MIlano, 17 maggio 2017   |  
Cultura   |  Chiesa

“Ricentralizzazione” delle periferie e connubio tra chiesa, architetto e artista

di Paola Mormina

Un convegno a Milano ha indagato il rapporto dell’evoluzione delle periferie in relazione all’esperienza progettuale di nuovi edifici di culto, rigenerando così gli ormai assopiti valori di solidarietà sociale e civile

parrocchia

Milano, quartiere Quarto Oggiaro, chiesa della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo

Si è tenuto nella Sala Convegni della Triennale di Milano un evento realizzato e promosso in collaborazione con l’Arcidiocesi milanese, l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Milano e dalla rivista “Chiesa oggi” architettura e comunicazione. I saluti istituzionali da parte dell’architetto Alberto Ferlenga, rettore dell’Università IUAV di Venezia, monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura della Curia di Milano, architetto Caterina Parrello, direzione “Chiesa oggi” architettura e comunicazione e dell’architetto Franco Raggi, vicepresidente dell’Ordine degli architetti di Milano, hanno ufficialmente aperto i lavori.

Il tema iniziale del concetto di “periferia” è stato così magistralmente analizzato e sviscerato da parte dei relatori, luogo da sempre rappresentato come circoscritto e spesso appendice di un centro storicizzato abbandonato all’incuria e al degrado sociale.

L’edificio religioso dovrà così inserirsi in un precario contesto, e quella primaria funzione di “assistenza” e “cura” corrisponderà ad un’architettura volta a valorizzare proprio quella particolare caratteristica che dà valore aggiuntivo e relazionale ai quartieri periferici. Seguendo il principio del “rammendo” delle periferie ad opera dell’architetto Renzo Piano, è in atto da diversi anni una progettazione che mira specificatamente ad una “ricentralizzazione” delle periferie, andando a suggellare nuovamente quel connubio tra chiesa, architetto e artista che nel tempo si è smarrito.

L’edificio di culto avrà così una valenza fondamentale nel nuovo assetto urbanistico in quanto centro di aggregazione e di sussidio, andando a ristabilire quel fragile equilibrio sociale e quella sorta di desolazione della periferia, intesa più come mancanza di spiritualità e carenza di antichi valori piuttosto che di edifici in senso materiale.

Gli esempi portati in convegno sono svariati a partire da quello di monsignor Antonino Raspanti, presidente Commissione episcopale per la Cultura e le comunicazioni sociali (CEI) e vescovo di Acireale, che racconta del progetto del Parco culturale ecclesiale, finalizzato a realizzare un sistema territoriale che recuperi e valorizzi il patrimonio liturgico, storico, artistico, architettonico e museale delle diverse chiese finalizzato a “dare un’anima” e a promuovere il turismo locale.

Ma è sicuramente l’architetto Boris Podrecca ad illustrare il progetto più interessante, ovvero quello della Chiesa di Pentecoste per il quartiere di Quarto Oggiaro a Milano, che verrà consacrata proprio il 4 Giugno. Situata in via Arturo Graf, al centro di un’area industriale priva di valorizzazione, va proprio a sposare il concetto di dare “importanza agli ultimi” come sempre dichiarato anche da Papa Francesco.

L’architetto Podrecca ha quindi realizzato una grande cornice di cemento armato che sormonta un’immensa campata inglobando diversi elementi, che presentano come comune denominatore la fruibilità e la spazialità necessarie ad “accogliere”.

Sono stati scelti appositamente materiali come cemento armato, pietra e bronzo per collocare perfettamente l’edificio nel marcato contesto urbano e una gigantesca croce tridimensionale accoglie il fedele, segno di riconoscimento chiaro e ben visibile scelto appositamente dall’Architetto al posto del tradizionale campanile.

Un grande progetto per la città di Milano che ricalca altri importanti esempi in Italia citati anche dall’architetto Franco Purini, come la chiesa di Sant’Antonio a Poggioreale, o quella di San Giovanni Battista a Lecce, dove le opere d’arte sono state realizzate da Mimmo Paladino e da Giò Pomodoro.

In conclusione dei lavori è stata affrontata un’analisi delle strategie e delle idee di rigenerazione urbana con gli interventi del dottor Mario Abis del Ministero Infrastrutture e Trasporti, architetto Simona Collarini, direttore Area pianificazione urbanistica generale del Comune di Milano, don Valerio Pennasso, direttore Ufficio nazionale Beni culturali ed edifici di culto della Cei e l’architetto Ilaria Valente, preside della Scuola di Architettura urbanistica e ingegneria delle costruzioni.

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

12 Dicembre 1901 Guglielmo Marconi riceve il primo segnale radio transoceanico.

Social

newFB newTwitter