Sondrio, 17 luglio 2020   |  
Cronaca   |  Salute

Una legge ad hoc per la sanità di montagna

di Gianfranco Cucchi

È auspicabile riconoscere le specificità della provincia di Sondrio e conseguentemente riconoscerle autonomia e autogoverno.

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Non c’è più tempo da perdere per ripensare il modello di sanità della Valtelllina e Valchiavenna.

Lo impongono gli indicatori di salute che sono critici per la nostra popolazione: un’elevata mortalità generale, il 10 per cento più elevata della media italiana con 11 decessi ogni 1000 abitanti, un’elevata mortalità evitabile, siamo al centesimo posto nei maschi, una più bassa speranza di vita, un’elevata mortalità per tumori e per infarti.

Gli stessi numeri della pandemia che ha flagellato le nostre comunità, collocandoci al sesto posto tra le province lombarde, ci chiedono di cambiare rotta.

I problemi sono iniziati quando la Regione Lombardia ha decretato la fine della sperimentazione che prevedeva la gestione degli ospedali provinciali insieme alla sanità territoriale in un’unica azienda socio-sanitaria, con la gestione autonoma del Morelli e la trasformazione dell’ospedale di Gravedona da ospedale zonale, allora gestito da religiose, in policlinico con le alte specializzazioni.

Nella Regione Veneto gli ospedali ed il territorio sono gestiti da un’unica azienda socio-sanitaria e questo ha contribuito a contenere la pandemia in modo deciso.
In tutte le province montane le attività ospedaliere sono connesse a quelle territoriali con un’alta percentuale di ammalati assistiti a domicilio.

Il problema che affligge la nostra provincia in questi ultimi 20 anni è l’incapacità della politica locale di essere unita per portare avanti alcuni progetti su temi essenziali come la promozione della salute, ma anche la viabilità, le acque e la difesa del territorio. I consiglieri regionali eletti hanno inciso poco sulle scelte strategiche.

È auspicabile riconoscere le nostre specificità con atti concreti e coraggiosi e declinare conseguentemente la necessità di autonomia e di autogoverno.

È necessaria una legge speciale regionale per la sanità di montagna per la provincia di Sondrio con un’unica Azienda provinciale socio-sanitaria che gestisca le attività degli ospedali di Chiavenna, Morbegno e Sondrio unitamente ai servizi territoriali di igiene, prevenzione e di medicina generale.

L’ente Morelli ospedaliere di Sondalo dovrà ritornare tale, con un management dedicato e con la veste giuridica di una Fondazione per poi giungere all’Irccs.

Entrambe le decisioni possono essere contenute in un unico testo legislativo promulgato celermente dalla Regione Lombardia. Questa è un via percorribile e di buon senso ma dipende dalla buona politica realizzarla.

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