Sondrio , 27 luglio 2018   |  

Risultati analisi congiunturali, in Lombardia, frena la produzione industriale

Si è svolta nella sede di Unioncamere Lombardia, giovedì 26 Luglio, la presentazione dei risultati dell'analisi congiunturale dell'industria e dell'artigianato manifatturieri in Lombardia riferito al secondo trimestre 2018

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A Milano, in via Oldofredi, sede della Unioncamere Lombardia, giovedì 26 Luglio, sono stati presentati i risultati dell'analisi congiunturale dell'industria e dell'artigianato manifatturieri in Lombardia periodo secondo trimestre 2018.

Presenti all'incontro con la stampa Gian Domenico Auricchio presidente Unioncamere Lombardia, Pietro Ferri professore emerito Economia Politica Università Bergamo, Daniele Parolo presidente Cna Lombardia in rappresentanza delle Associazioni regionali dell'Artigianato e l'assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Alessandro Mattinzoli.

I dati esposti mostrano un rallentamento della crescita della produzione industriale lombarda nel secondo trimestre, rallenta la crescita della produzione industriale lombarda nel secondo trimestre, con un incremento congiunturale dello 0,3%. Primi segnali negativi provengono dagli ordini, sia interni che esteri (-0,1%). Il fatturato è ancora positivo e accelera rispetto allo scorso trimestre.

Più positivo il risultato dell'artigianato, con un incremento congiunturale dei livelli produttivi dello 0,7% e una variazione tendenziale del +2,7%, ancora vicina alla crescita media annua del 2017. Gli elementi emersi nel corso della presentazione dei dati congiunturali di Unioncamere Lombardia mostrano una variazione negativa solo per le pelli-calzature (-1,0%) e l'abbigliamento (-4,7%).

Tutti gli altri settori sono in crescita, con variazioni più consistenti per industrie varie (+6,2%), meccanica (+6,1%), minerali non metalliferi (+5,3%). Sotto la media, ma in sua prossimità, si trovano la chimica (+3,5%), gli alimentari (+3,2%) e la siderurgia (+3,2%). Gli incrementi piu' contenuti si registrano per legno mobilio (+2,4%) e mezzi di trasporto (+2,1%). Seguono la gomma plastica (+1,9%), la carta stampa (+1,6%) e il tessile (+1,1%).

Tra i settori in crescita spiccano la siderurgia (+7,3%) e la meccanica (+5,3%); significativa anche la variazione per i minerali non metalliferi (+3,7%) e incrementi più contenuti si registrano per il legno-mobilio (+1,8%), le manifatturiere varie (+1,8%), l'abbigliamento (+0,6%), l'alimentare (+0,6%) e il tessile (+0,2%).

Il fatturato a prezzi correnti per l'industria cresce ancora sensibilmente su base annua (+6,0%) come anche rispetto al trimestre precedente (+1,6%), recuperando lo stop registrato lo scorso trimestre. Anche per l'artigianato la variazione tendenziale del fatturato è positiva (+2,5%) e, grazie a una crescita congiunturale dello 0,6%, l'indice destagionalizzato riesce a superare quota 100.

Per quanto riguarda gli ordinativi provenienti dal mercato interno, dopo i buoni risultati dello scorso anno, conferma la svolta negativa segando un -0,3% congiunturale. Rimane comunque positivo il dato tendenziale (+2,5%) anche se in decelerazione. Lo stesso fenomeno si osserva per il mercato estero, per il quale però il calo congiunturale è meno marcato e più configurabile come dato stazionario (-0,1%) e una variazione tendenziale del +4,5%, anch'essa in decelerazione. La quota di fatturato ricavata dalle esportazioni dall'industria scende al 39,7%.

Le imprese artigiane mostrano la stessa svolta congiunturale negativa per la domanda interna (-0,7%) associata ad una decelerazione tendenziale (+1,3%). Migliora invece la domanda estera delle imprese artigiane, che mostra una accelerazione sia tendenziale (+2,6%) che congiunturale (+1,2%).

Il canale estero per le imprese artigiane svolge sempre un ruolo marginale, con la quota sul fatturato totale ferma al 7%. L'occupazione per l'industria presenta un saldo positivo (+0,6%), grazie al tasso d'ingresso ancora ai massimi (2,3%) e una stabilizzazione delle uscite (1,7% il tasso d'uscita). Considerando il dato corretto per gli effetti stagionali, la crescita risulta confermata, con una variazione congiunturale pari al +0,4% (dato destagionalizzato).

In flessione il ricorso alla Cassa integrazione con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione al 5,6% e la quota sul monte ore dell'1,2%. Anche nell'artigianato il dato occupazionale e' positivo. Si mantiene ai massimi il tasso d'ingresso (2,4%), ma aumenta leggermente il tasso di uscita (1,8%) determinando un saldo ancora positivo (+0,6).

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