Morbegno, 10 dicembre 2016   |  

Nella patria del Bitto c'è anche chi fa buona musica da 180 anni

di Donatella Salambat

La Filarmonica di Morbegno, diretta dal maestro Pietro Boiani, festeggia quest'anno il suo centottantesimo anniversario di nascita. Una “vita” e una storia ricca di momenti esaltanti, ma anche di tanto impegno per orchestrali, direttori e sostenitori.

Foto Pietro Boiani

Pietro Boiani

La Filarmonica di Morbegno, diretta dal maestro Pietro Boiani, festeggia quest'anno i suoi 180 anni di vita. Un anniversario troppo importante per non parlarne. Così abbiamo avvicinato il maestro Boiani che volentieri ha risposto alle nostre domende e che ci corre l'obbligo di ringarziare per la disponibilità.

«La musica per molti di noi è un rifugio, un modo per evadere la realtà anche se solo per pochi minuti», ci ha spiegato il Maestro. «Pop, rock, sinfonica, qualsiasi sia il genere, la ascoltiamo a seconda del periodo che stiamo vivendo. È un po' come leggere; molte persone leggono libri diversi in base al loro stato d'animo. La musica ci accompagna in momenti belli e brutti della vita, ogni nota ci ricorda un momento preciso e in un attimo ci riporta indietro nel tempo dandoci l'occasione di riviverlo.
La musica è la migliore medicina contro la tristezza, qualcosa che ascoltiamo quotidianamente, quando siamo in macchina, entriamo in un bar, in un negozio. Le note pervadono la nostra mente ed il nostro cuore e ci aiutano a crescere come individui».
Pietro Boiani è nato a Morbegno il 5 febbraio 1978; nel 2008, conseguito il diploma in tromba presso il Conservatorio di Como ed in seguito la Laurea di Secondo Livello, sempre in tromba, presso il Conservatorio di Aosta, assume la direzione del Corpo Musicale della Filarmonica su invito del maestro Eugenio Arrigoni e del Consiglio Direttivo della Filarmonica.
Negli anni della formazione Boiani ha conosciuto illustri musicisti di livello internazionele come Ivano Buat, Marco Braito, Gianluigi Petrarulo, Christian Lindberg, Immanuel Richter, Allen Vizzutti, David Short, Vinko Globokar e Yigal Meltzer.


Nel suo percorso musicale il maestro Boiani ricorda gli anni passati alla guida della Filarmonica di Talamona, con cui collabora ancora oggi come direttore artistico, oltre alle esperienze di formazione con altri docenti quali Lorenzo Della Fonte, Arturo Andreoli, Henrie Adams, Angelo Bolciaghi, Douglas Bostock e Robert Sheldon. Il momento che ricorda con maggiore emozione è quello del settembre 2010, quando partecipò al Masterclass Internazionale di Torino tenuto dal maestro Douglas Bostock, dove viene selezionato per dirigere in prova la Tkwo (Tokyo Kosei Wind Orchestra), una delle migliori formazioni bandistiche del panorama internazionale, per la prima volta in Italia. Una delle esperienze più gratificanti come egli stesso ricorda: «Sono stati 30 minuti fantastici! In quell'occasione ho potuto suonare il secondo e terzo movimento della Suite Francaise di Darius Milhaud: un capolavoro del repertorio per orchestra di fiati, eseguito da strumentisti fantasctici». Per uno studente che era cresciuto ascoltando le registrazione della Tokyo Kosei, con le meravigliose interpretazioni di Frederick Fennel, «potere ascoltare dal vivo la loro musica ed a maggior ragione poterli dirigere», sottolinea, «è stato per me un sogno ad occhi aperti». Per quanto attiene poi alla Società Filarmonica di Morbegno – riassumiamo il pensiero del Maestro – ha radici profonde nel passato della città morbegnese.

Un'istituzione nata 25 anni prima dell'unità d'Italia

Nasce nel 1836 dall'incontro di alcuni giovani con il Conte Raffaele Parravicini, ponendosi esclusivamente obiettivi di carattere musicale. Sin dalle origini la Filarmonica è presente ai servizi civili e religiosi di Morbegno, oltre che essere protagonista di eventi organizzati saltuariamente. Nel giro di pochi anni acquisisce popolarità tanto che nel 1857 e nel 1859 viene invitata a Como a rappresentare la Valtellina in occasione della visita di Francesco Giuseppe, imperarore d'Austria e d'Ungheria. Un' altra importante occasione sarà, successivamente, un concerto in onore del re d'Italia, Vittorio Emanuele II. La Filarmonica, nel corso degli anni, si trasforma ponendosi in sintonia con i mutamenti storici e di costume continuando nell’attività musicale anche durante i due coflitti mondiali. Tra il 1970 e il 1984, partecipa ai concorsi bandistici di Pizzighettone, Vichy, Kerkrade, Kisslegg e Asfeld, confrontandosi con realtà bandistiche diverse. Queste esperienze mettono la Filarmonica in una condizione di forte autocritica; infatti chi ne ha la direzione si rende conto che vanno recuperati gli obbiettivi per i quali la Filarmonica era nata: fare buona musica in modo gratificante sia per chi l'ascolta e sia, soprattutto, per chi la esegue.
A partire dalla fine degli anni Ottanta, inizia un’importante svolta in seno alla Società Filarmonica: la formazione musicale dei giovani diventa il vero scopo e obiettivo su cui investire. In questo contesto emerge la figura di Romeo Romegialli che, nel ruolo di Direttore, ha contribuito per molti anni alla svolta che la Società doveva fare per adeguarsi ai tempi. Nel 1990 la Presidenza della Società passa dall’ing. Dante Milani e al figlio l’ing. Marco Milani, in una tradizione familiare che dura da più di mezzo secolo. Sempre nello stesso anno inizia l’attività di Direttore della Banda, e coordinatore della Scuola di musica, il maestro Eugenio Arrigoni.

