Milano, 26 febbraio 2019   |  
Lombardia   |  Politica

“No” a una ventata d’aria (più) pulita dall’Aula del Pirellone

di Silvano Guidi

Vergogna in Consiglio della Lombardia, Regione che si “vanta” di essere la più produttiva ma anche la più sensibile ai temi ambientali boccia, a scrutinio segreto, una risoluzione che intendeva ridurre le emissioni nocive più di quanto previsto negli altri territori e di quanto richiesto a livello internazionale.

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Ė successo quello che non ti aspetti e su un tema che non dovrebbe conoscere nė i confini fisici né gli steccati ideologici. Alle ore 16 di martedì 26 febbraio 2019 la maggioranza di centrodestra del Consiglio regionale lombardo ha preso, a scrutinio segreto, un enorme ceffone (anche da parecchi dei suoi) su un argomento che sarebbe dovuto scivolare via come pura acqua di fonte, tanto per restare in clima bucolico: la tutela dell’ambiente. Votanti 74; sī 33; no: 40; astenuti: 1.

E pensare che era il 1973 e nelle sale cinematografiche italiane usciva un film di fantascienza interpretato da due splendidi attori: Charlton Heston ed Edward G. Robinson. Si intitolava “2022: i sopravvissuti”. In quel tempo, cioè a tre anni da oggi, la Terra era irrimediabilmente inquinata e sovrappopolata, esisteva solo l'estate, il cibo scarseggiava, il suicidio era promosso e assistito. A New York vivevano 40 milioni di persone, divise in rigide caste, i rari padroni, i servi privilegiati, i milioni di poveri che dormivano per strada e in auto e mangiavano misteriose gallette verdi fornite dallo Stato. Fortunatamente non siamo arrivati a tanto, ma di certo preoccupanti cambiamenti climatici sono in atto e oggi se ne è discusso, evidentemente con finta consapevolezza e finta passione in Consiglio Regionale.

IMG 6916È stata presentata una risoluzione (relatore Riccardo Pase, Lega) contenente tutta una serie di misure regionali per mitigare e contrastare i cambiamenti climatici. Il documento, ricco e complesso, ha mostrato la tabella di marcia per passare a un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio entro il 2050.

«La Lombardia è consapevole della necessità di affrontare la sfida dei cambiamenti climatici in modo integrato» ha detto il relatore. «La Regione è già intervenuta con politiche legislative e amministrative di ampio respiro, in linea con gli indirizzi della Commissione Europea e con gli obblighi internazionali».
Con senso di maggiore responsabilità, rispetto ad altri territori, la nostra regione si impegna a raggiungere entro il 2030 la riduzione delle emissioni di CO2 del 40%, del 32,5% la riduzione dei consumi di energia primaria e di portare al 30% la produzione di energia da fonti rinnovabili.

È poi intervenuto l’assessore all’ambiente, Raffaele Cattaneo. «Non sono catastrofista» ha detto «e non credo che la Terra sia in pericolo, ma di certo è in pericolo il Pianeta così come lo conosciamo. La Terra ha fatto a meno di mammut e dinosauri e potrà fare a meno anche dell’umanità, ma rendiamoci conto di questo fatto. Insomma non dobbiamo essere catastrofisti, ma neppure negazionisti. Oggi abbiamo una temperatura media superiore di 1° al periodo preindustriale e in conseguenza di ciò stiamo assistendo ad eventi meteo sempre più estremi. Se non faremo nulla nel 2030 la temperatura media salirà di 1,5° e nel 2100 l’aumento sarà compreso fra i 2,5°-4° con incrementi indicibili di inondazioni, desertificazioni, carestie, guerre, migrazioni».
È seguito un dibattito intenso, colto, ricco di spunti e riflessioni.

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La giovane ambientalista svedese Greta Thunberg

Fabio Pizzul del Pd ha esordito con una citazione di Al Gore, paladino dell’ambientalismo. «Se una rana si tuffa in una pentola d'acqua bollente, salta subito fuori perché avverte il pericolo. Ma se si tuffa in una pentola d'acqua tiepida, che viene portata lentamente a ebollizione, non si muove affatto, rimane lì anche se la temperatura continua a salire. E alla fine muore bollita, se qualcuno non la salva. Il nostro sistema nervoso collettivo è come quello della rana: serve una scossa improvvisa perché ci rendiamo conto del pericolo. Se invece il rischio ci sembra graduale, anche se arriva velocemente, restiamo seduti senza reagire».

«La Lombardia per anni ha fatto la figura della rana perché fino a 3-4 anni fa nella stessa istituzione regionale vivevamo una fase negazionista» ha proseguito Pizzul «Eppure quello dei cambiamenti climatici è uno dei temi fondamentali per la nostra politica contemporanea. Ci stiamo svegliando solo ora e meno male, perché i numeri catastrofici del riscaldamento globale per aree come la Lombardia hanno un’incidenza doppia. Quindi è un tema determinante quello che abbiamo chiesto e per fortuna ottenuto di trattare oggi”.

E dopo una citazione di papa Francesco, attento osservatore di quanto accade al nostro clima, il capogruppo Pd ha proseguito: «Noi viviamo questo pericolo come se i tempi in cui sarà reale dovessero ancora arrivare, ma non sono oggi. Invece, già adesso dobbiamo chiederci cosa succederà nel 2100. Per questo dobbiamo anticipare assolutamente i tempi e, ad esempio, cominciare subito, a inizio 2019, a discutere di aggiornamento del Piano regionale per l’energia e il clima, anche se scade nel 2020. Scriviamo subito le regole che dovranno portarci a economie a bassa emissione di carbonio”.

