Sondrio, 23 luglio 2020   |  
Opinioni   |  Cronaca

Statale 38 chiusa. Code fino a Livigno. Felici i turisti.

Un lettore ci sottolinea un tema endemico: chi risponde di atti che spesso pregiudicano l'attività di migliaia di cittadini?

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Statale 38. Continuano i lavori in corso

Caro direttore,

nelle settimane scorse siamo stati intrattenuti quotidianamente dai media nazionali dalle notizie e dalle immagini delle lunghe file di automobili createsi sulle autostrade liguri, con grande disagio per gli automobilisti coinvolti e grave danno per l'economia turistica di quella regione.
Il tutto dovuto a una mancata programmazione degli interventi necessari che, invece di essere attuati in periodo di lockdown, sono stati attuati alla ripresa della stagione turistica.
In sedicesimo è quello che sta accadendo sulle strade valtellinesi, in particolare sulla tratta Grosio-Bormio, in cui la statale 38 rimane chiusa durante questa settimana, per non ben chiari lavori in corso, costringendo l'intenso traffico, anche turistico, a riversarsi sulla vecchia provinciale che attraversa i vari paesi, con disagio sia degli automobilisti che degli abitanti dei borghi attraversati.

Disagio che ho avuto modo sperimentare personalmente in un viaggio verso Livigno, snodatosi all'interno dei vari paesi, con la ciliegina del semaforo che regolamenta l'immissione del traffico che, usufruendo della variante di Oga, si riporta sulla statale verso Valdidentro.
Non ritiene, caro direttore, che sia giunto il tempo che si cominci a squarciare il velo dell'anonimato istituzionale dietro cui si nasconde la nostra burocrazia e si cominci ad additare al pubblico ludibrio nome e cognome dei vari anonimi burocrati che, al riparo della comoda copertura istituzionale, si rendono responsabili, per ignavia e scarsa professionalità, di tali disagi e danni economici?

Nello specifico, spero che grazie a Lei riusciremo a individuare a chi dobbiamo la pensata di fare lavori di manutenzione sulla tratta Grosio-Bormio proprio in questa settimana? Cordiali saluti.

lettera firmata

 

 

Gentile lettore, non possiamo prometterle di individuare il funzionario che s'è assunto la responsabilità di stabilire tempi e modalità d'intervento sulla tratta di strada della statale 38 interrotta per lavori, ma cogliamo volentieri l'occasione per spendere due parole sul tema enorme che è quello da lei sollevato: l'anonimato dei burocrati che compiono atti di rilevanza sulla vita di tanti cittadini i quali, in caso di segnalazioni o reclami, non sanno mai a chi rivolgersi o con chi parlare.

È stupefacente: dal 1993 l'Amministrazione Pubblica s'è inventata gli Urp (Uffici per le relazioni con il pubblico), strutture che hanno il compito di agevolare i rapporti tra l'ente pubblico e i cittadini (singoli e associati), garantendo il diritto d'accesso agli atti e favorendo la trasparenza amministrativa. Di fatto questi uffici, gli Urp, sono dei parafulmini dietro i quali si celano gli apparati dell'ente.

Il risultato è che il cittadino spesso si sfoga, magari finendo per insultare il povero addetto all'Urp, ma il funzionario o il dirigente di turno che dovrebbe essere chiamato a rispondere dell'errore commesso, continua imperterrito a fare ciò che ha sempre fatto senza mai essere sanzionato. Caro lettore, non dimentichi che il nostro è il Paese dei dottori Azzecca-garbugli nel quale l'antico adagio "fatta la legge trovato l'inganno" trova puntuali riscontri fin dalla sua unificazione nel 1861.

La burocrazia non è un male, ma la nostra, intendiamo quella italiana, ha raggiunto dei livelli di inefficienza e di mancata trasparenza che è eufemistico definire preoccupanti. Bene o male i politici ogni cinque anni devono essere riconfermati con un voto. I burocrati, no; una volta inseriti nell'organico sono inamovibili.

Anzi, spesso con astuzia (la competenza, abbiamo visto in tanti casi, è un optional, in altri, addirittura un demerito), riescono pure a raggiungere livelli elevati e a rendere difficile l'azione della politica.

Per identificare un burocrate e renderlo responsabile delle sue azioni, come dovrebbe essere normale in qualsiasi Stato di diritto, occorre riformare in profondità lo Stato. È la nostra mentalità di popolo che va rimodulata, mutata.

Fin dai primi passi il futuro cittadino italiano dovrebbe essere educato dai genitori a capire che ciò che è pubblico è di tutti e non di nessuno, come è oggi.

È la mentalità burocratica (presente anche in grandi aziende private) che va osteggiata. Purtroppo più una società dilata gli spazi del pubblico e più favorisce la burocratizzazione.  (Alberto Comuzzi)

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10 Agosto 1867 è ucciso a fucilate, di ritorno dalla fiera di Gatteo, Ruggero Pascoli padre del poeta Giovanni Pascoli. L'evento verrà rievocato nel 1896 dalla celebre poesia X agosto, inclusa nella raccolta Myricae.

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