Como, 03 dicembre 2018   |  

Sicurezza ospedali: braccialetti identificativi agli accompagnatori

Servono controlli per tutelare i pazienti e personale medico da ladri e aggressori

Ospedale Buzzi

E' stato arrestato dalla Polizia l’uomo sorpreso dagli infermieri a rubare nelle stanze del reparto di oncologia dell’Ospedale Sacco, a Milano. Ad ottobre si era registrato un episodio simile al Buzzi, dove un altro uomo si era intrufolato all’interno degli spogliatoi dell’Ospedale ed aveva rubato il portafogli ad un medico.

Ancora una volta, l'assessore De Corato si trova a ripetere «che a causa della mancanza di controlli la situazione sta sfuggendo di mano sempre più. Non solo per quanto riguarda i furti. In molti ospedali, come ad esempio il Policlinico di Milano, alcune zone della struttura diventano il luogo dove bivaccano clochard oppure nelle immediate vicinanze del presidio ospedaliero, come per esempio si è visto all’ospedale San Carlo, carovane di rom assediano il perimetro».

Poco più di quattro mesi fa, avevo preso parte ad una riunione sul tema della sicurezza negli ospedali e nei pronto soccorso con l’assessore Gallera, il Presidente Fontana e il questore Cardona, suggerendo alcune misure da mettere in campo per la sicurezza di pazienti e personale medico.

Molte di queste possono servire anche per la prevenzione dei furti come ad esempio il posizionamento di apparati di videosorveglianza, utili, appunto, per disincentivare o cogliere in flagranza ladri, ma anche a posteriori per successive attività di indagine; un servizio di portineria permanente (h 24), se necessario anche con Guardie Particolari Giurate, in modo da poter controllare chi entra e chi esce, incrementando così sorveglianza ed attenzione; l’accesso ai reparti rigidamente regolato da varchi elettronici ed aperture con elettro serrature. Oltre a queste proposte ne avevo avanzate altre che riguardavano la sicurezza più in generale, con particolare attenzione alla tutela del personale femminile che comincia o finisce i turni in orari notturni.

Questi altri erano: l’installazione di pulsanti occultati per la segnalazione delle emergenze a supporto degli operatori sanitari; l’utilizzo di volontari dell’Arma dei carabinieri e della Polizia di Stato in pensione; presidi della Polizia Locale e della Polizia di Stato. Inoltre è stata proposta dal Questore e da De Corato anche la presenza di colonnine SOS collegate con centrale operativa della Polizia di Stato, unica soluzione immediata possibile; ed infine, la presenza di aree “rosa” di parcheggio per le operatrici sanitarie che smontano dai turni di notte e parcheggi recintati e muniti di apparati di video sorveglianza. Oltre a tutto ciò sarebbe bene adottare braccialetti identificativi anche per gli accompagnatori, in modo da avere un maggiore controllo di chi entra ed esce dalla struttura, come è stato fatto in altri ospedali italiani.

Con queste misure sarebbe possibile ridurre, e magari anche azzerare, non solo i furti, ma anche le aggressioni ai danni soprattutto del personale medico. Secondo il Sindacato infermieri (Nursind), che il 12 agosto 2017 lanciò un allarme facendo capire la gravità della situazione, il 78,28% degli operatori sanitari Lombardi, nella loro carriera, avrebbero subito aggressioni fisiche. Ogni anno sono, infatti, 3 mila gli episodi di violenza, secondo dati della Fiaso (Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere), che si verificano contro medici e personale sanitario. Di fronte a questo ennesimo episodio è chiaro che è necessario cambiare rotta per garantire l'adeguato livello di sicurezza negli ospedali.

Lo dichiara Riccardo De Corato, ex vice Sindaco di Milano e Assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia.

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