Sondrio , 27 febbraio 2019   |  

Pierre Claverie, la fecondità di una vita donata

di Gabriella Stucchi

Il dialogo è necessario e noi dobbiamo fare tutto il possibile per salvaguardarlo

Pierre Claverie2

Pierre Claverie, vescovo di Orano, fu l’ultima delle 19 vittime della Chiesa di Algeria, per cui papa Francesco il 27 gennaio 2018 ha autorizzato la promulgazione del decreto che ne riconosce il martirio, aprendo così la strada alla loro beatificazione.

L’autore, Gianni Festa, domenicano, espone la cronologia del “decennio nero”, gli anni novanta, che ha fatto fra 150.000 e 2000.000 morti. In particolare fra il maggio 1994 e l’agosto 1996 sono stati assassinati 19 membri della Chiesa d’Algeria, la maggior parte dei quali viveva nel Paese da molti anni, nonostante fossero consapevoli dei rischi. L’ascesa dell’islamismo radicale; la violenza con veri e propri massacri, in cui sono assassinate diverse migliaia di persone; nel 1994 il tentativo, da parte del governo algerino, di un’intesa nazionale, senza risultato; nel settembre 1999 il referendum su un progetto di legge della “concordia civile e della pace”, adottato in massa. Nel 2005 viene promulgata una Carta per la pace e la riconciliazione, senza aver compiuto un lavoro di verità e giustizia. Le famiglie delle vittime cristiane e le Chiese offrono la strada del perdono e della riconciliazione, che viene comunicata durante i funerali o nei testamenti.

Seguono le testimonianze sulla figura di Pierre Claverie.
Bruno Cadoré, domenicano, attualmente maestro dell’Ordine dei frati predicatori, si sofferma sui contenuti dell’omelia tenuta da Pierre durante un’ordinazione presbiterale. “Incontro”, “riconciliazione”, ”connivenza universale in cui ognuno possa condividere il meglio di ciò che porta, accogliendo anche la ricchezza dell’altro”. Ed ancora, “l’amicizia per parlare di Dio nel mondo, entrando in empatia con il mondo stesso, portandone la sofferenza”. Pierre rispondeva che i cristiani restano in Algeria “perché si compia l’alleanza d’amore”.

Gianni Festa, commentando un libro scritto da Pierre Claverie, lo definisce “guida per riscoprire la bellezza e l’autenticità della consacrazione religiosa come cammino di libertà spirituale”. Sottolinea poi l’aspetto di “sentinella” assunto dal padre, al punto che stava sveglio di notte per proteggere gli altri, mettendo a rischio la propria vita, anche con la predicazione, conscio di poter essere preda di una morte violenta. “Donare e offrire” sono verbi ricorrenti nella meditazione del pastore.

Jean Jacques Pérennès, domenicano, vissuto in Algeria, ripercorre la vita di Pierre dall’infanzia, alla scelta della vita religiosa, al desiderio di vivere in un Pese del mondo arabo. Nominato Vescovo, elabora un approccio originale al dialogo interreligioso, accompagnando le sue comunità, colpite da assassini brutali, anche di religiose.

La sorella Anne Marie rivive i momenti dell’infanzia, con particolari della vita familiare, gli studi, le lettere dopo l’ingresso nel noviziato di Lille, in cui si avverte l’entusiasmo per la scelta fatta.

Jean Paul Vesco, attuale vescovo di Orano, sottolinea in Pierre il valore dell’amicizia, anche con musulmani osservanti, con cui discute, si confronta, creando relazioni fraterne. Henri Teissier, sacerdote della diocesi di Algeri, di cui diventa vescovo nel 1988, presenta i vari passaggi compiuti da Pierre per raggiungere lo scopo: legami interpersonali, gli editoriali sul bollettino diocesano per istruire i cristiani, il cui contenuto si approfondisce con l’aggravarsi della situazione nel decennio 1990-2000. “Cristiani e musulmani siamo insieme davanti a Dio e alle nostre responsabilità per la venuta della pace e della vita insieme”.

Il monaco trappista di Soligny fra Thomas Georgeon parla dei 19 beati martiri d’Algeria come testimoni delle beatitudini: “Hanno amato il loro prossimo in Dio e per Dio, nutrendo compassione per la sofferenza e le ferite spirituali e fisiche degli algerini... ponendosi al servizio della pace”.

“Pierre e Mohamed”, l’autista, morti insieme, all’aeroporto: un’amicizia che li unisce anche nella morte, come spiega Adrien Candiard, domenicano, islamologo, commentando la fiction che raccolse molto successo non solo in Europa, ma anche in Algeria, Egitto, Libano, in moschee, prigioni e scuole.

Il domenicano fra Claudio Monge, teologo delle religioni, dichiara insostituibile la testimonianza del fratello Pierre che, andando al di là delle formule dogmatiche che spesso separano, “offre l’esempio del suo impegno quotidiano per la riconciliazione”.

Le numerose testimonianze citate aiutano a rivivere personalmente, oltre al dramma della morte di padre Pierre e dei 19 martiri, la situazione sofferta della Chiesa di Algeria degli anni ’90, ma insieme la violenza inverosimile che ancor oggi caratterizza molti popoli in diverse nazioni.

Gianni Festa PIERRE CLAVERIE – EDB – euro 13.00

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