Lecco , 07 aprile 2021   |  

Per una fratellanza umana Cristiani e musulmani uniti nella diversità

di Gabriella Stucchi

Riscoprirsi membri della stessa famiglia umana per promuovere insieme giustizia, pace, diritti umani e libertà religiosa

Per una fratellanza umana

Gli autori Paolo Branca e Antonio Cuciniello (entrambi docenti all’Università Cattolica di Milano, il primo di Lingua e Letteratura araba, il secondo di Storia dei Paesi islamici) nella Presentazione del libro riprendono la dichiarazione del musulmano giudice Mohamed Mahmoud: papa Francesco e il Grande imam Ahmad Al-Tayyeb, lo Sceicco di Al-Azhar sono diventati simbolo della “Fratellanza umana” al servizio di questi concetti umani supremi.

Nell’Introduzione Branca parte dall’uso delle parole che in alcuni contesti e tipi di comunicazione determinano l’uso di parole diverse, con significati diversi per mostrare come tra religioni simili, come ebraismo, cristianesimo e islam le medesime parole non indicano identiche realtà. Ad esempio, credenze e riti religiosi sono un ostacolo per la reciproca comprensione. San Francesco, che si recò disarmato dal sultano d’Egitto nel tempo delle crociate, dimostra come abbia realizzato le relazioni.
Quindi nei musulmani si trovano forme di religiosità in cui possiamo riconoscerci.

Cuciniello descrive il “Lungo percorso dell’incontro e del dialogo”, rilevando i fenomeni del post-colonialismo, della scolarizzazione, dell’integrazione, di forme di violenza estrema, di rifiuto dei migranti. È fondamentale, come dice papa Francesco, creare il dialogo, l’incontro segnato dall’amicizia e rispetto con l’Altro, anche attraverso l’intervento di agenzie educative che aiutino nella mutua comprensione e nella difesa e promozione della giustizia sociale, dei valori morali e della libertà.
La prima esigenza per testimoniare adeguatamente la fede è crescere nella conoscenza e nel rispetto reciproci, insieme alla conoscenza reale e aggiornato delle altre grandi religioni, che individui gli aspetti fondamentali del dialogo interreligioso, per aprire nuove prospettive. Questo a livello mondiale, europeo, italiano e locale per lo sviluppo di una cultura democratica condivisa con le comunità etnico-religiose presenti nei contesti locali.

L’autore cita quindi i documenti in cui è valutata positivamente l’esperienza religiosa dei musulmani: durante il concilio Vaticano II “Lumen gentium”, insieme a “Nostra aetate”; Paolo VI nell’apertura del sinodo dei vescovi del 1974 sottolinea il valore del dialogo con le altre religioni, concetto ripreso da papa Francesco nel 2013, ma già presente nel discorso del card. Martini “Noi e l’Islam. Dall’accoglienza al dialogo” alla vigilia della festa di sant’Ambrogio del 1990.
Sono poi riportati i numerosi interventi di Giovanni Paolo II per riconoscere, pur nelle differenze teologiche, il patrimonio spirituale che unisce ebrei, cristiani e musulmani e quindi il diritto alla libertà di religione e di credo. Fondamentale la “Dichiarazione di Marrakesh sui diritti delle minoranze religiose nel mondo islamico” del 2016.
Essenziale poi ricordare la dichiarazione nel 2017 del card. Tauran dopo l’incontro tra papa Francesco e il Grande imam Al-Azhar, Ahmed Al-Tayyeb in cui afferma che non è lecito invocare la religione per giustificare la violenza. Bisogna lavorare insieme.
Il 4 febbraio del 2019, Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar firmano la Dichiarazione di Abu Dhabi, un forte invito a riscoprirsi fratelli per promuovere insieme la giustizia e la pace, garantendo i diritti umani e la libertà religiosa indicando come bussole la cultura del dialogo, la collaborazione comune e la conoscenza reciproca. La Dichiarazione attesta che “la libertà è un diritto di ogni persona: nelle nostre società bisogna stabilire il concetto della piena cittadinanza e rinunciare all’uso discriminatorio del termine minoranze. Si definisce, quindi, “un’indispensabile necessità riconoscere il diritto della donna all’istruzione, al lavoro, all’esercizio dei propri diritti politici”, per proteggerla dallo sfruttamento. Infine, si domanda che “questo Documento divenga oggetto di ricerca e di riflessione in tutte le scuole, nelle università e negli istituti di educazione e di formazione” e un “simbolo dell’abbraccio tra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud”.
Papa Francesco in molte occasioni ha dichiarato che il fondamento dell’incontro è il dialogo, come mezzo di cooperazione per raggiungere l’unità, la comunione e la fratellanza. L’appello è rivolto a intellettuali, filosofi, uomini di religione, artisti, operatori dei media, per riscoprire i valori della umana e della convivenza comune, per confermare l’importanza di questi come ancora di salvezza per tutti da diffondere ovunque. I frutti si potranno raccogliere sulla lunga prospettiva, con tre orientamenti fondamentali: “il dovere dell’identità, il coraggio dell’alterità e la sincerità delle intenzioni”. Ciascuno deve impegnarsi per diffondere e realizzare nel quotidiano e sui territori. Viene quindi fatto l’elenco delle numerose iniziative messe in campo.

Il Documento sta avendo risonanze e applicazioni anche nel sud-est asiatico, nelle Filippine, nell’Indonesia; in Europa dal Consiglio europeo dei Saggi Musulmani, con l’aggiunta di altri imam e mufti di paesi europei. Sono citate le sottoscrizioni nel 2019 della Dichiarazione di Abu Dhabi in Italia, con eventi precisi: a Milano l’arcivescovo Mario Delpini; a Sesto San Giovanni don Leone Nuzzolese; mons. Domenico Sorrentino arcivescovo di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino; a Venezia Francesco Moraglia con l’evento di Marghera; a Firenze con l’appuntamento promosso dalla Fondazione Giorgio La Pira, con la nascita della Comunità islamica di Firenze: il card. Giuseppe Betori e l’imam di Firenze; la Scuola di pace “Monte Sole” di Marzabotto (Bologna); a Taizé tre giorni sui concetti di fratellanza e ospitalità.

Nel mese di Ramadan in piena pandemia l’Alto comitato per la fratellanza umana ha invitato in un messaggio in tredici lingue diverse i fratelli che credono in Dio a una giornata di preghiera, di digiuno e di invocazione per l’umanità fissata per il 14 maggio 2020, con una adesione di leader politici – soprattutto mediorientali e rappresentanti di organismi internazionali.

Una lettura impegnativa, molto utile per comprendere da una parte i problemi del rapporto cristiani-musulmani, dall’altra il cammino per superare insieme le diversità e collaborare per una conoscenza reciproca.

Paolo Branca – Antonio Cuciniello “Per una fratellanza umana” - Paoline – euro12.00

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