Morbegno, 09 febbraio 2019   |  
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Morbegno: una lezione su “Incontro e solidarietà”

La testimonianza di Pina Rabbiosi che alla scuola permanente per adulti "Insieme per conoscere" ha illustrato la sua attività in un quartiere dell'estrema periferia di Salvador de Bahia nel Nord-Est del Brasile

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Lasciare casa, affetti, lavoro, abitudini consolidate e partire per il Brasile per cercare di fare qualcosa di utile a favore delle popolazioni locali afflitte dalla povertà ed emarginate. Di cose utili a partire dal 1981 la laica Pina Rabbiosi originaria di Regoledo di Cosio ne ha fatte davvero parecchie nello stato sudamericano, dapprima nelle zone rurali e in seguito in periferia andando a fondare nel 1997 insieme a padre Luis Lintner la Casa do Sol.

Alla lezione di questa settimana della scuola permanente per adulti " Insieme per conoscere" tenutasi presso l' aula magna dell'isituto " Saraceno-Romegialli" Rabbiosi ha cercato di far capire ai corsisti presenti in aula non tanto le opere fatte in tutti questi anni ma soprattutto gli ideali di questa sua lunga esperienza, in particolare l' incontro e la solidarietà.

«Importante il realizzarsi dell'incontro – ha spiegato la relatrice – un incontro che è vero se si è disposti a fermarsi davanti all' altro e a conoscere cosa guida quella persona. Imparare a conoscere nell'altro il regno di Dio e scoprire che Dio è presente in quelle realtà.

L' incontro è vero quando si condividono storie, realtà, sogni, progetti e si va a valorizzare ciò che l' altro propone. L' incontro presuppone l' osservare e l' ascoltare, non fare per ma fare con: andare a trovare sintonia e armonia di intenti, valori e obiettivi. Se avviene questo incontro i soggetti si trasformano».

Il progetto Casa do Sol è partito nel 1997 in un quartiere dell'estrema periferia di Salvador de Bahia nel nord-est del Brasile dalla preoccupazione di Pina Rabbiosi e Padre Luis Lintner per l' esclusione dalla società della maggioranza della popolazione e soprattutto dei bambini e dei giovani che accedono al sistema educativo con innumerevoli difficoltà, evadono la scuola e diventano facile preda della marginalità, facendosi coinvolgere in bande armate e nel traffico di droga.

Le finalità sono offrire spazi di convivenza e di apprendimento per accedere al sistema educativo pubblico, creare spazi di aggregazione riscattando la memoria storica dei vari gruppi etnici.

Le attività realizzate sono una scuola materna per bambini dai 3 ai 6 anni, doposcuola per bambini dai 7 ai 12 anni, laboratori culturali di teatro, canto, capoeira, balletto per i giovani e alfabetizzazione degli adulti. Con il sostegno economico dell'associazione è stata realizzata la biblioteca che è diventata in breve tempo un riferimento culturale per il quartiere.

L'associazione promuove diverse iniziative che, oltre alla raccolta di fondi, mirano a sensibilizzare soprattutto i giovani perché si crei un ponte di solidarietà che rafforzi l'incontro di culture diverse.

«Credo che la formazione scolastica sia molto importante, ma ancor più importante e necessaria è la sensibilità di metterci accanto a loro come fratelli andando così a superare le inevitabili differenze. Con Casa do sol abbiamo tessuto una grande rete di grande solidarietà, la comunità è cresciuta, siamo diventati un riferimento per la gente locale.

Per quanto concerne il sostegno per la nostra attività devo dire che c' è sempre bisogno di aiuto, in questi anni abbiamo vinto vari riconoscimenti che ci hanno permesso di accedere a dei finanziamenti. Un aiuto importante arriva anche dalla nostra valle. Vedere comunque come l' equipe finanziaria della Casa amministra i soldi mi sorprende positivamente».

La Casa do sol nel 2010 è arrivata prima all'ottava edizione del Premio per i progetti nel campo dell'educazione di bambini e ragazzi in Brasile, bandito dall'Unicef in Sudamerica. Per Pina Rabbiosi questo è stato il riconoscimento di tanti anni di dedizione verso i più deboli nelle favelas di Salvador de Bahia nel ricordo dell'altro fondatore padre Luis assassinato nel 2002.

«Nel 1981 sognavamo che il Brasile potesse cambiare in meglio, ciò non è successo, anzi le cose sono peggiorate ma a Dio dico grazie che mi ha fatto incontrare queste persone che sono diventate per me maestri e maestre di vita – ha concluso Rabbiosi – ciò che abbiamo fatto e che stiamo ancora facendo ha lasciato un segno nelle persone».  (Morris Bertolini)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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