Sondrio , 07 dicembre 2017   |  

Melavì incassa il sostegno delle banche per il proprio rilancio

Il piano per migliorare i conti dell'azienda ha preso il via, raccontano Coldiretti Sondrio e Confcooperative dell’Adda, dopo che il Consiglio di amministrazione ha presentato ai soci il programma della cooperativa da sviluppare fino al 2021.

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Nel corso dell’assemblea del 30 Novembre, sono state presentate dal nuovo management delle previsioni sul futuro di Melavì che lasciano intravedere evidenti segnali di miglioramento per quanto riguarda la liquidazione delle mele.
A riprova della bontà del Piano industriale e del lavoro svolto dalla dirigenza, che da 8 mesi sta lavorando per invertire le sorti della cooperativa, spiegano Coldiretti Sondrio e Confcooperative dell’Adda, c’è la fiducia che banche e istituti di credito stanno accordando alla “casa” delle mele valtellinesi.

Il piano di sviluppo, nello specifico, prevede un importante pacchetto di azioni volte sia a ottimizzare i fattori produttivi, che a sviluppare quelli innovativi e non da ultimo l’ottimizzazione delle risorse.

È necessario infatti proseguono le due associazioni  da un lato contenere i costi aziendali e dall’altro provvedere alla differenziazione dei prodotti derivati dalla mela. La realizzazione di questo Piano Industriale dai larghi orizzonti, altresì, non può prescindere dal sostegno e dalla fiducia accordata dai soci, per poter assumere decisioni importanti che possano garantire nuovi e sostanziali investimenti economici.

È vero, ammettono Coldiretti e Confcooperative, che i problemi, non certo però imputabili alla gestione attuale della cooperativa, abbiano creato situazioni preoccupanti, sia per il management che per i soci, come una liquidazione delle mele ancora troppo bassa, ma è innegabile che questo piano di sviluppo possa rappresentare una reale opportunità per Melavì di portare a termine la fusione delle tre cooperative frutticole, avvenuta del 2013.

Un tale scenario, concludono le associazioni di categoria, porterebbe ad una indiscutibile crescita del settore frutticolo provinciale sui mercati nazionali e internazionali.

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