Sondrio, 24 giugno 2020   |  
Cronaca   |  Salute

Sindaci di tutta la Provincia unitevi, per la sanità

di Gianfranco Cucchi

L’autonomia della gestione del Morelli tramite una Fondazione potrebbe essere una buona soluzione, se accompagnata da un rilancio dell'ospedale di Sondrio con un occhio particolare a ciò che già esiste a Chiavenna e Morbegno.

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Sondalo, complesso ospedaliero del Morelli

Il dibattito in corso sull’assetto della sanità provinciale è sempre molto acceso e a mio parere non parte da un assunto fondamentale: il bisogno di salute dei cittadini di Valtellina e Valchiavenna.

Un indicatore di questo bisogno e della capacità di risposta del sistema sanitario è il tasso di fuga che rappresenta la percentuale di pazienti ricoverati al di fuori degli ospedali provinciali.

In questi anni è triplicato con punte del 45 per cento per i distretti di Chiavenna e Morbegno a significare che l’offerta di buona sanità non riusciva a incontrare i bisogni di salute.

La riduzione della casistica nei nostri ospedali porta ad un impoverimento scientifico e professionale, oltre che ad una riduzione dell’entrate economiche. La conseguenza è che alcuni dei medici specialisti hanno abbandonato in nostri ospedali con scelte più gratificanti.

Il declino è iniziato quando è finita la sperimentazione con l’Asl che gestiva sia gli ospedali provinciali di Sondrio, Chiavenna, Morbegno e Tirano oltre al territorio, mentre l’ente ospedaliero Morelli di Sondalo era autonomo.

Il rischio del declino, con queste scelte da parte della Regione, era già allora ben avvertito tanto che in qualità di responsabile di un’associazione di promozione sociale, che aveva pubblicato degli studi sulla sanità di montagna, ero stato invitato a presentare il progetto di un’unica azienda della salute della montagna di Sondrio con la gestione del territorio e degli ospedali e con il Morelli di Sondalo a gestione autonoma con la costruzione di un nuovo ospedale a Sondrio, essendoci già il progetto esecutivo e le risorse economiche.

La Conferenza dei Sindaci, di cui era presidente il sindaco di Sondrio, aveva valutato positivamente la proposta che era stata fermata dalla Regione con il silenzio dei due consiglieri regionali rappresentanti la Provincia.

Quindi la mancata unità delle forze politiche provinciali aveva portato a scelte regionali che preconizzavano il declino con la gestione del Morelli compresa nell’azienda ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna. Solo un direttore generale non aveva condiviso le scelte regionali e si era dimesso. Rara Avis.

In seguito al passaggio, da ente religioso a privato puro, l’ospedale di Gravedona era stato accreditato dalla Regione di molte specialità mediche e chirurgiche già operanti a Sondalo con la presenza di specialisti provenienti dai nostri ospedali. Per cui numerosi pazienti dei distretti di Chiavenna e Morbegno, che prima avevano come riferimento Sondrio o Sondalo, con la chiusura dell’ospedale di Morbegno e il ridimensionamento di quello di Chiavenna, venivano ricoverati a Gravedona.

Oggi la divisione che si è paventata in questi giorni fra in sindaci, l’Alta Valle rispetto agli altri della provincia, non permette di esprimere una forte interlocuzione, rispetto alla Regione. È importante trovare dei punti in comune per fare sintesi. Nel documento dei sindaci dell’Alta Valle è scritto che l’ospedale di Gravedona ha come punto di riferimento anche i distretti di Morbegno e di Chiavenna entrando in diretta concorrenza con Sondrio e Sondalo . È razionale avere tre ospedali di medie dimensioni in un territorio di 210 mila abitanti ?

Il Sindaco di Sondrio, presidente della conferenza dei sindaci, ha auspicato una gestione autonoma per il Morelli di Sondalo e questo potrebbe costituire un punto di incontro con i sindaci dell’Alta Valle.

Solo l’unità dei sindaci della provincia può portare all’autonomia della gestione del Morelli tramite una Fondazione, unica misura in grado di rilanciare e non far morire la struttura, ridare smalto all’ospedale di Sondrio e valorizzare Chiavenna e Morbegno per cercare di recuperare il declino.

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