Sondrio , 12 luglio 2017   |  

Unione Europea: cresce protesta Consorzi

Lombardia contro svendita delle Dop (Denominazione di origine protetta)

ceta no coldiretti

Dal Salame di Varzi a quello d’Oca di Mortara, dal Nostrano Valtrompia Dop al Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana, dal Consorzio Olio Dop Laghi Lombardi a quello del Valtellina Casera e Bitto, dal Consorzio per la Formaggella del Luinese fino all’Asparago di Cantello e alla Melavì della Valtellina. Si moltiplicano i Consorzi di tutela lombardi che contestano il Ceta, il trattato di libero scambio fra la UE e il Canada all’esame del Parlamento in queste settimane. “Si tratta di un accordo sbilanciato a favore del paese nord Americano che mette in serio pericolo le produzioni DOP italiane e lombarde, spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia, basti pensare che su 34 DOP lombarde, ne vengono riconosciute solo dieci e anche per quelle si tratta solo di una tutela di carta, visto che al fianco del vero Grana Padano o del Parmigiano potrà essere venduto anche il Parmesan oppure che per il surrogato del Gorgonzola basterà scrivere “genere di..” oppure “stile di…” e il gioco sarà fatto. A danno dei produttori italiani. Tanto più che ai canadesi verrà aperto un mercato europeo di 500 milioni di consumatori contro il loro che è di appena 40 milioni. Su chi faccia davvero l’affare non credo ci siano dubbi”.

Per la prima volta nella storia dell’Unione si accorda a livello internazionale un esplicito e formale il via libera alle imitazioni dei nostri prodotti più tipici, dall’Asiago al Gorgonzola, dalla Fontina ai prosciutti di Parma e San Daniele fino al Parmigiano nella sua traduzione di Parmesan. Un gravissimo precedente per i futuri accordi commerciali con altri Paesi come dimostra quello appena siglato con il Giappone che accorda protezione solo al 6 per cento delle denominazioni europee mentre le altre sono destinate ad una ingannevole e dannosa volgarizzazione con prodotti aventi caratteristiche profondamente diverse che saranno chiamati con lo stesso nome.

Si conferma dunque che l’accordo con il Canada è il cavallo di Troia delle politiche commerciali dell’Unione per portare alla volgarizzazione delle produzioni agroalimentari nazionali custodite da generazioni di agricoltori. Per questo cresce anche Lombardia la protesta contro il Ceta, mentre la Coldiretti annuncia la mobilitazione permanente per fare pressing, anche con email bombing e tweetstorm sui parlamentari che dovranno votare sulla ratifica del trattato con il Canada dal 25 al 27 Luglio al Senato per poi passare alla Camera.

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