Sondrio, 01 settembre 2017   |  
Cronaca   |  Cultura

Piante e fiori: un mondo ancora tutto da scoprire

di Alberto Comuzzi

I vegetali hanno una vita che risale a 4 miliardi e 600 milioni di anni fa, mentre l'uomo è comparso sulla Terra 250.000 mila anni fa. L'esperienza e l'”intelligenza” dei primi non potrebbero essere dunque maggiori di quelle del genere umano?

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Le piante parlano. Di più: producono suoni quasi cantassero. È quanto hanno mostrato gli esperimenti condotti da Cumino Raccagni, Maurizio Forza e Severino Doppi, ricercatori ed esperti naturopati dell'Accademia olistica Tesla, sul terrazzo dell'albergo Pirovano al Passo dello Stelvio, sabato 26 Agosto (ne avevamo fatto cenno nell'articolo dedicato al maestro Peppe Vessicchio, pochi giorni fa).

La delicata carezza di un bambino sulle foglie di una pianta o il semplice tatto della sua mano determinano un'onda sonora che, unita a quelle di altre piante sollecitate dall' identico trattamento, si trasforma in un vero e proprio concerto. Così anche per orecchie non avvezze alla musicalità è possibile percepire le melodie emanate da un faggio, da una betulla, da un fico o da una vite, la pianta simbolo della stessa fertilità e speranza umane.

Il mondo vegetale ha una vita che risale a 4 miliardi e 600 milioni di anni fa, mentre la comparsa dell'uomo sulla Terra risale a 250.000 mila anni fa. Da qui, secondo non pochi studiosi, ne deriverebbe che la capacità di "comprendere" e "comunicare" delle piante sarebbe ben superiore e più profonda di quella umana.

Ecco perché, spiegano i ricercatori dell'Accademia olistica Tesla, se una persona si avvicina ad una pianta con l'animo sereno, questa ne avverte la positività e si predispone ad una forma di accoglienza naturale, meglio avvertita ovviamente da quegli spiriti avvezzi a dialogare con il mondo vegetale. Di segno opposto risulta naturalmente l'atteggiamento della pianta quando percepisce che chi le si avvicina ha intenzioni ostili.

In proposito Severino Doppi non ha dubbi. Dice: «Abbiamo dati precisi sul comportamento delle piante quando in un bosco entrano, per esempio, dei taglialegna. Qualcuno potrà sorridere o non credere, ma chi ha esperienza di operazioni di disboscamento sa e "vede" come le piante tentino di chiudersi a riccio e di come comunichino tra loro quando si sentono aggredite. È l'intero bosco a mutare la propria conformazione».

Scoprendo nuove aree di conoscenza come quelle che investono il rapporto tra il mondo del regno vegetale con quello animale (al quale, piaccia o meno, appartiene il genere umano), è comprensibile una certa incredulità, quando non addirittura un netto rifiuto. Eppure più di un agricoltore potrebbe confermare che esiste un nesso tra il comportamento umano e quello delle piante. Aldilà dei personali convincimenti (incredulità, scetticismo, certezze incrollabili), l'apparecchiatura messa a punto dai ricercatori dell'Accademia olistica Tesla per "captare" i suoni e le melodie delle piante è una realtà oggettiva.

«Come spesso accade», confidano con amarezza i ricercatori, «quella che è realisticamente una eccellenza italiana è più apprezzata all'estero che nel nostro Paese. Le nostre ricerche e le nostre apparecchiature, che abbiamo comunque brevettato a livello internazionale, sono oggetto d'attenzione in università e Centri di ricerca in Scandinavia, in Germania, negli StatiUniti. Qui in Italia, facciamo fatica ad illustrare i progetti e gli studi già avviati ai pochi interlocutori istituzionali che incontriamo». Che dire? Nemo propheta in patria (nessuno è profeta nel proprio Paese).

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