Trento , 01 marzo 2018   |  

Mt-Rex, italiano robot che ricicla le gomme

Azienda insediata in Polo Meccatronica, ha creato una macchina autonoma che permetterà lavorazione, trasporto e riutilizzo di gomme talmente grandi che prima d’oggi venivano abbandonate in loco, creando immense discariche a cielo aperto

discarica pneumatici

Discarica di pneumatici

“La gomma trasportata da un muletto” spiega Samuel Salvadori, co-fondatore della società e inventore di MT-REX “viene deposta in una specie di culla meccanica che la aggancia e le permette di stare in piedi, dopodiché viene inforcata da un mandrino che la orienta in posizione orizzontale su un perno che la fa girare. A questo punto delle grandi cesoie iniziano a tagliarla in un numero di spicchi che può essere programmato a seconda della grandezza del pneumatico e delle esigenze del cliente, spicchi destinati su un nastro trasportatore che li farà arrivare sul camion diretto verso gli impianti di riciclo”.

“Inizialmente producevamo macchine per tagliare pneumatici che finivano in discarica, e a partire dal 2000 abbiamo iniziato a occuparci del loro riciclo”, spiega Juri Salvadori, direttore vendite dell’azienda “e infatti in questi anni abbiamo recuperato gomme di ogni tipo di mezzo: automobili, muletti, biciclette, autocarri, mezzi agricoli, caterpillar, aeroplani. Il problema delle miniere però non era mai stato affrontato in maniera definitiva proprio per le difficoltà legate alla grandezza dei pneumatici dei camion, che lì lavorano incessantemente. Prima dell’avvento di MT-REX si è tentato di tagliarli con metodi improvvisati, come l’utilizzo di enormi cesoie da demolizione, che però oltre che inefficaci e lenti sono anche poco sicuri, dato che uno spicchio di gomma tagliato può pesare diverse centinaia di chili e ferire anche gravemente gli operai impegnati nella lavorazione”.

L’arrivo di MT-REX è un’ottima notizia anzitutto sotto il profilo ambientale, perché permetterà di smantellare le discariche in cui sono accumulate migliaia di queste gomme, ma anche dal punto di vista dell’economia circolare: uno pneumatico di un camion da miniera costa tra 30 mila e 60 mila euro, ma in caso di particolari picchi di richiesta può raggiungere anche i 120 mila euro, e un pit-stop, che si svolge di solito una volta ogni 10 o 12 mesi può costare fino a 720 mila euro. Grazie a MT-REX però è possibile recuperare parte di quella spesa.

Il business model di Salvadori prevede tre strategie: la vendita del macchinario ai gestori delle miniere che, rispondendo alle richieste sempre più pressanti degli Stati da cui spesso hanno ricevuto la concessione per lo sfruttamento, così possono smaltire i rifiuti, oppure alle società che forniscono servizi alle miniere stesse o ancora infine alle case produttrici di pneumatici, in grado così di fornire ai gestori non solo le gomme per i loro camion ma anche il servizio per riciclarle. Ad essere interessati sono non solo grandi marchi come Michelin e Bridgestone ma anche i governi dei Paesi che ospitano le miniere: Stati Uniti, Sud Africa, Cile, Australia, Canada, Brasile, Botswana e così via.

Una volta realizzata la riduzione volumetrica dei mega-pneumatici, si può finalmente procedere alle successive fasi del riciclo: la seconda è la triturazione degli spicchi, attraverso cui è possibile ottenere separatamente i tre materiali che li compongono, ovvero acciaio, destinato alle fonderie, materiale tessile, in parte recuperabile, e granulo di gomma, che può essere anche colorato. Quest’ultimo viene utilizzato poi, sempre su macchine realizzate da Salvadori, per ottenere una vasta gamma di prodotti di recupero. Le applicazioni comprendono materiali e oggetti per l’arredo urbano, come pavimentazioni di parchi giochi morbide che attutiscono l’impatto in caso di cadute, sedute o fioriere, “panettoni” da segnaletica stradale, oltre a isolanti acustici e materiali per l’edilizia che abbattono le vibrazioni e sono usati su pavimenti e muri.

Il granulo può essere utilizzato indifferentemente per creare dalle ruote dei cassonetti della spazzatura (un mercato da 50 milioni di pezzi l’anno solo in Europa), alle pavimentazioni delle stalle che risultano più comode per gli animali e più facili da lavare, ai campi sportivi in erba sintetica, fino alle “guaine” antirumore usate nei binari del tram, per evitare che le onde sonore dello sferragliamento si propaghino. Una recente novità che viene dalla Nuova Caledonia è la creazione di spugne sagomate da mettere nelle grondaie per evitare che le zanzare portatrici del dengue depongano le uova. Ma le soluzioni sono in costante aumento e di recente sono stati creati anche prodotti di design come cinture. (Pat)

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