».

Il “sentiero” di cui parla la massima autorità dello storico sodalizio si sviluppa lungo l’intera dorsale appenninica (isole comprese) e tocca il versante meridionale delle Alpi.

Ideato nel 1983 da un gruppo di giornalisti escursionisti, riuniti poi nell’”Associazione Sentiero Italia”, fu fatto proprio dal Cai nel 1990. Grazie al determinante contributo delle sue Sezioni, che ne hanno individuato nel dettaglio il percorso, oltre i posti tappa e la segnaletica, il “Sentiero Italia” venne inaugurato nel 1995 con la grande manifestazione “Camminaitalia 95”, bissata nel 1999 assieme all’”Associazione Nazionale Alpini”. Il concatenamento di sentieri che formano questo straordinario quanto unico itinerario allo stato è quasi completamente segnalato con i colori rosso e bianco cui si unisce l’esplicativa dicitura “S.I.”.

Fondamentale risulta pertanto l’operazione di “manutenzione” e di “messa in sicurezza” che ha coinvolto numerosi volontari del Club Alpino Italiano in una partecipata operazione di recupero – tramite rivisitazione e ritracciatura della segnaletica sopra indicata su diversi spezzoni del sentiero – per renderne la percorrenza maggiormente fruibile e, si spera, priva di pericoli.

All’appello ha prontamente risposto anche il Cai Valtellinese, Sezione di Sondrio, il cui Consiglio ha deciso, causa la contingente emergenza Covid 19, di sospendere tutte le attività escursionistiche in calendario, eccezion fatta quella strettamente manutentiva.

Sabato 25 luglio – complice pure una giornata limpida e una brezza decisamente frizzante –, poco dopo l’alba un manipolo di sette soci (fra cui due esponenti del gentil sesso, Mina Bartesaghi e Marusca Piatta), capitanati dal presidente Paolo Camanni, dall’inossidabile Camillo Della Vedova, presidente della prestigiosa “Scuola di alpinismo e di scialpinismo della provincia di Sondrio Luigi Bombardieri” e da Massimo Gualzetti, decano dell’Alpinismo Giovanile sezionale, cui si sono uniti Mauro ed Eugenio Vanotti, tutti armati di contagioso entusiasmo, buona volontà oltre che … di zaini brutalmente appesantiti da barattoli di vernice dei colori bianco, rosso e nero, dai numerosi pennelli e da altri attrezzi necessari al compimento della missione, si sono recati da Sondrio a Campo Moro in Val Lanterna e di lì in alta Val Painale, dopo aver raggiunto, sgambettando di buona lena lungo un ripidissimo (e faticoso) fianco del Pizzo Scalino, il Passo degli Ometti (2758 mslm). Dopo l’assegnazione dei “compiti”, la squadra, ammirando sempre dall’alto l’intaglio della Val di Togno, dominato da vette imponenti e, in lontananza, il laghetto di Painale, occhio turchino di una vasta prateria alpina di rara bellezza, si è divisa in due sottogruppi per poter rinnovare in giornata, sino al sassoso e impervio Passo del Forame (2883 mslm, transito per la Val Fontana), tutta la tracciatura del percorso, in questo suo specifico segmento che è di pertinenza proprio della Sezione Valtellinese.

Mentre sua maestà il Pizzo Scalino, dal suo profilo rivolto a occidente e con la sua possente sagoma, in silenzio come un nume tutelare vigilava imperioso… Lungo l’anfiteatro sottostante, invece, si offriva agli occhi l’incantevole spettacolo della flora alpina: Silene acaulis, Eritrichium nanum, Ambretta strisciante, Ranuncoli glaciali, Genzianelle … un giardino in alta quota, tanto bello da togliere il fiato!

Una missione, quella del Cai, sicuramente utile (in caso di nebbia o di maltempo, i segnavia e i numerosi “ometti” disseminati sono determinanti, quasi quanto una bussola), che è si è tradotta in un’esperienza divertente, contribuendo – qualora ce ne fosse bisogno – a cementare lo spirito e l’entusiasmo che percorre, dal suo sorgere, il sodalizio. La riprova? A un terzo del percorso, dal Passo degli Ometti verso quello del Forame, su una roccia levigata alta almeno una decina di metri ora campeggia un segnale un poco “anomalo”, non la classica bandierina rosso-bianca. Anomalo in quanto ha la forma di… un cuore, contraddistinto al suo centro dalle lettere “S.I.”, identificative del “Sentiero Italia”.

Che dire? Quando le donne ci mettono lo zampino, e quando si porta la Montagna nel cuore, sempre! (Mina Bartesaghi).

 

 

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