Con il maestro Arrigoni l'anno della svolta

Con la nuova direzione artistica, il volto della Filarmonica cambia, divenendo occasione di crescita musicale per tutti coloro che ne fanno parte. La banda adegua il proprio repertorio, sempre rinnovato anno per anno, alle nuove esigenze del pubblico, toccando tutti i generi musicali e sfruttando la versatilità che è tipica delle orchestre di fiati. Dalle trascrizioni di musica sinfonica ed operistica, alla musica originale per banda dell’Ottocento e del Novecento, alle colonne sonore, alla musica leggera e pop, coinvolgendo e collaborando con varie realtà musicali del territorio come ad esempio gruppi corali e compagnie di danza, coinvolgendo cantanti, vocalisti, voci recitanti e solisti. La Filarmonica ha raggiunto in questi anni traguardi di prestigio; ad Aprile 2011 ottiene il secondo posto in Seconda Categoria al concorso internazionale ‘Flicorno d’Oro’ di Riva del Garda (Tn), uno dei concorsi più prestigiosi ed importanti di tutta Europa, con un livello medio dei partecipanti davvero molto elevato. In quell’occasione la Filarmonica ottiene un punteggio di 90,21 punti su cento. Un risultato che nei parametri internazionali di valutazione corrisponde alla fascia del primo premio.
La musica ha sempre avuto grande importanza da un punto di vista educativo, anche se in Italia all’interno della scuola dell’obbligo, non viene le attribuito lo spazio che merita. Le famiglie che riconoscono nella musica uno strumento valido per far crescere i propri ragazzi devono quindi cercare al di fuori dell’ambito scolastico. In quest’ottica, a Morbegno come in altre realtà della bassa valle, la Filarmonica rappresenta uno dei riferimenti più importanti per quanto riguarda l’educazione alla musica. La scuola allievi ‘Dante Milani’ registra ogni anno molte iscrizioni ed al momento attuale conta oltre un centinaio di iscritti. È quindi facile immaginare, pensando all’indotto creato dalle famiglie stesse, quante persone sono coinvolte in questo ambito. L’attività formativa della scuola è coordinata dal maestro Eugenio Arrigoni, vero mentore dal punto di vista della didattica e della formazione. Gli insegnanti sono professionisti diplomati e tutte le tipologie di di strumenti sono rappresentate. Oltre all’attività di insegnamento frontale, i ragazzi possono contare sulle attività di gruppo, che passano attraverso le varie fasi di musica d’insieme, mini-band e school-band, prima di approdare in Filarmonica.

Settanta orchestrali dai 15 ai 75 anni

Il maestro Boiani in occasione dei 180 anni della Filarmonica, prova a fare una fotografia dell'attuale organico della banda musicale. I suonatori della Filarmonica sono complessivamente 70, ben distribuiti all’interno delle varie sezioni: 7 flauti – 2 oboi – 1 fagotto – 20 clarinetti – 2 clarinetti bassi – 6 sax contralti – 2 sax tenori – 2 sax baritoni – 4 corni francesi – 7 trombe – 5 tromboni – 3 euphonium – 3 tuba – 6 percussionisti. In totale sono 70 elementi che fanno musica insieme, i più giovani hanno quindici anni ed il più anziano supera i settantacinque. L’anno del 180°anniversario ha visto la Filarmonica protagonista in diversi concerti. In primavera si sono esibiti a Poschiavo, ospiti della locale formazione bandistica con cui il maestro Boiani aveva condiviso un concerto in passato. A Maggio un concerto di gala presso l’auditorium S. Antonio di Morbegno per iniziare i festeggiamenti con il pubblico sempre caloroso. A Settembre La Filarmonica ha preso parte ad una rassegna bandistica svoltasi a Sesto Calende, organizzata dal Corpo Musicale locale. Il 21 Novembre si esibisce in Auditorium a Morbegno nell’ambito dei festeggiamenti per il 50° anniversario di Morbegno-Città. Il 10 e 11 Dicembre sono poi in programma due concerti (il primo nell'auditorium S. Antonio di Morbegno, il secondo nel rinato Teatro Sociale di Sondrio) che vedranno protagonisti oltre alla Filarmonica e il suo direttore, anche un'amico di quest'ultimo, il maestro Josè Alcacer Dura, direttore dei uno dei conservatori di Valencia, già ospite in Valtellina nello scorso mese di aprile, durante il Concorso per Bande Giovanili di Talamona (di cui il maestro Boiani è direttore artistico).

download pdf Concerto "180 anni Filarmonica di Morbegno"

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

22 Settembre 1499 con il trattato di Basilea la vecchia Confederazione, che ha dato origine alla Svizzera, diventa uno stato indipendente.

Social

newFB newTwitter