Milano, 08 aprile 2021   |  
Cronaca   |  Milano

Milano operazione "Feudum", cinque arresti dei Carabinieri

Nelle prime ore della mattinata, i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano nelle Province di Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina stanno eseguendo ordinanze cautelari per i reati di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e traffico di rifiuti.

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L’attività investigativa dei carabinieri di Milano faceva emergere come, nell’arco temporale febbraio – ottobre 2020, il Primo Cittadino di Opera, con l’adesione incondizionata della dirigente dell’Ufficio Tecnico e l’accondiscendenza di alcuni funzionari e consulenti dell’Ente, abbia sistematicamente interferito in alcune procedure di gara bandite da quel Comune per orientare l’assegnazione di lavori pubblici in favore di imprenditori conniventi, ricevendo da questi ultimi sostanziose utilità.

In tale contesto, sono state inoltre accertate ulteriori e più gravi condotte delittuose di natura ambientale, diretta conseguenza della cronica deregolamentazione e dell’allentato controllo formale che caratterizzano la macchina amministrativa del Comune di Opera.

Nel corso delle indagini è stato così possibile ricostruire, nel dettaglio. Illecito condizionamento in alcune procedure ad evidenza pubblica bandite dal Comune di Opera, tra cui:  la gara d’appalto per la riqualificazione del centro sportivo Comunale del valore di 1 milione di euro circa;   il contratto d’appalto per la manutenzione delle strade comunali del valore di 350 mila euro circa; la fornitura di 4 termo-scanner del valore di 15mila euro circa per la rilevazione della temperatura corporea (per l’emergenza Covid-19), installati all’ingresso del Municipio, del Comando di Polizia Locale, della Biblioteca e della farmacia comunali; la procedura negoziata per la manutenzione del Centro Civico comunale del valore di 80mila euro circa;   i lavori di adeguamento dei plessi scolastici comunali del valore di 60mila euro circa;   le utilità illecite percepite dai predetti amministratori pubblici, quale corrispettivo per gli atti contrari ai doveri d’ufficio compiuti nell’ambito delle suddette procedure;  l’indebito utilizzo di circa 2000 dispositivi di produzione individuale (mascherine chirurgiche) fornite dalla Città Metropolitana e dalla Protezione Civile e destinate alla locale RSA e alla farmacia comunale di cui il Sindaco di Opera si appropriava, distribuendole arbitrariamente a stretti congiunti e a dipendenti comunali;  un traffico illecito di rifiuti, ideato dagli stessi imprenditori indagati e realizzato mediante lo stoccaggio, il riutilizzo e l’interramento – in aree di cantiere nel Comune di Opera e in aree agricole all’interno del Paco Sud di Milano – di circa mille tonnellate di fresato d’asfalto ed altro materiale proveniente dalle lavorazioni stradali e da altri interventi appaltati dai Comuni di Opera, Locate di Triulzi, San Zenone al Lambro, Segrate, Monza, attestando falsamente il regolare recupero dei predetti rifiuti speciali mediante “formulari” ideologicamente falsi ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento, parimenti indagati.          

La misura cautelare, inoltre, dispone:   1 misura interdittiva (divieto di esercitare attività professionali e imprenditoriali) nei confronti di un architetto bresciano consulente del Comune di Opera e progettista di fiducia della Locate District (società proprietaria dell’outlet “Scalo Milano” di Locate di Triulzi (MI);    il sequestro preventivo della somma di 40mila euro a carico dei pubblici ufficiali indagati, nonché due autocarri utilizzati nella commissione di reati ambientali.     

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Nelle prime ore della mattinata, i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano – nelle Province di Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina - hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano su richiesta della D.D.A. della Procura della Repubblica di Milano, nei confronti del Sindaco e della dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Opera (MI) e di tre imprenditori del settore edile, ritenuti responsabili - a vario titolo - di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e traffico di rifiuti.

L’inchiesta, coordinata dai Procuratori Aggiunti, Alessandra Dolci e Maurizio Romanelli, e dai Sostituti Silvia Bonardi e Stefano Civardi, e condotta dal Nucleo Investigativo di Milano, è stata avviata nel febbraio 2020 per far luce su presunti illeciti posti in essere dalla predetta amministrazione comunale.

Le indagini hanno così fatto emergere come, nell’arco temporale febbraio - ottobre 2020, il Primo Cittadino di Opera, con l’adesione incondizionata della dirigente dell’Ufficio Tecnico e l’accondiscendenza di alcuni funzionari e consulenti dell’Ente, abbia sistematicamente interferito in alcune procedure di gara bandite da quel Comune per orientare l’assegnazione di lavori pubblici in favore di imprenditori conniventi, ricevendo da questi ultimi sostanziose utilità.

In tale contesto, sono state inoltre documentate gravi condotte delittuose di natura ambientale realizzate dagli stessi imprenditori indagati mediante lo stoccaggio, il riutilizzo e l’interramento - in aree di cantiere nel Comune di Opera e in aree agricole all’interno del Parco Sud di Milano - di circa mille tonnellate di fresato d’asfalto ed altro materiale proveniente dalle lavorazioni stradali e da altri interventi appaltati dai Comuni di Opera, Locate di Triulzi, San Zenone al Lambro, Segrate, Monza, attestando falsamente il regolare recupero dei predetti rifiuti speciali mediante “formulari” ideologicamente falsi ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento, questi ultimi indagati a piede libero.

Si è altresì accertato che il Sindaco di Opera, nei primi mesi della pandemia, ha arbitrariamente distribuito a stretti congiunti e a dipendenti comunali circa 2000 mascherine chirurgiche che la Città Metropolitana e la Protezione Civile avevano destinato alle locali RSA e farmacia comunale.

Nel corso dell’operazione sono stati, inoltre, notificati una misura interdittiva a un architetto bresciano consulente del Comune di Opera e un decreto di sequestro preventivo di 40mila euro (prezzo della corruzione) a carico dei pubblici ufficiali indagati, nonché di due autocarri utilizzati nella commissione di reati ambientali.

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