Sondrio , 13 gennaio 2020   |  

Nel 3° trimestre 2019 cresce l’export lombardo

Positivi articoli farmaceutici e moda; Germania negativa ma accelerano gli Stati Uniti.

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Il valore delle esportazioni originate dalla Lombardia registra un nuovo incremento tendenziale nel terzo trimestre 2019 (+2,3%), dopo l’avvio negativo di inizio anno, che gli consente di attestarsi ai livelli medi massimi raggiunti lo scorso anno (31 miliardi di Euro). La ripresa tendenziale più vigorosa dell’export rispetto all’import (+0,3%) si traduce in una riduzione significativa del deficit commerciale che scende sotto il miliardo di Euro (785milioni). Il dato congiunturale risente dell’effetto stagionale caratteristico del periodo estivo e, al netto degli effetti stagionali, registra un lieve incremento per le esportazioni (+0,6%) e una variazione quasi nulla per le importazioni (+0,1%).

“La diversificazione del sistema produttivo lombardo e la capacità delle imprese di spostarsi su nuovi mercati – commenta il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio – permettono all’export lombardo di mantenere i livelli massimi raggiunti, ma i rischi che gravano sul commercio internazionale e il segno negativo diffuso nei risultati delle singole province impongono di mantenere alta l’attenzione.”

Inquadrando le principali regioni manifatturiere del nord è l’Emilia Romagna a registrare il miglior risultato (+5,8% la variazione tendenziale) seguita dalla Lombardia (+2,3%) e il Veneto (+1,1%). Resta ancora negativo, invece, il Piemonte (-3,2%) che risente maggiormente dei problemi del mercato automobilistico.

I maggiori contributi positivi in questo terzo trimestre in grado di influire sul risultato complessivo lombardo provengono dagli articoli farmaceutici (+75,4%) e dai prodotti tessili, pelli e accessori (+3,2%). Sono invece significativamente negativi i risultati di metalli di base e prodotti in metallo (-6,3%), mezzi di trasporto (-5,9%) e macchine e apparecchi (-3,4%).

Nel terzo trimestre 2019 l’incremento delle esportazioni risulta più intenso verso i paesi extra UE (+4,6%) piuttosto che verso i paesi dell’Unione Europea che registrano ancora incrementi inferiori al punto percentuale (+0,5%). Tra i paesi extra UE determinano il risultato positivo i flussi verso l’America settentrionale, in crescita del 30,3% rispetto allo scorso anno, e verso i paesi europei non UE (+3,6%). Il determinante contributo positivo del Nord America è quasi interamente attribuibile agli Stati Uniti (+32,8%), grazie a un forte incremento di export di articoli farmaceutici.

L’analisi territoriale di quest’ultimo trimestre mostra incrementi tendenziali solo per le provincie di Milano (+8,5%), Bergamo (+3,6%), Lodi (+16,2%) e Pavia (+12,3%). In contrazione si trovano le altre provincie con variazioni tendenziali negative comprese tra il -0,4% di Monza e Brianza e il -9,6% di Varese. Se per Milano si tratta di una accelerazione rispetto ai risultati già positivi degli scorsi trimestri, per Pavia l’incremento è ancora a due cifre ma inferiore allo scorso trimestre. Bergamo e Lodi, invece, svoltano in positivo dopo aver registrato una contrazione dei valori lo scorso trimestre. Tra le provincie in contrazione questo trimestre Brescia, Varese e Lecco incrementano il segno negativo già presente nel trimestre precedente; Monza e Brianza, Mantova e Como mantengono il segno meno, ma riducono l’intensità della contrazione. Cremona e Sondrio svoltano in negativo dopo un secondo trimestre in crescita.

La Lombardia presenta una diversificazione a livello territoriale per quanto riguarda le tipologie di prodotto maggiormente esportate, ma meno per le destinazioni prevalenti dei prodotti.

Considerando il maggior dettaglio merceologico disponibile (gruppo Ateco 2007), per le provincie di Bergamo (10,5% la quota sul totale prodotti esportati dalla provincia), Brescia (13,0%) e Lecco (11,7%) sono le macchine di impiego generale i prodotti maggiormente esportati, ma ciò non vale per i restanti territori: le provincie di Como (11,4%) e Monza-Brianza (8,7%) vedono prevalere l’export di mobili; Pavia (11,6%), Milano (15,0%) e Sondrio (8,3%) di medicinali e preparati farmaceutici; Cremona (12,5%) di tubi, condotti, cavi; Lodi (26,9%) di apparecchiature per telecomunicazioni; Mantova (16,2%) di autoveicoli; Varese (8,1%) di articoli in materie plastiche. Relativamente alle destinazioni prevalenti, solo Lodi con la Spagna (41,7% dell’export totale), Milano con gli Stati Uniti (14,6%) e Sondrio con la Francia (14,9%) si differenziano dalle altre provincie per le quali è sempre la Germania il principale mercato di sbocco. Le quote maggiori di export verso la Germania nel terzo trimestre 2019 si registrano per le provincie di Lecco (21,7%) e Brescia (20,5%).

Anche le importazioni regionali, dopo la crescita registrata negli ultimi due anni, evidenziano una stabilizzazione nel 2019: il valore dei flussi di merci in arrivo dall’estero si attesta sui 31 miliardi, con una variazione tendenziale sostanzialmente stabile (+0,3%). Considerando i volumi importati la variazione è più positiva superando il punto percentuale (+1,1%). La minor crescita dei valori importati è ascrivibile al calo tendenziale dei prezzi all’import di coke e prodotti petroliferi raffinati.

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