Milano, 07 aprile 2019   |  

Hemp fest a Milano e nel boschetto di Rogoredo altre vittime

Nei giorni in cui Milano viene riempita di manifesti pubblicitari della Hemp Fest, che inneggia alla cannabis con una foglia che sovrasta il Duomo, di droga nella città si continua a morire.

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Giunge notizia che un uomo è morto per un malore, presumibilmente per overdose, oggi pomeriggio, all'interno del cosiddetto 'bosco dello spaccio' di Rogoredo, a Milano.

E' accaduto poco dopo le 14 quando il 118 e' stato chiamato da un altro frequentatore che ha capito che il tossicodipendente stava male. I medici lo hanno inviato in codice rosso all'ospedale di San Donato Milanese, dove pero' e' deceduto. Secondo quanto riferito dai carabinieri, intervenuti sul posto, si tratta di un uomo di 50 anni, con precedenti.

L'assessore alla sicurezza e immigrazione di Regione Lombardia, dichiara: «Quanto successo dimostra che mesi e mesi di discussioni, proposte, allarmi lanciati sul bosco di Rogoredo ed il suo ormai triste primato di enclave dello spaccio e degli stupefacenti non sono serviti a molto. Forse è tempo di sperimentare nuove forme di controllo del territorio e contrasto dello spaccio, come accaduto di recente al Parco delle Groane, nel comune di Ceriano Laghetto, dove il sindaco ha utilizzato droni e telecamere. Dobbiamo tentare di scongiurare l'assoluto stato di emergenza e la vergogna di un luogo, il bosco di Rogoredo, ormai sottratto a ogni legge e al vivere civile.»

Intanto, «le cronache di parlano di tonnellate di hashish e di droga in arrivo a Milano, sequestrate grazie al brillante intervento delle forze dell’ordine, per le strade di Milano spuntano cartelli inneggianti come ogni anno alla "Hemp Fest" e alla cannabis», continua De Corato, tonnellate di hashish dal Marocco alla Spagna, poi a Milano; questo infatti il percorso del "fumo" spacciato sulle piazze della metropoli Lombarda, che ieri, sabato 6 Aprile, ha portato 20 persone in manette. Le indagini sono state svolte dai carabinieri del nucleo investigativo di Varese, coordinate dalla procura Antimafia sotto la supervisione di Eurojust. In manette sono finiti sei presunti trafficanti italiani, residenti a Milano e Rho, e altri quattordici in Spagna.

Mentre Milano, prosegue l'assessore De Corato «è divenuta ormai una delle principali piazze di spaccio d'Europa, tra eventi dei centri sociali, propaganda che punta a rendere normale uso e consumo di cannabis e feste a tema, si perde di vista l'unica vera emergenza: contrastare la cultura della droga e dello sballo. Peraltro troviamo davvero grave l'utilizzo del simbolo di Milano, il Duomo, stilizzato dietro una foglia di cannabis nello striscione pubblicitario dell'evento. Ci vorrebbero eventi per diffondere il NO a ogni genere di droga, sia essa leggera o pesante». conclude De Corato

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