Sondrio , 23 gennaio 2018   |  

Utilizzo dei sistemi robotici in riabilitazione

Presentati a Roma i dati sulla ricerca realizzata in Fondazione Don Gnocchi, prima del genere a livello internazionale per numero di pazienti coinvolti

dongnocchi robotica 2018

Sono stati presentati a Roma, nel corso di un convegno promosso dalla Fondazione Don Gnocchi dal titolo “La tecnologia e la robotica in Riabilitazione”, i risultati finali di un inedito studio scientifico che ha coinvolto parecchi Centri italiani della Fondazione, con l’obiettivo di misurare l’efficacia dell’utilizzo della tecnologia robotica nella riabilitazione dell’arto superiore in pazienti colpiti da ictus.

Si tratta di una ricerca senza precedenti per numero di pazienti coinvolti, che ha messo a confronto i dati raccolti da pazienti trattati con le nuove tecnologie (complessivamente oltre 250) con i dati raccolti da pazienti trattati secondo le terapie tradizionali.

I risultati dimostrano che la riabilitazione con tecnologie robotiche è certamente efficace nel recupero dell'arto superiore dopo ictus. Non solo, per alcuni aspetti - come ad esempio i movimenti di presa della mano, di flessione dell'avambraccio sul braccio e di abduzione della spalla - la riabilitazione con tecnologie robotiche si dimostra più efficace della riabilitazione convenzionale, permettendo al paziente di raggiungere prima nel tempo importanti obiettivi di recupero motorio. Alcuni pazienti che hanno continuato a fare riabilitazione robotica e che sono stati monitorati per mesi hanno recuperato in modo importante e significativo anche a distanza di un anno dall'ictus, ad esempio riuscendo in azioni comuni come afferrare una bottiglia o bere da soli...

Sono intervenuti ai lavori, tra gli altri, il nuovo direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi, professoressa Maria Chiara Carrozza e il direttore generale Ricerca e Innovazione in Sanità del ministero della Salute, Giovanni Leonardi. Il convegno è stato patrocinato dalla Società di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e dalla Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN).

Da più di un anno, in nove Centri della Fondazione Don Gnocchi in Italia sono utilizzati sistemi robotici che integrano e supportano il lavoro dei terapisti nella riabilitazione dell’arto superiore di pazienti colpiti da ictus o altre patologie neurologiche, con un’azione specifica in particolare sui movimenti di mano, polso, gomito e spalla. 

Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Milano e Firenze, le due strutture di Roma (“S. Maria della Pace” e “S. Maria della Provvidenza”), ma anche altri Centri come Rovato (Bs), La Spezia, Fivizzano (MS) e altri del meridione d’Italia, solitamente penalizzati dal punto di vista delle prestazioni sanitarie, come S. Angelo dei Lombardi (Av) e Acerenza (Pz): queste solo le strutture della Fondazione dove sono state attrezzate le palestre robotiche e dove la migliore tecnologia oggi disponibile si sposa alla professionalità e all’esperienza di operatori esperti e formati. 

A collaborare alla raccolta dei dati dello studio multicentrico presentato durante il convegno di Roma sono intervenute anche le strutture della Fondazione Don Gnocchi di Marina di Massa e Tricarico (Mt), che hanno fornito i dati sui pazienti trattati con le metodologie tradizionali.

 

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