Massimo De Rosa (M5S): «Non è maltempo quello a cui stiamo assistendo sempre più di frequente, ma sono veri e propri disastri ambientali. Il pianeta andrà pure avanti senza di noi, ma poniamoci il problema del fatto che noi non ci saremo. L’allevamento intensivo del bestiame è una delle cause più incidenti dell’inquinamento. Dobbiamo darci delle regole. I cambiamenti climatici provocano guerre e carastie. I ghiacciai dell’Himalaya vanno ritirandosi e il venir meno di tanta fonte di acqua indispensabile per India e Pakistan esaspererà i rapporti fra due nazioni che posseggono la bomba atomica».

164140239 d5cf88dd 9c42 46fe 91df 317f1b3f1eb7È stata poi la volta di Francesca Ceruti (Lega): «Il rischio è il non-ritorno se non faremo scelte coraggiose. Il cambiamento delle temperature è un dato di fatto. A partire dal 1800 agenzie ufficiali di monitoraggio certificano il 2018 come l’anno più caldo. Se si va avanti così nel 2100 potremmo avere un innalzamento delle temperature di 4°, fatto gravissimo. L’accelerazione della tendenza è preoccupante. Vogliamo accettare la sfida con serietà e impegno? La Lombardia è la regione che guida la green economy. Noi abbiamo deciso di usare due leve, quella della mitigazione per ridurre gli effetti e quella dell’adattamento per reggere all’impatto. Dobbiamo poter dialogare con enti superiori. Il testo di oggi dà indicazioni generiche, ma impegna. Oggi noi abbiamo tutta una serie di comodità di vita e di comfort, perché le nostre scelte ci hanno portato in questa direzione. Se vogliamo continuare così dobbiamo però salvaguardare l’ambiente con una graduale transizione verso emissioni più basse, facendo in modo che Regione Lombardia si ponga come mediatrice fra politica e cittadini. Dobbiamo convincere i cittadini della bontà di certe scelte».

Antonella Forattini (Pd): «Occorre una governance diffusa che coinvolga cittadini ed enti locali. I consumatori hanno un ruolo nell’influenzare lo sviluppo economico».

Marco Degli Angeli (M5S): «Gli allevamenti intensivi sono responsabili del 18% delle emissioni di CO2. Dobbiamo promuovere nelle scuole diete che abbiano poco impatto ambientale. In caso contrario noi staremmo girando la testa da un’altra parte».

Gianantonio Girelli (Pd): «Noi pensiamo in base al nostro arco di vita. E questo è un atteggiamento culturale sbagliato. Esistono Stati che chiedono lo sforamento dei limiti, per il loro benessere egoistico. Facciamo in modo che le decisioni che prenderemo oggi siano un punto di partenza e non di arrivo. Nell’affidamento degli appalti bisognerebbe controllare pure la produzione delle emissioni. Può darsi, citando Woody Allen, che i posteri non abbiano mai fatto nulla per noi, ma è pur sempre necessario che noi si faccia qualcosa per i posteri».

Pietro Bussolati (Pd): «A noi spetta di crescere e ridurre nel contempo le emissioni. Per questo dobbiamo favorire il trasporto su ferro e la Tav. Il nostro emendamento chiede più Tav, più sviluppo ma non più inquinamento».
Carretta (Lombardi Civici Europeisti): «Il cambiamento climatico è già in atto, il conto alla rovescia già iniziato. Ridurre le emissioni drasticamente entro il 2050 richiede impegno e interventi su tutte le fonti e anche sulla circolarità dei rifiuti. Sono necessari atteggiamenti comuni e dobbiamo avere dietro di noi i giovani».

Marco Mariani (Lega) è stato alquanto realista e disinancatato: «Al Sud servirebbe l’energia eolica che noi in Lombardia non potremmo avere per scarsa ventilazione, ma ci sono coloro che auto smogritengono le pale eoliche deturpanti per il paesaggio. In Italia abbiamo al contrario un dispensatore di tumori che è l’ILVA di Taranto che non si può fermare per ragioni economiche. In Germania stanno studiando la convenienza dei termovalorizzatori rispetto al riciclo. Tante industrie sono state concentrate in passato in poche aree del Paese, con le ripercussioni negative che ne sono derivate. Se andrà in porto l’Autonomia potremo fare progetti concreti. Chi andrà nella Ruhr a dire che quella terra inquina? Tutte le mattine dite una preghiera affinché non scoppi la centrale nucleare che è in Croazia e di fronte alla quale Chernobyl era un gioiellino. Chi va in Cina a dire che la loro aria fa schifo? Se giganti come Cina e Stati Uniti non si adeguano ai limiti internazionali di emissioni come faremo a migliorare le condizioni del Pianeta? E chi andrà in Brasile a salvare la foresta amazzonica? In sintesi: noi da qui non possiamo molto. L’area B di Milano mette in difficoltà tanta gente che arriva ....e alla fine non si muoverà più nessuno».

Paolo Franco (Forza Italia): «Molte volte il bieco ambientalismo ha trovato atteggiamenti strumentali. Cerchiamo di avere invece atteggiamenti lineari. Qui non valgono né confini fisici né confini ideologici. La sostenibilità si può raggiungere con la consapevolezza. Ciò che abbiamo non lo abbiamo ricevuto in eredità dai nostri genitori, ma in prestito dai nostri figli».

Nei primi retroscena dopo la bocciatura c’è chi ipotizza malumori di Forza Italia contro Salvini per alcune dichiarazioni odierne ("Io col vecchio centrodestra non tornerò mai, questo deve essere chiaro") e chi parla in modo più esplicito di “ritorsione” contro l’ostilità all’area B del sindaco Sala a Milano.

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