Sondrio, 25 giugno 2020   |  

Rho aggrediscono pakistano per vendetta

“All About Love”, questo il nome dell’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Rho sotto il coordinamento delle Procure della Repubblica presso il Tribunale Ordinario e Minorile di Milano, che ha portato complessivamente all’emissione di misure cautelari a carico di 6 persone di cui una ragazza ancora minorenne.

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“All About Love”, questo il nome dell’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Rho sotto il coordinamento delle Procure della Repubblica presso il Tribunale Ordinario e Minorile di Milano, che ha portato complessivamente all’emissione di misure cautelari a carico di 6 persone, di cui una ragazza ancora minorenne.

Le indagini hanno avuto inizio il 12 Novembre 2019, quando alcuni passanti avevano allertato i Carabinieri ed il personale sanitario del 118 per un ragazzo trovato sanguinante ed in stato di semi incoscienza, riverso su una panchina nei pressi della stazione ferroviaria di Novate Milanese (MI), il quale veniva poi trasportato in codice rosso presso l’ospedale Niguarda di Milano a causa di una vistosa ferita da arma da taglio sul fianco destro.

A seguito di una preliminare ispezione dei luoghi, i Carabinieri rinvenivano gettato nel parco pubblico un coltello a serramanico con evidenti tracce ematiche, verosimilmente utilizzato per ferire il giovane, che pertanto veniva sottoposto a sequestro.

Le circostanze permettono di appurare che il ragazzo, un pakistano di diciannove anni, era stato vittima di un’aggressione ad opera di due persone, le quali gli avevano sferrato una coltellata al fianco destro, mentre si trovava in compagnia di una ragazza italiana minorenne.

La ragazza sentita nell’immediato come testimone dei fatti, dichiara che quella sera, aveva incontrato su appuntamento il pakistano per acquistare da lui un iPhone, che lei avrebbe poi voluto regalare al suo fidanzato, rivelando tuttavia in quella circostanza che il giovane fosse a lei già noto in quanto aveva abusato sessualmente i unitamente ad altri suoi connazionali diversi mesi prima, evento di cui non aveva mai fatto parola con nessuno.

Nel merito dei fatti avvenuti quella sera, aggiungeva che proprio il suo fidanzato, unitamente ad un suo coetaneo, l’avevano accompagnata all’appuntamento rimanendo a debita distanza, ed entrambi erano poi intervenuti aggredendo il giovane pakistano perché questi le aveva riprovato a mettere le mani addosso, accorrendo ad un suo grido d’aiuto, e che nella colluttazione lo stesso pakistano, alla vista dei due, avrebbe estratto un coltello ferendosi accidentalmente all’addome.

Pertanto i due ragazzi, identificati poco dopo e sentiti nel merito, confermavano questa versione dei fatti, che tuttavia è apparsa da subito poco credibile e che infatti veniva smentita successivamente grazie all’attività d’indagine, che permetteva quindi di risalire al reale movente ed alle circostanze esatte di quanto accaduto.

Quella sera di Novembre si è trattato dell’esito di un accurato piano di vendetta, architettato dalla ragazza minorenne unitamente al suo fidanzato ai danni del pakistano, per punirlo della violenza sessuale da questa subìta nel Gennaio 2019, quando, come poi acclarato nelle indagini, dopo una serata in discoteca, aveva invitato a casa sua alcuni ragazzi pakistani, i quali avevano abusato di lei approfittando del suo stato di ebrezza alcoolica.

Mossi da ciò, quindi, i due ragazzi italiani avevano organizzato l’agguato nei minimi dettagli, pianificando altresì di rubare l’Iphone che la minorenne aveva finto di voler acquistare esclusivamente per avere un pretesto per incontrare il pakistano in un luogo appartato appositamente da lei individuato, con la speranza di riuscire altresì ad asportare il denaro contante che lo stesso avrebbe sicuramente portato con se.

Spedizione punitiva che poi ha sfiorato la tragedia, come testimoniato dalle condizioni cliniche del ragazzo pakistano, il quale, a causa di quella coltellata e senza l’intervento chirurgico svolto d’urgenza dal personale sanitario, sarebbe sicuramente morto.

Gli esiti delle indagini, svolte dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Rho sotto il coordinamento della Procure della Repubblica presso i Tribunali Ordinario (Sost. Pm Baj Macario) e Minorile (Sost. Pm Russo) di Milano, hanno consentito quindi di far luce sull’intera vicenda, portando all’esecuzione di due rispettivi provvedimenti cautelari, in forza dei quali sono stati tratti in arresto e sottoposti al regime degli arresti domiciliari: la ragazza minorenne, la quale in concorso con il fidanzato ed il suo amico, sono stati ritenuti responsabili a vario titolo di tentato omicidio, tentata rapina, porto abusivo d’arma bianca; il ragazzo pakistano, vittima della spedizione punitiva, in concorso con altri 2 suoi connazionali, di violenza sessuale di gruppo aggravata commessa ai danni della minorenne.

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