Sondrio , 12 novembre 2016   |  

Quando la politica entra nelle banche sono guai, per tutti

Gli interventi del sen. Della Vedova e del Sindaco di Sondrio, consumati politici che esprimono la legittima opinione di essere favorevoli alla fusione delle due banche del territorio, si espongono però alla critica d'invadere un campo che non è di loro pertinenza.

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Un lettore, di cui rispettiamo la volontà di non palesarsi, ci chiede di ospitare questa sua lettera che entra nel “corpo vivo” di una discussione che appassiona tanti Valtellinesi e Chiavennaschi, ovviamente per l'argomento di cui si occupa: le banche del territorio.

Ho letto con interesse il comunicato pubblicato dal giornale “La provincia di Sondrio” di sabato 12 novembre, del Sen. Benedetto della Vedova che ha auspicato il matrimonio fra la Banca Popolare di Sondrio e il Credito Valtellinese. Già alcuni mesi fa il Sindaco della città di Sondrio aveva auspicato l’unione.

Credo che la politica non debba intervenire così pesantemente su una questione prettamente economica ingenerando disorientamento nell’opinione pubblica valtellinese. Sì, perché quando la politica si interessa di banche rischia di fare dei disastri (vedi Monte dei Paschi di Siena e Banca Etruria).

Una sana distinzione tra l’agire della politica e delle banche è meritoria al fine di evitare altri guai. Sono due poteri distinti come la politica e la giustizia.

Non sfugge a chi scrive l’importanza dello sviluppo delle due banche locali per le nostre valli con risultati differenti che sono sotto gli occhi di tutti. E non sembra di rilevare un segreto nel dire che mentre una banca, la Bps, ha operato con un sana distinzione con il potere politico, l’altra, il Creval, non ha disdegnato una certo rapporto con i politici.

Quindi cari politici non interferite: viene da pensare che parlino su invito. Il Consiglio di amministrazione delle due entità economiche sono costituite da persone competenti e le migliaia di soci delle due banche sono maturi ed in grado di capire cosa sia meglio per il futuro.

Consapevole che la fusione porterà dei gravi danni sociali ed economici, con problemi di antitrust e di depauramento dei nostri paesi di montagna.

Lettera firmata

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