Roma, 20 aprile 2022   |  

Parlare di guerra ai ragazzi. In che modo?

La Cei viene incontro a quest'esigenza con un numero speciale della rivista "Essere a scuola" che , scaricabile gratuitamente, dà una serie di indicazioni su come raccontare la guerra alle giovani generazioni

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Parlare di guerra ai ragazzi. In che modo? E, soprattutto, come diffondere in modo ottimale il messaggio della sua vacuità e del suo potere devastante per gli uomini? La sfida, specie di questi tempi, interroga molto chi è chiamato a sostenere funzioni educative.

La Cei viene incontro a quest'esigenza con un numero speciale della rivista "Essere a scuola" che , scaricabile gratuitamente, dà una serie di indicazioni su come raccontare la guerra alle giovani generazioni. "La guerra in classe", questo il titolo della pubblicazione, intende, spiega la Cei, "fornire gli strumenti di riflessione dal punto di vista metodologico e le chiavi di accesso ai problemi della didattica che gli insegnanti possono trovarsi ad affrontare attraverso i contributi di specialisti di diversa formazione , dal pedagogista allo psicologo, dallo storico al filosofo , in uno sguardo multiprospettico".

Piercesare Rivoltella, fondatore e direttore della rivista, evidenzia che "l'emergenza non finisce, nemmeno il tempo di lasciarci alle spalle la pandemia ed ecco che una nuova crisi continua a tenerci in emergenza e anzi ne innalza probabilmente il livello sul piano psicologico, umanitario ed esistenziale". Un utile ausilio per fare capire ai ragazzi l'orrore della guerra e promuovere, specularmente, un impegno concreto nella promozione e diffusione quotidiana della pace. (Cristiano Comelli)

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