Milano, 06 gennaio 2017   |  

Maurizio Pollini compie 75 anni e torna alla Scala

Il pianista che con 141 concerti al Piermarini è diventato il simbolo della Musica a Milano è in recital il 16 gennaio, sul leggio Beethoven e Schönberg

Pollini 3

Il 5 Gennaio, 7 Maurizio Pollini compie 75 anni. Pochi giorni dopo, lunedì 16 gennaio, il grande pianista milanese torna alla Scala con un programma che accosta le Sonate n° 8 “Patetica”, n° 24 “Á Therèse” e n° 23 “Appassionata” ai Drei Klavierstücke op 11 e ai Sechs kleine Klavierstücke op. 19 di Schönberg.

Maurizio Pollini è un punto di riferimento ineludibile nella storia del pianismo degli ultimi decenni ma anche una delle figure più eminenti della musica e della cultura del nostro Paese. Le sue interpretazioni di autori come Beethoven, Schumann o Schönberg hanno gettato una luce nuova su questi autori, mentre la sua lettura di Chopin ha radicalmente mutato la comprensione di questo autore (proprio a Chopin sarà dedicato il CD “Late Works” in uscita per Deutsche Grammophon il 27 gennaio. DG festeggia il compleanno del grande pianista anche con la pubblicazione dell’integrale delle incisioni in un cofanetto da 55 CD).

Pollini ha segnato gli ultimi decenni anche con la sua difesa appassionata della musica contemporanea e con il suo costante impegno civile; proprio al superamento delle barriere tra repertorio storico e musica d’oggi sono stati dedicati i numerosi “Progetti Pollini” che l’artista ha presentato nelle maggiori sale da concerto internazionali (l’ultimo alla Scala risale alla Stagione 2013/2014).

Il concerto sarà preceduto venerdì 13 gennaio alle ore 17,30 da un incontro riservato agli studenti dei Conservatori e delle Scuole Civiche di musica di Milano e della Lombardia. L’incontro avrà luogo nel Ridotto dei Palchi e il M° Pollini sarà affiancato dal Professor Franco Pulcini.

La vita artistica di Maurizio Pollini è strettamente legata al Teatro alla Scala, dove ha debuttato sedicenne nel 1958 eseguendo in prima assoluta la Fantasia per pianoforte e strumenti a corda di Giorgio Federico Ghedini sotto la bacchetta di Thomas Schippers. Vi sarebbe tornato due anni più tardi, subito dopo la vittoria al Concorso Chopin di Varsavia, con il Primo Concerto di Chopin diretto da Celibidache, e poi costantemente per 141 tra recital e concerti con direttori come Abbado, Muti, Barenboim, Boulez e Chailly, presentando un vasto repertorio che spazia dal Romanticismo alla musica contemporanea, inclusa l’integrale delle Sonate di Beethoven in sette concerti nel 1995.

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