Sondrio , 25 ottobre 2018   |  

Sondrio Festival omaggia l'ambiente con due mostre

La manifestazione avrà luogo nel capoluogo sondriese dal 15 al 25 Novembre. L'evento si occuperà di ambiente e sarà possibile visitare due mostre "Poseidon" e "Lo stambecco delle Orobie"

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Sondrio Festival, Mostra internazionale dei documentari sui parchi, è giunta alla 32esima edizione in programma dal 15 al 25 Novembre.

«Fondazione Pro Valtellina Onlus" sostiene da molti anni il Sondrio Festival, un evento divenuto ormai appuntamento fisso e inderogabile, una rassegna unica nel suo genere, che porta il nostro territorio alla ribalta internazionale» afferma Marco Dell'Acqua. La nostra fondazione sostiene iniziative in ambito culturale e di valorizzazione paesaggistica, consapevole della ricchezza naturalistica di cui disponiamo e certi che sia necessario sensibilizzare le nuove generazioni per curare e preservare quello che ci circonda.

Per questi motivi siamo orgogliosi di essere a fianco del Sondrio Festival, che ci permette oltretutto di esprimere la sensibilità verso l’ambiente sotto forma di documentari, mostre ma anche avvenimenti culturali adatti a pubblici vasti ed eterogenei. Fondazione Pro Valtellina Onlus ha sostenuto nei suoi primi 16 anni di vita circa 16 mila progetti sul territorio in settori diversi come la Cultura, la valorizzazione dell’Ambiente e i Servizi alla persona donando oltre 16 milioni di euro».

E accanto ai documentari in gara, a quelli fuori concorso, all'attività didattica che quest'anno coinvolgerà 11mila studenti e prenderà il via il 12 novembre, e alla presenza di ospiti d'eccezione, anche due importanti mostre allestite per l'occasione in una tensostruttura in Piazza Garibaldi, accanto al Teatro Sociale, cuore pulsante del Sondrio Festival.

La mostra Poseidon “Colui che scuote la terra” di Raffaele Cornaggia, è interamente realizzata con rifiuti di plastica sottratti ai processi inquinamento. Fratello di Zeus, Poseidone, il mitologico Dio dei mari, protegge da millenni il proprio regno contro qualsiasi minaccia. Ai naviganti antichi regalava un mare calmo e pescoso e talvolta faceva affiorare nuove isole per dar loro approdo e protezione, ma quando si sentiva trascurato scagliava furibondo la sua ira scatenando maremoti e terremoti. Ora Poseidone è tornato! Affiora iracondo da un mare di plastica, infuriato contro l’uomo del “progresso” che ha contaminato il suo regno, culla della vita.

Ogni giorno 365mila tonnellate di plastica finiscono nei mari di tutto il mondo rilasciando polimeri e particelle di micro plastica. Poseidon è realizzato con: flaconi di detersivi e detergenti, aspirapolveri, phon, robot da cucina, pattini da ghiaccio, parafanghi di scooter, attacchi di snowboard e sci, copricerchi d’auto, gusci di PC, ferri da stiro, rulli da imbianchino, ventilatori, tubi da idraulico, giocattoli, cordless, friggitrici, racchette da tennis, mascherine d’auto e cavi elettrici. L’intera opera è assemblata con più di 300 tra viti, bulloni e barre filettate avvitate a mano.

Poi, la mostra Stambecco delle Orobie, nel Giugno 2017 si sono celebrati 30 anni dalla prima operazione di reintroduzione dello stambecco sulle Orobie avviata nell’ambito del progetto “Stambecco Lombardia” che ha permesso, nel corso di 3 anni, di liberare complessivamente 88 individui provenienti dal Parco nazionale del Gran Paradiso.

Oggi si stima la presenza di una popolazione di oltre 1.500 stambecchi all’interno del territorio montuoso delle Alpi Orobie. Un ungulato diventato simbolo delle alte quote e che, anche in considerazione della sua scarsa diffidenza nei confronti dell’uomo, è uno degli animali più osservati dell’arco alpino. Per celebrare questo importante traguardo la Sezione del CAI di Bergamo, in stretta sinergia con partner istituzionali e tecnici, ha avviato nell’estate 2017 il progetto culturale di “Osservazione Partecipata dello Stambecco sulle Orobie” abbinato a un “Contest fotografico” di cui nel 2018 è in corso una seconda edizione.

Obiettivo di questo progetto di “Citizen Science” è sensibilizzare tutti i fruitori della montagna all’osservazione degli aspetti naturalistici del territorio con particolare riferimento a quelli faunistici.

Le informazioni e gli scatti raccolti si sono dimostrati anche un importante contributo per la conservazione di questa specie, nonché un valido strumento di miglioramento della “coscienza ecologica” individuale avvicinando, in particolare i più giovani, a quella parte di montagna fatta non solo di roccia e ghiaccio, ma anche di animali e piante. L’entusiasmo generato dal progetto e il materiale raccolto hanno permesso di dar vita a una mostra composta da 14 pannelli informativi, arricchiti da un’installazione multimediale e dagli scatti dei vincitori della prima edizione del contest fotografico.

Oltre a raccontare passato, presente e scenari futuri dello stambecco, attraverso questa mostra si vuole contribuire alla conoscenza della grande bellezza delle Alpi Orobie.

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