Milano, 10 ottobre 2020   |  

Milano ricorda le vittime delle foibe con un monumento

di Donatella Salambat

Stamane, sabato 10 Ottobre, a Milano in piazza Repubblica è stato inaugurato il monumento per ricordare le vittime delle foibe e l’esodo di 350 mila italiani dalla Venzia Giulia, dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.

Lapide

A perenne memoria per dei martiri delle fobie degli scomparsi senza ritorno e dei 350 mila esuli dalla Venezia Giulia, dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia” è l’iscrizione incisa sulla pietra del monumento a memoria dei martiri delle foibe situato nel giardino di via Panfilo Castaldi della centrale piazza della Repubblica a Milano, inaugurato stamane, sabato 10 Ottobre. 

Intorno a quel monumento, alto 4 metri e largo 2, che aiuterà a comprendere e fare luce sulla tragedia delle foibe per anni dimenticata anche dai libri di storia, raccolti in silenzio  gli esuli istriani, dalmati, giuliani insieme ai loro figli, erano lì, per ricordare e onorare le vittime di quei tragici momenti e per non dimenticare le terre natie che gli esuli abbandonarono per scappare dalla furia delle milizie titine.

Presenti alla cerimonia il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il  sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna e il sindaco di Milano Giuseppe Sala, Romano Cramer segretario generale Movimento Nazionale Istria Fiume e Dalmazia e l’auotre dell’opera Angelo Tarticchio scrittore e pittore originario di Gallesano (Istria) località a pochi chilometri da Pola. Persona  molto conosciuta e stimata nella comunità istriano dalmata, che vide sette suoi familiari finire nelle foibe, tra questi Don Angelo Tarticchio, un cugino del padre, che fu arrestato dai partigiani comunisti, malmenato e ingiuriato insieme ad altri compaesani, dopo orribili sevizie fu gettato nella foiba di Gallignana. Questi alcuni dei fatti che colpirono quelle terre e che videro non solo i civilii, ma anche sacerdoti e suore vessati dalle milizie titine sia per la loro fede, sia perché difensori e guide di inermi popolazioni.

La cerimonia è proseguita con un momento di raccoglimento nel corso del quale si è recitata la preghiera dell'esule, scritta  dal vescovo di Trieste Antonio Santin (Rovigno 9 Dicembre 1895 Trieste 17 Marzo 1981) a seguire  la benedizione dell’opera officiata da Monsignor Luca Bressan, Diocesi di Milano.

Un monumento che vuole non solo ricordare ma fare luce su uomini, donne e ragazzi vittime di un odio ideologico, etnico e sociale molto spesso persone bollate come fascisti. Le vittime delle foibe erano persone non impegnate politicamente, ma che svolgevano professioni o lavori comuni come insegnanti, artigiani, piccoli imprenditori, impiegati pubblici, qualche militare e alcuni preti cattolici.

Il monumento inaugurato oggi, vuole essere il simbolo di quei luoghi che furono il teatro di inumane tragedie. Oggi, conosciuti dalle nuove generazioni per le spiagge ed il mare diventati centri di villeggiatura e di divertimento, anche per molti italiani come Koper (Capodistria), Pula (Pola), Rijeka (Fiume), Rovinj (Rovigno), Novigrad (Cittanova d'Istria), ma l'Italia qui non è solo nei nomi ormai dimenticati, ma è nella cultura e nei monumenti e nella memoria di quegli esuli che furono costretti ad abbandonare la propria terra, gli amici, la casa e il lavoro per salvare la vita.

download pdf Preghiera dell'esule

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