Sondrio, 05 ottobre 2017   |  

Sullo sviluppo della Valtellina ampio dibattito a Sondrio

In sala Besta, nella sede centrale della Banca Popolare di Sondrio, si sono dati convegno economisti, docenti universitari, studiosi, sindacalisti e rappresentanti del mondo economico per immagine il futuro dei nostri territori.

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Da sinistra: Fabio Panzeri, giornalista, Marco Canesi, professore del Politecnico di Milano, Francesco Venosta, presidente della Banca Popolare di Sondrio

Come preannunciato, sabato 30 Settembre con inizio alle ore 9,30 a Sondrio, presso la sala conferenze Fabio Besta della Banca Popolare di Sondrio, si è tenuta la presentazione del libro "La Valtellina. Economia montana, sviluppo alternativo, nuovo soggetto sociale".

Di fatto sono state illustrate le risultanze di una ricerca universitaria su un nuovo sviluppo della Valtellina. I ricercatori – Marco Canesi, professore del Politecnico di Milano, insieme a Luca Beretta, Lorena Bonetti, Micaela Bordin, Fausto Gusmeroli, Stefano Malusardi, Guglielmo Scaramellini e Laura Scesiun – hanno concentrato il loro studio su una politica degli interventi a livello locale, ovvero in Valtellina, una realtà territoriale che essi considerano tra quelle in cui, per ragioni strutturali, appare più arduo il compito di innescare un adeguato processo di sviluppo.

La tesi degli studiosi s'è focalizzata su due forme economiche: rete stretta e mercato alternativo. La prima forma, un’organizzazione produttiva caratterizzata da un coordinamento strategico e paritario, permetterebbe alle imprese del made in Italy di operare per l'egemonia sui mercati internazionali, contrapponendo la propria produzione di qualità e personalizzata a quella low cost delle multinazionali, specchio di una classe lavoratrice sfruttata e impoverita.

La seconda forma, un'organizzazione caratterizzata da una speciale fonte di finanziamento, il reddito differito e le tasse autogenerate, permetterebbe il completo controllo dell'ambiente e, nello stesso tempo, la piena occupazione. Le piccole e medie imprese della montagna, proprio a causa della loro collocazione territoriale, avrebbero l'opportunità/necessità di essere avamposti della nuova offerta produttiva, gettando le basi di un autentico processo democratico, sempre più ampio e pervasivo, a scala mondiale.

La "coralità produttiva" dei distretti industriali potrebbe così diventare un nuovo soggetto sociale, il sostituto storico del "lavoratore collettivo e cooperativo".
Nel dibattito che è seguito alla relazione sono intervenuti Michele Fedele, responsabile Trasporti Cisl, Michele Zamboni, segretario generale Cgil, Giovanni Bettini , architetto, Guglielmo Scaramellini, professore universitario, Gianmario Tramanzoli, direttore generale Apa (Associazione provinciale allevatori), Benedetto Abbiati, presidente di Sev (Società economica valtellinese).

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