Sondrio, 28 maggio 2019   |  
Economia   |  Cronaca

Marco Fortis propone la sua ricetta per rilanciare l'economia

di Alberto Comuzzi

Invitato dalla Banca Popolare di Sondrio l'Economista della Cattolica, nel presentare al Teatro Sociale il suo libro “L'Italia non merita una nuova crisi”, ha spiegato il suo punto di vista alla luce dell'attuale situazione politica.

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Nell'ambito delle iniziative culturali che la Banca popolare di Sondrio promuove a beneficio del territorio nel tardo pomeriggio di martedì 28 Maggio al Teatro Sociale di Sondrio è stato presentato il libro “L'Italia non merita una nuova crisi” (Ed. Il Mulino, Bologna).

L'autore, Marco Fortis, docente di Economia Industriale e Commercio Estero presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Cattolica di Milano e direttore della Fondazione Edison, è stato stimolato ad esporre il suo pensiero dalle domande di Andrea Cabrini, direttore del canale televisivo di Class Editori CNBC.

I ragionamenti – tutti di alto spessore intellettuale –, seguiti con attenzione dal folto pubblico presente, sono stati «un utile contributo a conoscere meglio l'economia italiana», che è la ragione stessa per la quale il professor Fortis ha scritto il testo, come egli stesso spiega nell'Introduzione.

L'analisi dell'Economista della Cattolica, non prescindendo dalla situazione politica – che gli considera deteriorata alla luce di un esecutivo formato da «populisti, sovranisti ed euroscettici pronti a governare in deficit in nome del cambiamento» –, si concentra sui tanti positivi risultati ottenuti soprattutto nel triennio 2014-2017 in vari settori: occupazione, crescita del Pil e dei consumi pro capite, aumento del manifatturiero e dell'export, diminuzione della pressione fiscale. Insomma per il Professore un'operazione verità su ciò che è realmente accaduto alla nostra economia nell'ultimo quinquennio e che l'attuale governo avrebbe volutamente misconosciuto.

«Non sappiamo se nel triennio 2019-21 il governo del cambiamento riuscirà a ottenere risultati migliori di quello dei governi Renzi e Gentiloni nel quinquennio 2014-2018», spiega il professor Fortis. «Di certo si apre per l'Italia un periodo di incertezza che ci auguriamo possa non contemplare una nuova recessione o un peggioramento del debito pubblico tale da determinare una grave crisi finanziaria che ci esporrebbe a nuovi dolorosi aggiustamenti».

La ricetta che egli propone per tornare a crescere si basa su alcuni punti: ampliare gli 80 euro, ridurre il cuneo fiscale, rendere strutturale il super- ammortamento e potenziare il Piano Industria 4.0 (accrescendo anche gli investimenti per la formazione).

Nel contempo va avviata una riforma strutturale della Pubblica Amministrazione e la sua digitalizzazione e va assicurato alle regioni del Mezzogiorno d'Italia un regime fiscale più favorevole per le assunzioni a tempo indeterminato e per gli investimenti delle imprese.

Occorre poi rilanciare gli investimenti pubblici da concordare su scala europea con uno scorporo dei medesimi dal calcolo del deficit nel quadro di una revisione complessiva dei parametri fiscali attuali. Infine vanno potenziati gli istituti tecnici per garantire un'offerta di lavoro specializzata all'altezza della sfida di Industria 4.0

Fin dagli anni della sua formazione universitaria il professor Fortis ha avuto tra i suoi maestri l'economista valtellinese Alberto Quadrio Curzio, che ha firmato la prefazione al libro. Presente in sala, tra gli altri, Ugo Loser, direttore generale Arca Fondi SGR, che ha avuto parole di riconoscenza per i vertici della Banca Popolare di Sondrio e per la Valtellina che, ha detto, «è sempre stata parte della nostra storia».

A fare gli onori di casa Mario Alberto Pedranzini, consigliere delegato e direttore generale di BPS e il presidente Francesco Venosta, che  ha espresso soddisfazione per «poter ascoltare persone che argomentano le proprie idee non necessariamente coincidenti con le nostre».  A tutte le persone presenti BPS ha fatto omaggio di una copia del libro, un garbato gesto nei confronti dell'Autore e di coloro che hanno mostrato interesse ad ascoltarne le opinioni.

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