Sondrio , 03 aprile 2018   |  

Record per l' export lombardo in Cina

Raggiunto livello storico a 70 milioni di euro nel 2017

guerra dei dazi

Vola l’export lombardo agroalimentare in Cina che nel 2017 segna un +20,7 per cento rispetto all'anno precedente e per la prima volta supera i 70 milioni di euro in valore. E’ quanto riporta un' analisi dell' ufficio studi Coldiretti regionale su dati Istat divulgata in occasione dell’entrata in vigore dei super dazi cinesi nei confronti di 128 beni importati dagli Stati Uniti, tra i quali carne di maiale, vino e frutta, per un totale di 3 miliardi di dollari, in risposta alla “mossa protezionistica” decisa dal presidente Donald Trump su acciaio e alluminio.

Il Made in Italy, a cominciare dai prodotti lombardi potrebbe avvantaggiarsi delle tensioni tra i due giganti dell’economia mondiale con l’export italiano agroalimentare in Cina che nel 2017 segna un +15 per cento e supera i 448 milioni di euro in valore.

Per quanto riguarda specificatamente i prodotti Usa interessati dall’ aumento dei dazi va sottolineato che in Cina è stato rimosso nel 2016 il bando sulle carni suine italiane che teneva fermo quel mercato dal 1999 mentre per quanto riguarda la frutta fresca l’Italia può esportare al momento in Cina solo kiwi e agrumi anche se il lavoro sugli accordi bilaterali per pere e mele è ad uno stadio avanzato e potrebbe aprire opportunità, dopo lo “stop” alle forniture statunitensi. Si tratta di superare barriere tecniche cinesi che riguardano molti prodotti del Made in Italy come l’erba medica disidratata.

Particolarmente rilevanti sono le opportunità offerte al vino Made in Italy dalla Cina che per effetto di una crescita ininterrotta nei consumi è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano più vino nel mondo ma è in testa alla classifica se si considerano solo i rossi. Gli Stati Uniti hanno infatti esportato vino in Cina per un valore di 70 milioni di euro in aumento del 33 per cento nel 2017 e si collocano al sesto posto nella lista dei maggiori fornitori, immediatamente dietro all’Italia

In realtà l’estendersi della guerra dei dazi tra i due giganti dell’economia mondiale ai prodotti agroalimentare apre scenari inediti e preoccupanti nel commercio mondiale anche con il rischio di anomali afflussi di prodotti sul mercato comunitario che potrebbero deprimere le quotazioni. Una situazione cheva attentamente monitorata per verificare l’opportunità di attivare, nel caso di necessità, misure di intervento straordinarie.

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