Sondrio , 29 settembre 2018   |  

Ospedale di Menaggio ritorna di competenza all'Asst Lariana e dell’Ats dell’Insubria

Lunedì 1 Ottobre, in Giunta regionale il provvedimento che riporta l’Ospedale di Menaggio, i Comuni del medio lago di Como, del Porlezzese e della Val d’Intelvi nell’ambito di competenza dell’Asst Lariana e dell’Ats dell’Insubria

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Lunedì 1 Ottobre la Giunta regionale approverà, all’interno di un progetto di legge in materia sanitaria, la richiesta formalmente presentata in estate dai Sindaci del medio lago di Como, del Porlezzese e della Val d’Intelvi di rivedere gli azzonamenti sociosanitari territoriali e di riportare i Comuni facenti parte della ex USSL 18 negli ambiti della ASST Lariana e dell’ATS dell’Insubria: anche l’Ospedale di Menaggio sarà ricondotto all’interno dalla Asst Lariana.

Tale richiesta era stata presentata a metà giugno al Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi e all’Assessore alla Salute Giulio Gallera, condivisa anche da tutti i rappresentanti degli ordini e delle professioni locali.

Il Presidente Alessandro Fermi, facendo propria la sollecitazione dei Sindaci, ha quindi auspicato anche la creazione un tavolo di lavoro con la rappresentanza dei Comuni dell’attuale Distretto del Medio Alto Lario per l’elaborazione di un progetto che garantisca la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione dell’Ospedale di Menaggio (“un ospedale da potenziare”, sottolinea Fermi) e che monitori costantemente l’attuazione della riforma sociosanitaria sul territorio.
Il Presidente Fermi ha infine assicurato che sarà sua cura adoperarsi per accelerare l’iter legislativo in Commissione così da portare questo progetto di legge all’approvazione del Consiglio regionale entro fine anno.

La riforma sociosanitaria varata dalla Regione nel novembre del 2015 aveva scorporato i Comuni del medio e dell’alto lago dal resto della provincia di Como inserendoli nell’Ats della Montagna e nell’Asst della Valtellina e dell’Alto Lario.

Questo azzonamento ha comportato notevoli disagi sia per i pazienti che spesso vengono ricoverati in strutture a quasi 200 chilometri da casa, che per i parenti che per poterli assistere si vedono costretti a soggiornare in albergo se non addirittura ad affittare un appartamento, in un territorio, tra la Val d’Intelvi, la Val Cavargna sul lago e Sondrio e Sondalo, nel quale non esiste un sistema coordinato e collegato di trasporto pubblico.

Questi territori inoltre, si evidenzia nel documento presentato dai Sindaci, dal punto di vista storico, culturale, socio economico, dei trasporti e della mobilità, dei sistemi dei servizi pubblici, della organizzazione amministrativa, hanno fatto e fanno riferimento a Como e alla sua provincia più che a Sondrio e alla Valtellina. Ciò vale anche per l’attuale organizzazione dei servizi e dei sistemi socioa ssistenziali, ma anche per le reti e il mondo dell’associazionismo e del volontariato.

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