Sondrio , 29 luglio 2020   |  

Nascere di nuovo. Un itinerario di guarigione

di Gabriella Stucchi

“Prendi, Signore, e ricevi, perché tutto è tuo, perché questo è il senso della vita”.

Nascere di nuovo

L’autore Gaetano Piccolo, gesuita e insegnante di Metafisica presso la Pontificia Università Gregoriana, nell’Introduzione espone lo scopo del libro: aiutare a riprendere in mano la propria vita dopo aver attraversato un dramma, la morte, la sofferenza. Il libro è appunto “dedicato alle persone che si sentono bloccate e sfiduciate, a chi si sente perso e a chi non ha più speranza, a chi non si arrende e vuole ricominciare”.

Il “primo passo” da compiere è “tornare nella nostra interiorità” (sant’Agostino) e con una figura metaforica, nella nostra casa, luogo di preghiera.

Il “secondo passo” richiede diversi passaggi. L’esempio del mendicante Bartimeo (Mc 10,46-52) bloccato e cieco, che grida e invoca pietà da Gesù, e da Lui esortato, non solo è guarito, ma lo segue, ci indica chiaramente che anche nelle situazioni estreme il desiderio di “tornare a vivere” esprimendo davanti a Dio quello che ci sta veramente a cuore, ci fa rinascere.

La guarigione dalla lebbra dell’alto funzionario Naaman il Siro (cfr. 2 Re 5) avviene solo dopo che ha abbandonato i suoi rigidi modi di vedere e, seguendo i consigli dei servi, si immerge nel Giordano. La strada della guarigione sta nelle cose semplici!

“Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina” dice Gesù al paralitico di Bethesda (Gv 5,1-9) che da trentotto anni era malato. “Sull’istante guarì e cominciò a camminare”. Questo insegna che il cammino di guarigione non dipende dalla solidarietà degli altri, ma dalla nostra consapevolezza di affrontare il momento doloroso con responsabilità.

Nel “Terzo passo” domina la figura di Lazzaro che giace da lungo tempo nel sepolcro. Anche noi, con la nostra malattia del vivere, ci rinchiudiamo nei nostri sepolcri, quando abbiamo paura di non farcela. Ma come Maria esce di casa per incontrare Gesù, anche noi siamo chiamati a uscire dal “sepolcro” che per il dolore ci siamo costruiti e andare a incontrare la vita che ci chiama, consapevoli che Gesù ci ama così come una madre ama il proprio figlio/a.

Nel “quarto passo” l’autore esorta, in un cammino spirituale, a scegliere con il Signore chi vogliamo essere a partire dallo sguardo che Dio ha su di noi, senza lasciarci condizionare da falsi ideali, certi che Dio vuole il bene per ciascuna persona.

Nel “quinto passo” l’autore pone la domanda: “Che cosa ci manca”? È quella che ci si deve porre per proseguire il cammino di guarigione. Gesù ci invita a riconoscere il nostro vuoto, ciò che non abbiamo, cioè i nostri desideri. Questi cambiano, anche in base alle fasi che attraversiamo. Occorre innanzitutto essere aperti agli altri con il dialogo e cercare l’essenziale, cioè il dono di Gesù, che è luce, vita, amore che ci chiede di incontrarlo nei tanti poveri dell’umanità.

Nel “Sesto passo” l’autore suggerisce di ricordare che anche ciascuno di noi siamo “costitutivamente vulnerabili” e che nel “cammino di guarigione” è necessario il riconoscimento di ciò che ci è successo, esprimendolo attraverso la preghiera. Con la grazia Dio ci aiuta a rimettere insieme i frammenti della nostra vita. Anche dire all’altro gli stati d’animo dei momenti complicati può essere uno sfogo liberatore.

Nel “Settimo passo” ci viene ricordato che nella vita ci sono diversi passaggi e in ognuno di questi occorre amare in modo nuovo, per rispondere a ciò che la vita chiede in quel momento. Il punto di partenza è lo sguardo sincero sul proprio peccato per consegnarlo a Gesù, che ha sempre la porta aperta per accompagnarci nella nostra vita.

L’”Ottavo passo” per la guarigione è la disponibilità a “cambiare” alcuni comportamenti che non ci piacciono, alcuni pensieri che ci fanno male, arrivando a costruire un progetto.

Nel “Nono passo” l’autore offre delle indicazioni molto chiare. In primo luogo il valore dell’”amicizia”. L’amico è “gratuito”, non misura l’amore, è presente, vede nell’amico qualcosa di sé. Però Gesù ci chiede di “amarci come lui ci ha amato”.
Viene poi la “fiducia”: si tratta di avere sull’altro uno sguardo sempre positivo, cioè di misericordia, che non si può verificare se prima non lo si è sperimentato su di sé.

Prendendo poi spunto dal desiderio di salvezza che anima Gesù sulla croce, l’autore sottolinea come solo partecipando a questa dinamica di “donazione” anche la nostra vita può trovare senso.

L’autore nell’ultimo passaggio rileva come tutto viene dalla fonte dell’amore, cioè da Dio: il senso della vita è godere di questa corrente d’amore senza trattenere; ridonare a Dio vuol dire mettere a disposizione quello che sono. Perciò chiude con una preghiera, in cui chiede al Signore di aiutare a non trattenere, a non fare del dono una proprietà privata; a rimuovere gli ostacoli che impediscono di mettere in circolo l’amore.

Nel “Congedo” l’autore si sente compagno di viaggio, consigliando di essere vigilanti, consapevoli, non restando mai fermi e pronti per un nuovo cammino sempre possibile, per rinascere di nuovo.

Ogni passaggio del cammino ha come fonte testi biblici, opportunamente adeguati alla fase su cui si sta riflettendo. Una lettura, quindi, utile sia dal punto di vista biblico- teologico, sia soprattutto pratico, per vivere con consapevolezza e fiducia la vita, pronti a ricominciare quando qualche inciampo blocca.

Gaetano Piccolo “Nascere di nuovo” – Paoline – euro 8.00

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